direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Approvata dalle Commissioni Esteri e Cultura della Camera la risoluzione Tremonti sul potenziamento degli istituti italiani di cultura all’estero e sulle misure volte a favorire la frequenza in via telematica delle Università italiane da parte degli studenti esteri

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – Le commissioni Esteri e Cultura della Camera hanno approvato la risoluzione Tremonti, riformulata, sul potenziamento degli istituti italiani di cultura all’estero e su misure volte favorire la frequenza in via telematica delle Università italiane da parte degli studenti esteri. Nel corso del dibattito il Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli nell’esprimere un orientamento favorevole del Governo sull’atto di indirizzo in esame, ha ipotizzato alcune modifiche al testo originario. Nel dettaglio ha proposto di sostituire, ovunque ricorrano, le parole: “Ministero degli Affari esteri» con le parole: «Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale”, nonché di riformulare il terzo punto delle premesse nei seguenti termini: “occorre segnalare che il decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 2010, n. 95, ha operato una profonda ristrutturazione dell’articolazione del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, che ha comportato tra l’altro la soppressione della Direzione generale per la promozione culturale e la creazione di una Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale: a norma dell’articolo 5, comma 8-ter, la Direzione promuove, tra l’altro, ‘la diffusione della lingua e della cultura italiane all’estero, anche attraverso la gestione della rete degli istituti italiani di cultura e del sistema della formazione italiana nel mondo, ivi incluso il collegamento con gli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana’”.  Fra le altre modifiche dal Sottosegretario è stato proposto, per quanto riguarda la parte dispositiva, di aggiungere, al primo punto, dopo le parole “carattere normativo”, le seguenti: “e previo necessario adeguamento delle risorse umane e finanziarie del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale”. Silli ha altresì suggerito di riformulare il secondo impegno nei seguenti termini: “a sostenere l’avvio di iniziative per favorire la partecipazione da parte degli studenti stranieri, nei rispettivi Paesi di residenza, ai corsi delle università telematiche italiane, ferme restando le ipotesi previste dalla disciplina interna per lo svolgimento degli esami a distanza”. Dopo l’intervento del Sottosegretario ha presso la parola la deputata Anna Laura ORRICO (M5S) che ha preannunciato il voto contrario del suo gruppo.  La deputata, pur ritenendo alcune delle premesse della risoluzione assolutamente condivisibili soprattutto per quanto riguarda l’impegno di assicurare adeguate risorse umane e finanziarie agli Istituti italiani di cultura, ha espresso  perplessità sulla richiesta al Governo ad  impegnarsi a sostenere l’avvio di iniziative volte a favorire la partecipazione da parte degli studenti stranieri ai corsi delle università telematiche italiane. Per Orricco sarebbe invece preferibile valorizzare le università pubbliche che, soprattutto in alcuni territori fragili, rappresentano un prezioso punto di riferimento culturale. A seguire la deputata Federica Onori (Azione – ripartizione Europa), nel preannunciare  l’astensione del proprio Gruppo sul testo in esame, ha sottolineato come nella risoluzione non si tengano in debita considerazione le differenze esistenti tra le università tradizionali e quelle telematiche. La deputata ha inoltre sottolineato come dal testo si prefiguri un aggravio degli oneri organizzativi a carico della rete diplomatico-consolare, già sottodimensionata rispetto ai compiti che le sono attribuiti. Al riguardo ha inoltre preannunciato l’intenzione di presentare un apposito atto di indirizzo per adeguare la dotazione finanziaria e di personale delle strutture all’estero della Farnesina. Anche il deputato del Pd Vincenzo Amendola ha annunciato l’astensione del suo gruppo sulla risoluzione, sottolineando la necessità di accompagnare il varo del testo con un incremento delle risorse economiche destinate agli uffici diplomatico-consolari. Per Amendola inoltre la valutazione sul rafforzamento degli Istituti di cultura italiana all’estero andrebbe inquadrata nel progetto di riforma della Farnesina che il Ministro Tajani si appresta a presentare. E’ stata poi la volta di Simone Billi (Lega – ripartizione Europa) che ha ringraziato i presidenti Tremonti e Mollicone per l’iniziativa assunta e ha  preannunciato il voto favorevole della Lega. Espresso inoltre dal deputato apprezzamento per l’obiettivo di rafforzare la dotazione e gli strumenti degli Istituti di cultura italiana all’estero, che svolgono un ruolo essenziale per promuovere l’identità nazionale. Ha poi ripreso la parola il Sottosegretario Silli che ha precisato come la citata riforma del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale dovrebbe limitarsi a ridefinire deleghe e competenze delle diverse strutture amministrative. Il Sottosegretario ha inoltre ribaditoi il pieno apprezzamento per l’obiettivo della risoluzione di valorizzare il ruolo delle università telematiche, che stanno assumendo una rilevanza crescente nei progetti di cooperazione culturale del Governo con i Paesi terzi, quali strumenti di soft power nella strategia di politica estera dell’Italia. Dopo l’intervento del Presidente Tremonti che ha accolto le proposte di riformulazione della risoluzione di cui è primo firmatario, è intervento il Presidente della Commissione Cultura    Federico Mollicone che ha evidenziato come il testo della risoluzione in discussione affronti un tema assai rilevante che conferma l’importanza del ruolo della diplomazia culturale nelle sue diverse espressioni, compreso il prezioso contributo svolto dagli Istituti italiani di cultura. Sempre per quanto riguarda il testo in esame da Mollicone è stata inoltre ribadita la necessità che il Governo provveda a stanziare maggiori risorse finanziarie a favore degli Istituti italiani di cultura che sono chiamati a svolgere numerose e delicate funzioni per la promozione della cultura e della lingua italiana. Per quanto riguarda alcune considerazioni critiche svolte dai deputati intervenuti nel dibattito, relative ai contenuti del secondo impegno in tema di partecipazione degli studenti di Paesi esteri ai corsi delle università telematiche, Mollicone ha ricordato che tali università sono sottoposte alla vigilanza e al controllo del Ministero dell’università e della ricerca.  Il Presidente ha infine segnalato come che il testo della risoluzione sia frutto di un confronto costruttivo con il Governo e con il Maeci al fine di rafforzare e valorizzare il ruolo degli Istituti italiani di cultura di cui tutti apprezzano l’operato nel quadro degli intensi rapporti culturali tra l’Italia e le comunità degli altri Stati europei ed extraeuropei.

A seguire il testo della risoluzione approvato dalle Commissioni

La III e la VII Commissione,

premesso che:

la disciplina dell’attività degli istituti italiani di cultura all’estero e degli interventi per la promozione della cultura e della lingua italiana è posta dalla legge 22 dicembre 1990, n. 401: le finalità della normativa sono fissate dall’articolo 2, in base al quale «la Repubblica promuove la diffusione all’estero della cultura e della lingua italiana onde contribuire allo sviluppo della reciproca conoscenza fra i popoli, nel quadro più generale dei rapporti tra il nostro Paese e la comunità degli altri Stati»;

la responsabilità istituzionale per il perseguimento di tali finalità è posta in capo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ferme restando le competenze previste dalle leggi vigenti per la Presidenza del Consiglio dei ministri e per le singole amministrazioni dello Stato;

occorre segnalare che il decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 2010, n. 95, ha operato una profonda ristrutturazione dell’articolazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, che ha comportato, tra l’altro, la soppressione della direzione generale per la promozione culturale e la creazione di una direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale: a norma dell’articolo 5, comma 8-ter, la Direzione promuove, tra l’altro, «la diffusione della lingua e della cultura italiane all’estero, anche attraverso la gestione della rete degli istituti italiani di cultura e del sistema della formazione italiana nel mondo, ivi incluso il collegamento con gli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana»;

per quanto concerne le funzioni specifiche del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delineate all’articolo 3 della legge n. 401 del 1990, esse consistono anzitutto nella definizione degli accordi sugli scambi culturali con gli altri Stati, e nella cura della loro attuazione. Il Ministero, inoltre, promuove il coordinamento da un lato delle amministrazioni dello Stato e degli enti e istituzioni pubblici, e dall’altro delle associazioni, fondazioni e privati, al fine della massimizzazione della promozione culturale dell’Italia all’estero. Il Ministero provvede altresì all’istituzione ed eventuale soppressione degli istituti italiani di cultura all’estero, la cui attività è sottoposta all’indirizzo e alla vigilanza nell’amministrazione degli affari esteri tramite le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari;

la legge n. 401 del 1990, all’articolo 7, prevede che gli Istituti italiani di cultura all’estero siano istituiti nelle capitali e nelle principali città degli Stati con i quali l’Italia intrattiene relazioni diplomatiche: come sopra richiamato, gli Istituti sono istituiti e soppressi con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, e nei limiti delle risorse finanziarie previste nell’apposito capitolo di bilancio del Ministero. Pur sottoposti alla funzione di vigilanza dell’amministrazione degli affari esteri, gli istituti godono di autonomia operativa e finanziaria, con controllo consuntivo della Corte dei conti sui bilanci annuali;

un regolamento emanato con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro della funzione pubblica, detta i criteri generali dell’organizzazione e del funzionamento degli istituti, si tratta in effetti del decreto ministeriale 27 aprile 1995, n. 392, che reca il regolamento sull’organizzazione, il funzionamento e la gestione finanziaria ed economico-patrimoniale degli Istituti italiani di cultura all’estero;

tale regolamento prevede, tra l’altro, l’obbligo per gli istituti di trasmettere annualmente al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e al Ministero dell’economia e delle finanze, tramite la rappresentanza diplomatica o l’ufficio consolare territorialmente competente, il conto consuntivo, con acclusa una relazione sulle attività poste in essere;

la dotazione finanziaria di ciascun Istituto è stabilita dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale mediante ripartizione dell’apposito stanziamento di bilancio annuale. Gli Istituti di cultura, in vista di specifiche attività o settori di studio e ricerca, incluse quelle relative all’insegnamento della lingua italiana, possono creare proprie sezioni distaccate a valere sui fondi già stanziati per l’Istituto fondatore: ciò è tuttavia possibile agli Istituti solo dopo l’autorizzazione del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’autorità diplomatica competente per territorio. La gestione finanziaria e patrimoniale delle sezioni distaccate è responsabilità dei direttori degli istituti fondatori;

presso ogni istituto di cultura è istituito un fondo scorta per i pagamenti e le spese necessarie al funzionamento dell’istituto medesimo, il cui iniziale ammontare è stabilito con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che valutano le esigenze dei vari istituti anche sulla base dei consuntivi degli anni precedenti. Il citato regolamento adottato con decreto ministeriale 27 aprile 1995, n. 392, disciplina anche le modalità di gestione dei fondi scorta e del loro adeguamento mediante utilizzo delle entrate ordinarie degli Istituti;

ai sensi dell’articolo 8 della richiamata legge n. 401 del 1990, tra le principali funzioni degli Istituti italiani di cultura all’estero figurano:

a) stabilire contatti con le istituzioni e personalità del mondo culturale e scientifico del paese ospitante, favorendo tutte le iniziative volte alla conoscenza della cultura italiana e alla collaborazione culturale e scientifica, fornendo anche le relative documentazioni e informazioni;

b) promuovere iniziative, manifestazioni culturali e mostre; sostenere iniziative per lo sviluppo culturale della comunità italiane all’estero, onde agevolare tanto la loro integrazione nel paese ospitante quanto il legame culturale con la madrepatria;

c) assicurare collaborazione a studiosi e studenti italiani nelle loro attività di ricerca e studio all’estero;

d) favorire iniziative per la diffusione della lingua italiana all’estero, anche mediante la collaborazione dei lettori di italiano nelle università del paese ospitante;

è prevista la possibilità (articolo 9) di istituire comitati di collaborazione culturale presso gli istituti, che contribuiscano alle loro attività, i direttori degli istituti formulano le proposte di costituzione dei Comitati e di nomina dei loro componenti, e le sottopongono all’approvazione delle autorità diplomatiche italiane territorialmente competenti. Dei comitati possono essere chiamati a far parte a titolo onorifico sia esponenti dei paesi ospitanti particolarmente interessati ed esperti nella cultura italiana, sia qualificati esponenti delle comunità italiane in loco;

i Direttori degli istituti (articolo 14) sono nominati, di norma fra il personale direttivo dell’area della promozione culturale, e acquisito il parere della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero, con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, che tiene conto, anche in vista della destinazione geografica, delle competenze relative all’area di riferimento e delle aspirazioni espresse dall’interessato. La funzione di direttore può essere anche conferita, soprattutto in relazione alle esigenze di particolari sedi, a persone di prestigio culturale e provata competenza in ordine all’organizzazione della promozione culturale (articolo 14, comma 6);

al direttore competono importanti funzioni (articolo 15) come quella di rappresentare l’istituto, mantenerne i rapporti con l’esterno e recare la responsabilità delle attività da esso svolte, che il direttore programma e coordina sottostando alle funzioni di indirizzo e vigilanza in capo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale;

in particolare, il direttore di ciascun istituto mantiene i rapporti con le autorità diplomatiche italiane competenti per territorio, predispone annualmente il programma di attività e dà impulso alle relative iniziative e manifestazioni, si incarica di assicurare adeguate iniziative linguistiche e culturali in riferimento alle comunità italiane in loco, provvede all’organizzazione dei servizi e del personale nonché alla gestione finanziaria e patrimoniale dell’istituto di competenza, predispone un rapporto annuale sull’attività svolta che verrà inoltrato tramite la rappresentanza diplomatica o l’ufficio consolare competente, predispone il bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre annualmente al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale sempre tramite le competenti autorità diplomatiche;

è previsto altresì che gli organi centrali ed i vari istituti di cultura possano stipulare convenzioni, nel caso si richiedano specifiche competenze non reperibili presso il personale di ruolo, per l’acquisizione di consulenze da parte di specialisti: ciò potrà avvenire solo per il tempo necessario allo svolgimento di tali attività e nei limiti delle disponibilità di bilancio;

le risorse attualmente disponibili per l’attività di promozione della lingua e della cultura italiana all’estero ammontano ad un totale nominale di circa 160 milioni di euro. 70 milioni di essi sono destinati a retribuzioni del comparto delle scuole all’estero, mentre gli altri 90 milioni sono per le iniziative vere e proprie di promozione linguistica e culturale;

la proiezione culturale dell’Italia all’estero può avere come punto di forza quello delle sue Università, che sono internazionalmente riconosciute come eccellenti: le nuove modalità di insegnamento telematico, che oramai riguardano le Università italiane e straniere più importanti, permettono di avere studenti in ogni parte del mondo; favorire questo processo è una azione importantissima di politica culturale nazionale, particolarmente rilevante nei confronti di aree come l’Africa;

impegnano il Governo:

1) ad adottare iniziative, anche di carattere normativo e previo necessario adeguamento delle risorse umane e finanziarie del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per migliorare la dotazione finanziaria e di personale degli Istituti italiani di cultura;

2) a sostenere l’avvio di iniziative per favorire la partecipazione da parte degli studenti stranieri, nei rispettivi Paesi di residenza, ai corsi delle università telematiche italiane, ferme restando le ipotesi previste dalla disciplina interna per lo svolgimento degli esami a distanza.

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