CAMERA DEI DEPUTATI
Chiesto al Governo di ribadire, anche nelle sedi dell’Ue, i rischi potenziali che potrebbe comportare, per la popolazione di lingua italiana, un’eventuale approvazione della legge austriaca
ROMA – Nei giorni scorsi la Camera dei Deputati ha approvato la mozione sottoscritta dai deputati Francesco D’Uva (M5S), e Riccardo Molinari (Lega) in cui si affronta la questione della possibile presentazione di un disegno di legge da parte del Governo austriaco per il conferimento della cittadinanza dell’Austria e il relativo passaporto ai cittadini italiani di lingua ladina e tedesca della provincia autonoma di Bolzano . Nella mozione si impegna il Governo italiano a “ribadire, anche nelle sedi dell’Unione europea, i rischi potenziali che potrebbe comportare, per la popolazione di lingua italiana, un’eventuale approvazione della legge austriaca sulla concessione della cittadinanza e del passaporto ai cittadini dell’Alto Adige”e “a difendere il modello di autonomia e convivenza pacifica instaurato in Alto Adige che ha radici tipiche ed esclusive di questo territorio”.
Nella mozione si sottolinea come per studiare il summenzionato disegno di legge il Governo austriaco abbia organizzato “una commissione di esperti, che sarebbe, secondo quanto riportato dal quotidiano tirolese Tiroler tageszeitung in data 21 luglio 2018, in procinto di presentare il disegno di legge, annunciato per settembre 2018; secondo le indiscrezioni, – prosegue la mozione – la doppia cittadinanza sarebbe affidata alla regione amministrativa del Tirolo, con annessa iscrizione al registro elettorale di Innsbruck. Quindi i cittadini di lingua tedesca residenti a Bolzano potrebbero votare per il Parlamento austriaco e anche per il Parlamento europeo in cambio di una tassa che si aggirerebbe intorno ai 660 euro, ma nessun diritto sarebbe concesso ai residenti in Alto Adige per quanto concerne i servizi di welfare o la prestazione del servizio militare o civile; a seguito dell’Accordo De Gasperi-Gruber del 1946, da parte italiana –si ricorda poi nella mozione – fu poi approvato il cosiddetto ‘pacchetto dell’autonomia’ di Bolzano che conteneva il secondo statuto di autonomia, che entrò in vigore il 20 gennaio del 1972 e condusse al modello positivo – universalmente riconosciuto come esempio di cooperazione e dialogo tra gruppi linguistici – dell’Alto Adige. Il riconoscimento dell’autonomia e la tutela delle minoranze sono principi fondamentali della Costituzione italiana, insieme all’unità e all’indivisibilità dello Stato. Il modello di autonomia ha altresì favorito lo straordinario successo economico e sociale della provincia di Bolzano che vanta il prodotto interno lordo pro capite più alto tra le regioni e province italiane; esperienza tanto positiva che portò alla chiusura definitiva del contenzioso tra Austria e Italia nell’estate del 1992 in ambito Onu, con la concessione da parte dell’Austria all’Italia della cosiddetta “quietanza liberatoria” con cui Vienna riconosce il pieno adempimento dell’accordo De Gasperi-Gruber; un ulteriore passo in avanti fu poi segnato con l’adesione dell’Austria all’Unione europea nel 1995, che condusse alla realizzazione dell’euroregione Tirolo-Alto Adige/Südtirol-Trentino e quindi al definitivo superamento delle frontiere regionali, sostituendo alla separazione la cooperazione interregionale, e facendo diventare così la regione un importante modello per il futuro, non sempre facile, processo di integrazione europea”. “Per queste ragioni, – conclude la mozione – le ricorrenti affermazioni circa la presentazione di un disegno di legge da parte del Governo austriaco per conferire la cittadinanza dell’Austria e il relativo passaporto ai cittadini italiani di lingua ladina e tedesca della provincia autonoma di Bolzano, hanno destato preoccupazione”. (Inform)