direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Antonio Morello (Comites Buenos Aires) per la festa della Repubblica italiana

ITALIANI ALL’ESTERO

“Difendiamo il voto all’estero”

 

BUENOS AIRES – In occasione della festa della Repubblica italiana, Antonio Morello, presidente della Commissione scienza e tecnologia del Comites di Buenos Aires, diffonde un suo contributo sull’evoluzione compiuta dall’Italia dal 1946 ad oggi e sul voto all’estero.

“Durante tutti questi anni – scrive Morello – il Paese si è evoluto. Passando dalle macerie postbelliche alle sfide dell’economia globale, attraverso una storia che ha avuto anche momenti critici ma che è stata segnata dal costante progresso sociale e civile”. Ricorda inoltre come nel 1946 “la campagna elettorale e le votazioni si svolsero come una festa della democrazia, arricchita dal voto delle donne, che per la prima volta in Italia venivano chiamate alle urne in una consultazione nazionale” e come “oggi quello storico referendum viene celebrato in tutto il mondo, grazie a noi, cittadini italiani e discendenti, residenti all’estero”.

“Una volta emigrati, la lotta fu per il riconoscimento come cittadini italiani a tutti gli effetti di legge. E stata una lotta di più di 50 anni, fino che, il Parlamento italiano approvò la legge Tremaglia che riconosce il voto per corrispondenza del cittadino italiano residente all’estero – ricorda Morello, che risponde ai tentativi di soppressione di tale diritto  ribadendo come i connazionali che si trovano fuori dai confini nazionali siano una risorsa per il Paese che può “contribuire ad aiutare l’Italia e i nostri governanti”.

Ai parlamentari eletti all’estero Morello chiede dunque di “difendere questo diritto”, invitando i connazionali a “alzare la nostra voce, affinché questo 2 giugno sia motivo di riflessione per tutti i parlamentari italiani: che sappiano – conclude – che vogliamo difendere nostri diritti di cittadini italiani, come lo fecero nostri antenati nel 1946”. (Inform)

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