direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Angela Schirò (Pd) su  Fondo per promozione di lingua e cultura, enti gestori, invio di personale all’estero

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

 

(foto fonte Camera)

ROMA – “Da insegnante e da testimone dei sacrifici che le famiglie all’estero fanno per assicurare una formazione anche in italiano ai propri figli, ho seguito quasi come una cosa “mia” le questioni legate al prolungamento del Fondo per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, in scadenza nel 2020, alle difficoltà cui sono andati incontri gli enti gestori a seguito della pandemia, alla necessità di regolarizzare la destinazione del personale scolastico all’estero, le cui disfunzioni comportano ritardi intollerabili nell’entrata a regime degli stessi corsi”. Così Angela Schirò, deputata del Pd eletta nella circoscrizione Estero-ripartizione Europa.  L’on. Schirò peosegue: “Per il Fondo, in occasione del decreto Milleproroghe, sono riuscita ad ottenere il prolungamento ma ora servono le risorse, non poche, per recuperare almeno in parte quelle che dal prossimo anno verranno a mancare. Per gli enti gestori si è riusciti a fare attribuire anticipazioni più congrue, ma non nascondo una preoccupazione per quelli che non sono ancora riusciti a convertire a distanza la loro didattica, che possono vedersi penalizzati. Eppure, il governo ha accolto un mio ordine del giorno in cui chiedevo di estendere anche all’estero le misure di sostegno alla diversificazione tecnologica della didattica.

Per la destinazione del personale scolastico all’estero ho presentato una proposta di legge di modifica del Decreto 64 sul sistema di formazione italiano nel mondo che riporta alla competenza esclusiva del Ministero degli esteri la facoltà di fare le graduatorie e di inviare il personale, prima divisa, con negativi risultati, tra Esteri e Istruzione. E’ urgente – conclude la deputata del Pd – che si affronti la questione per riconoscere i diritti di alunni e famiglie e per il buon nome dell’Italia di fronte alle autorità scolastiche degli altri Paesi”. (Inform)

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