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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Angela Schirò (Pd): Necessaria una riforma per le pensioni basse, anche per gli  italiani all’estero

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

ROMA –  – “Emergenza coronavirus ma anche emergenza pensioni basse. Mentre infatti il Governo giustamente introduce tutta una serie di misure economiche e fiscali a favore dei lavoratori e delle imprese per fronteggiare la crisi innescata dalla pandemia, il grave problema dei pensionati in difficoltà economiche non sembra essere ancora una priorità”. Lo dichiara in una nota l’on. Angela Schirò , eletta del Pd nella circoscrizione Estero-ripartizione Europa.

Prosegue Schirò: “Sono basse milioni di pensioni italiane e decine di migliaia di pensioni erogate all’estero ai nostri connazionali”.  Le motivazioni di questa situazione per la deputata vanno ricercate in un sistema previdenziale italiano da sempre caratterizzato da un sistema di calcolo ingiusto e da un’evasione contributiva diffusa “sistema – prosegue Schirò – al quale solo le recenti riforme hanno dato una connotazione più equa, soprattutto con il passaggio dal calcolo con il sistema retributivo a quello con il sistema contributivo che valuta più obiettivamente i contributi versati”.

“Certamente – continua Schirò – la tutela previdenziale degli italiani all’estero, è innegabile, si è realizzata  grazie anche alle politiche dello Stato italiano che nel corso degli anni ha deciso saggiamente di stipulare convenzioni bilaterali e multilaterali con i Paesi di emigrazione; convenzioni che hanno consentito a centinaia di migliaia di lavoratori emigrati di ottenere un pro-rata di pensione italiana. Tuttavia gli importi di queste pensioni sono spesso irrisori, come sono irrisori gli importi di milioni di pensione erogate agli italiani in Italia.

I dati di quest’anno dell’Istat ci dicono – osserva la deputata – che in Italia il 36,3% di pensionati riceve una pensione inferiore ai 1.000 euro lordi e il 12,2% non supera i 500 euro. L’Istat ci dice inoltre che un quinto dei pensionati inghiotte quasi la metà della torta complessiva (293 miliardi di euro). La maggioranza dei pensionati italiani non riesce a condurre una vita dignitosa e può considerarsi a tutti gli effetti ‘povera’.

Per quanto riguarda le pensioni erogate all’estero, che sono circa il 40% delle pensioni in regime di convenzione internazionale per un totale di 331.000 pagamenti nel 2019, gli importi medi – rileva Schirò – non sono certo alti: ciò è dovuto all’esiguo numero dei contributi versati in Italia ed al fallace, ai fini del calcolo, meccanismo della rivalutazione dei contributi versati in tempi remoti. Si va infatti da un importo medio mensile di appena 117 euro delle pensioni erogate in Québec (Canada) ad un importo medio di 505 euro delle pensioni erogate nella UE.

Giova ricordare – aggiunge la parlamentare – che in molti Paesi extracomunitari gli importi delle pensioni sarebbero di poche decine di euro se non fosse per il fatto che alcune prestazioni ora inesportabili nella UE, come il trattamento minimo e le maggiorazioni sociali, sono invece in quei Paesi non europei ancora esportabili. Insomma, una volta risolto , auspichiamo tutti al più presto, il problema del coronavirus bisognerà occuparsi delle categorie più svantaggiate tra le quali, come i sindacati stanno facendo notare da diverse settimane, rientrano sicuramente i pensionati che percepiscono assegni minimi, per i quali si continua a chiedere a gran voce una riforma, e lo dovremo fare anche noi per le pensioni degli italiani all’estero”conclude l’on. Schirò .(Inform)

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