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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Angela Schirò (Pd): La pandemia non rallenti gli adempimenti da affrontare per garantire i nostri connazionali nel dopo Brexit

CAMERA DEI DEPUTATI

 

 

ROMA – Il Maeci ha risposto all’interrogazione presentata dalla deputata Pd Angela Schirò (circoscrizione Estero –ripartizione Europa) nel settembre dello scorso anno “quando – ricorda Schirò – il caso dell’italiana Anna Amato aveva evidenziato le difficoltà e l’urgenza per gli italiani residenti in Regno Unito di rinnovare la richiesta di permesso di soggiorno in base alle nuove normative adottate in merito dalle autorità locali (‘Settled Status’). Difficoltà di adeguamento alle nuove procedure che si erano rivelate particolarmente insidiose proprio per i più anziani di residenza in Regno Unito, notoriamente meno avvezzi all’uso delle modalità informatiche”. “Da allora – aggiunge l’on.Schirò –  la fuoriuscita del Regno Unito dall’ Unione europea si è compiutamente realizzata, ma ai cittadini provenienti da Paesi dell’Unione, e quindi anche agli italiani, il governo britannico ha previsto di riconoscere un livello di diritti sostanzialmente equivalente a quello previsto nell’Accordo di recesso”.

La deputata riferisce che la risposta della Farnesina “contiene alcuni dati interessanti” oltre a “richiamare elementi già noti, come le misure protettive per i nostri connazionali previste dalla legge 41 del 20 maggio 2019, l’avvio delle procedure di riapertura del Consolato di Manchester, per dare sollievo a quelli di Londra e di Edimburgo, investiti dall’ondata dei nuovi adempimenti, e l’apertura di un apposto sportello ‘settled status’ presso il Consolato di Londra per facilitare la presentazione delle domande”. “Dei circa 410.000 italiani residenti, ad oggi 351.600 avrebbero ottenuto il nuovo permesso di residenza. Una ragione in più, nonostante le ulteriori e gravi difficoltà dovute alle conseguenze della pandemia, per accelerare e concentrare gli sforzi, in modo che nessun connazionale resti senza protezione”. “Ad ogni buon conto, poiché molte partite riguardanti i cittadini UE, e quindi anche i nostri connazionali, sono aperte e vanno affrontate in sede bi/multilaterale, dai primi mesi di quest’anno ho presentato una risoluzione più organica sull’insieme delle questioni legate alla Brexit, che spero possa essere discussa appena superata la fase di più acuta emergenza”,conclude la deputata eletta all’estero. (Inform)

 

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