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Angela Schirò: “Non vanificare i risultati raggiunti dal reddito di inclusione introdotto dal governo a guida Pd”

CAMERA DEI DEPUTATI

Sull’audizione del ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle Politiche sociali Luigi Di Maio sulle linee programmatiche dei suoi Dicasteri

ROMA – La deputata Angela Schirò (Pd-circoscrizione Estero-rip.Europa) è intervenuta ieri nel corso dell’audizione del ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle Politiche sociali, Luigi Di Maio, sulle linee programmatiche dei suoi Dicasteri, promossa dalle Commissioni riunite Attività produttive, Lavoro e Affari sociali della Camera.

 La deputata, anche alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro dell’Economia  Tria relative all’equilibrio dei conti pubblici, ha chiesto al ministro Di Maio di spiegare le ragioni per le quali, “anziché rafforzare il reddito di inclusione (ReI), si preferisca piuttosto, abbandonando una strada di realismo e di buon senso, andare nella direzione dell’introduzione del reddito di cittadinanza che, di fatto, è una misura tuttora  non definita nei tempi, nei modi, nei costi e nelle coperture finanziarie”.

La parlamentare, rivolgendosi al ministro Di Maio, ha detto: “Vorrei farle osservare che in questo Paese non si parte da zero. Secondo i dati ufficiali forniti dall’Osservatorio statistico sul ReI, nel primo trimestre di quest’anno sono stati coperti dalla misura unica nazionale contro la povertà oltre 230.000 nuclei familiari e circa 870.000 persone, equivalenti a circa il 50% della platea stimata.  L’importo medio del beneficio mensile è andato dai circa 300 euro ai 470 euro per le famiglie numerose. Il 72% dei benefici è ricaduto nelle aree del Sud. Si tratta di dati parziali perché, come ben sa, dal 1° luglio sono stati superati i limiti previsti con riferimento ad alcune particolari categorie e il ReI è ormai una misura per tutti. Con il Bilancio 2018 si è avuto un ulteriore rafforzamento di questa misura – ha proseguito Schirò – che consente di toccare il tetto di 535 euro e una platea di 700.000 famiglie, pari a 2 milioni e mezzo di persone. Raddoppiando i fondi destinati, come il mio Partito ha proposto di fare negli ultimi mesi, e modificando alcuni parametri, si potrebbe arrivare a un tetto di 750 euro; modificando poi alcuni criteri di ammissibilità si potrebbe toccare una platea di 1,4 milioni di famiglie e di oltre 4 milioni di persone. Praticamente la generalità di coloro che, secondo l’Istat, si trovano nel nostro Paese in condizioni di povertà.  Come mai – ha concluso l’on. Schirò  – si può pensare che sia preferibile una strada tracciata e in via di consolidamento, per avventurarsi in un’esperienza tutta da costruire e dalle difficili compatibilità finanziarie?”. (Inform)

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