direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Anche la scuola italiana di Madrid partecipa a “ripARTiamo!”

ITALIANI ALL’ESTERO

Libera Università di Bolzano: percorsi professionali all’estero di laureati e dottori di ricerca 

 

 

BOLZANO – Katia Fontana, dottore di ricerca della Facoltà di Scienze della Formazione e docente alla scuola dell’Ambasciata, ha coinvolto i suoi studenti nel progetto creativo lanciato a maggio. “A marzo 2020, quando, dopo l’Italia anche la Spagna ha avviato il lockdown, anche noi insegnanti della scuola italiana di Madrid ci siamo attivati per proseguire la nostra attività didattica a distanza. Sono quindi venuta a conoscenza del progetto ripARTiamo! e ho pensato che la tenacia degli alunni e alunne, delle famiglie e di noi insegnanti per mantenere viva la speranza, la positività e l’impegno nell’apprendimento poteva prendere forma e lasciare un’impronta dell’esperienza vissuta”.  Katia Fontana, insegnante della Scuola Italiana (primaria) di Madrid, alle dipendenze dell’Ambasciata Italiana, riassume così le motivazioni che l’hanno spinta a partecipare, assieme alla quarta classe, a RipArtiamo. L’obiettivo del progetto – avviato da un gruppo di studenti e dottorandi di Scienze della Formazione Primaria, in collaborazione con Multilab, gruppo di ricerca in pedagogia coordinato dalla prof.ssa Liliana Dozza – era creare racconti, tracce sonore, disegni, immagini che restituissero l’esperienza e il sentire personale di ognuno di loro durante la pandemia.  Fontana – che ha conseguito il dottorato di ricerca in Pedagogia nel 2019 nelle Università di Bolzano e Castilla-La Mancha – è venuta a conoscenza del progetto di “ripArtiamo” e l’ha proposto alle colleghe e agli alunni e ai genitori. L’adesione di tutti i gruppi è stata immediata. “I 28 bambini che fanno parte della classe sono stati subito entusiasti e assieme alla collega di Arte, li abbiamo invitati a riflettere sull’idea di “Ponte” e a raccogliere paesaggi sonori del loro ambiente durante la clausura imposta dal coronavirus”, spiega l’insegnante, “molti hanno mandato rumori di casa e suoni della natura che, senza il frastuono del traffico, ridiventavano percepibili”. I materiali elaborati dai bambini – non solo file audio ma anche poesie e disegni – verranno adesso raccolti in un video di circa otto minuti.  Il desiderio espresso dai bambini è quello di poter visitare, virtualmente, i luoghi dell’esposizione dei loro artefatti per vedere anche come i loro coetanei del Trentino – Alto Adige hanno affrontato le stesse esperienze vissute da loro durante il lockdown. “I miei alunni hanno avuto la possibilità nei mesi scorsi di entrare nelle stanze di musei come il Prado pur restando a casa loro, sarebbe bello se potesse accadere la stessa cosa anche con i partner del progetto come, solo per citarne un paio, il Museion di Bolzano o il Mart”, conclude Fontana.(zil/Inform)

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform