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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Anche da Basilea l’appello per il no al voto sull’iniziativa contro la libera circolazione in Svizzera

INIZIATIVE

L’appello diffuso dopo l’incontro organizzato dal Comitato Unitario per la Libera Circolazione

BASILEA – Al termine dell’incontro organizzato il 12 settembre scorso presso la sede del sindacato Unia a Basilea dal Comitato Unitario per la Libera Circolazione è stato approvato un appello per il no all’iniziativa sulla libera circolazione che sarà sottoposta a votazione il prossimo 27 settembre in Svizzera.

“L’ iniziativa per la disdetta dell’accordo sulla libera circolazione, se approvata dal popolo svizzero, determinerebbe conseguenze pesanti per tutte le comunità immigrate, compresa quella italiana. Con l’abolizione della libera circolazione e il ritorno alla vecchia pratica del contingentamento – segnala l’appello – si produrrebbe un grave arretramento delle condizioni giuridiche, sociali ed economiche per tutti i migranti, in particolare per quelli di recente immigrazione. Gli effetti immediati riguarderebbero la perdita del diritto ai ricongiungimenti famigliari automatici, la difficoltà a cambiare residenza e lavoro nel territorio svizzero, l’accesso fortemente più condizionato alle varie forme di sostegno sociale. Per tutti poi si determinerebbe la cancellazione delle garanzie salariali e normative previste dalle « misure di accompagnamento», che hanno costituito un argine a fenomeni diffusi di dumping e di lavoro non regolamentato, consentendo a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori in Svizzera condizioni di lavoro dignitose”.

“La  cancellazione della libera circolazione non riguarda però solo le comunità immigrate. Essa – prosegue l’appello – sarebbe un grave colpo all’economia e alle prospettive di sviluppo della Svizzera, con conseguenze negative che ricadrebbero su tutti, anche chi oggi si sente garantito. Infatti con la disdetta dell’accordo sulla libera circolazione, per effetto della «clausola-ghigliottina», decadrebbe tutto il pacchetto degli Accordi bilaterali del 1999, con conseguenze gravissime per il futuro di questo Paese in campi fondamentali quali il commercio, la ricerca e  l’università, i trasporti, l’agricoltura. La Svizzera si ritroverebbe quindi nella condizione di paese extracomunitario, perdendo tutti i vantaggi che le relazioni con l’Unione Europea le hanno garantito in termini economici e sociali: una prospettiva di isolamento, anche politico e culturale, che non può non allarmare quanti hanno a cuore le prospettive di un paese in cui hanno stabilito i propri interessi e progettato la loro vita”.

Tramite l’appello, dunque, la comunità italiana di Basilea si rivolge alle forze politiche e sindacali svizzere, ai «doppi cittadini» con diritto di voto, agli amici e colleghi svizzeri o di altre comunità affinché si impegnino nei prossimi giorni, con ancora maggiore determinazione, per il no all’iniziativa promossa dall’Udc.

“Noi vogliamo vivere in una Svizzera aperta e solidale, in cui tutti gli immigrati, a prescindere dal loro passaporto, abbiano dignità e diritti; una Svizzera capace di accogliere non solo la forza-lavoro necessaria per il suo sviluppo economico, ma anche donne e uomini, comunità che arricchiscano e rendano più belle la cultura e la vita sociale di questo paese! La convivenza di frontalieri, immigrati e svizzeri nella realtà di Basilea, con i suoi progetti innovativi nel campo dell’integrazione, costituisce per noi un modello positivo nel contesto della Libera Circolazione – sottolinea l’appello, ribadendo che un “no convinto e fortemente maggioritario è necessario anche per rafforzare e ulteriormente sviluppare questo modello”. (Inform)

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