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Ambasciatore a Kiev Zazo: Autorità e popolo ucraini grati all’Italia

RETE DIPLOMATICA

Il messaggio in occasione della 76^ Festa della Repubblica Italiana

“Un pensiero per tutte le vittime e i feriti del conflitto, per le famiglie di coloro che hanno subito lutti o che si trovano separate dalla guerra, per chi ha dovuto lasciare il Paese, nostri connazionali inclusi, abbandonando le proprie attività e gli affetti, per chi è impegnato a prestare soccorso nelle aree più calde degli scontri e per chi ha generosamente accolto i profughi in fuga”

 

KIEV – “Un pensiero per tutte le vittime ed i feriti del conflitto, per le famiglie di coloro che hanno subito lutti o che si trovano separate dalla guerra, per chi ha dovuto lasciare il Paese, nostri connazionali inclusi, abbandonando le proprie attività e gli affetti, per chi è impegnato a prestare soccorso nelle aree più calde degli scontri e per chi ha generosamente accolto i profughi in fuga”. L’Ambasciatore d’Italia a Kiev Pier Francesco Zazo ha concluso con queste parole il suo messaggio  in occasione della Festa della Repubblica. Che in Ucraina non è stato possibile celebrare “Se negli anni scorsi la motivazione risiedeva nella pandemia che così duramente ha impattato sulle nostre vite, ora ci troviamo in una cornice di incertezza e sgomento prodotta dal conflitto in corso”.

Nel messaggio Zazo ha sottolineato come “il nostro Paese sia stato attraversato da una autentica ondata di solidarietà nei confronti dei tanti (oltre 125.000 persone, soprattutto donne e bambini) che hanno trovato riparo in Italia e di questo le Autorità ed il popolo ucraini ci sono estremamente grati”.

Il Capo missione ha evidenziato che l’Ambasciata, “dallo scoppio dell’invasione su larga scala, è sempre rimasta aperta e nel Paese è risultata tra le ultime a spostarsi temporaneamente a Leopoli e fra le prime a fare ritorno nella Capitale”. L’obiettivo “è stato soprattutto facilitare il mantenimento dei rapporti con il Governo ucraino, seguire l’arrivo degli aiuti umanitari e prestare assistenza – in stretto coordinamento con l’Unità di Crisi della Farnesina – all’evacuazione dei circa 2.000 connazionali che ancora si trovavano qui”. Si è trattato di “una operazione complessa ma che, grazie ad un ottimo lavoro di squadra compiuto da tutte le articolazioni dello Stato, è andata a buon fine. La nostra attività sta certamente proseguendo in dette direzioni, anche se ormai sono pochi gli italiani rimasti. La Sede continua per il momento ad avere capacità limitate per quanto attiene ai servizi consolari la cui erogazione è rivolta in maniera prioritaria all’azione di assistenza ai connazionali ed alla trattazione delle emergenze. Ma speriamo di poter tornare quanto prima ad una piena operatività”.

Di seguito il messaggio integrale dell’Ambasciatore Zazo.

Cari Amici,

Purtroppo anche quest’anno ci troviamo impossibilitati a celebrare la Festa Nazionale nella consueta cornice conviviale dei festeggiamenti del 2 giugno. Se negli anni scorsi la motivazione risiedeva nella pandemia che così duramente ha impattato sulle nostre vite, ora ci troviamo in una cornice di incertezza e sgomento prodotta dal conflitto in corso.

Fin dall’inizio dell’invasione, l’Italia ha condannato l’aggressione russa e si  è  mossa con convinzione per sostenere l’Ucraina in tutti i settori: politico-diplomatico, economico, finanziario ed umanitario. In campo economico l’Italia sta dando un importante contributo all’adozione delle sanzioni.

Il nostro Paese è stato attraversato da una autentica ondata di solidarietà nei confronti dei tanti (oltre 125.000 persone, soprattutto donne e bambini) che hanno trovato riparo in Italia e di questo le Autorità ed il popolo ucraini ci sono estremamente grati. A titolo di esempio, voglio ricordare lo stanziamento di oltre 800 milioni di euro in assistenza per i profughi, i 110 milioni di euro in sovvenzioni destinati al bilancio generale del governo ucraino per la gestione dell’emergenza, a cui si aggiungono fino a 200 milioni in prestiti. L’Italia, inoltre, ha disposto un contributo di 26 milioni di euro per le attività di varie organizzazioni internazionali attive in Ucraina e nei Paesi limitrofi.

Nel quadro del meccanismo europeo di protezione civile, è stato organizzato un trasporto umanitario di circa 20 tonnellate di materiali umanitari della Cooperazione italiana. Il servizio nazionale di protezione civile ha donato beni come letti da campo, tende, medicinali e apparecchiature mediche all’Ucraina, e ha offerto assistenza anche a Slovacchia e Moldova. Siamo impegnati nel rafforzamento della capacità di accoglienza dei rifugiati e forniamo ai profughi l’accesso all’assistenza sanitaria pubblica. Questa azione, accanto a quella rilevante portata avanti dagli enti del terzo settore e dai singoli cittadini, ha ulteriormente rafforzato il profondo legame di amicizia e vicinanza reciproca.

I rapporti bilaterali sono eccellenti. L’Italia, come più volte ribadito dal Presidente del Consiglio Draghi e dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Di Maio, sostiene convintamente le aspirazioni europee di Kiev. Il nostro Paese, anche nella sua veste di Paese Membro del G7, della NATO e dell’UE, sta inoltre fornendo il suo continuo appoggio all’Ucraina in tutti i consessi internazionali

L’Ambasciata, dallo scoppio dell’invasione su larga scala, è sempre rimasta aperta e nel Paese: è risultata tra le ultime a spostarsi temporaneamente a Leopoli e fra le prime a fare ritorno nella Capitale. L’obiettivo  è stato soprattutto facilitare il mantenimento dei rapporti con il Governo ucraino, seguire l’arrivo degli aiuti umanitari e prestare assistenza – in stretto coordinamento con l’Unità di Crisi della Farnesina – all’evacuazione dei circa 2.000 connazionali che ancora si trovavano qui. Si è trattato di una operazione complessa ma che, grazie ad un ottimo lavoro di squadra compiuto da tutte le articolazioni dello Stato, è andata a buon fine. La nostra attività sta certamente proseguendo in dette direzioni, anche se ormai sono pochi gli italiani rimasti. La Sede continua per il momento ad avere capacità limitate per quanto attiene ai servizi consolari la cui erogazione è rivolta in maniera prioritaria all’azione di assistenza ai connazionali ed alla trattazione delle emergenze. Ma speriamo di poter tornare quanto prima ad una piena operatività.

L’Italia ha già annunciato l’intenzione di contribuire all’imponente sforzo di ricostruzione economica dell’Ucraina e ciò può rappresentare anche una occasione per le nostre aziende che vantano indubbie capacità ed esperienza (si pensi al necessario ripristino delle molte infrastrutture andate completamente distrutte) e con le quali le Autorità e controparti ucraine hanno già espresso interesse ad intensificare le collaborazioni. Occorre ricordare che l’interscambio commerciale nel 2021 aveva raggiunto l’ottimo risultato di circa 5,3 miliardi di Euro e che l’Italia risultava il 3° partner commerciale di Kiev in ambito europeo. L’Ucraina aveva avviato un percorso di riforme – sul quale occorrerà comunque continuare ad insistere – per favorire la crescita e cogliere le opportunità derivanti dal progressivo avvicinamento allo spazio economico dell’Unione europea, intendendo investire in comparti che anche per noi sono di estremo interesse (infrastrutture, agroindustria, digitale, spazio, energie rinnovabili).

Cari Amici,

desidero concludere questo breve messaggio con un pensiero per tutte le vittime ed i feriti del conflitto, per le famiglie di coloro che hanno subito lutti o che si trovano separate dalla guerra, per chi ha dovuto lasciare il Paese (nostri connazionali inclusi) abbandonando le proprie attività e gli affetti, per chi è impegnato a prestare soccorso nelle aree più calde degli scontri e per chi ha generosamente accolto i profughi in fuga. Buona Festa della Repubblica”. (Inform)

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