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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

All’esame della Commissione Esteri il programma di lavoro della Commissione europea per il 2015

SENATO DELLA REPUBBLICA

Parere favorevole con osservazioni all’atto comunitario che indica le priorità della presidenza Junker. Illustra il documento Giorgio Tonini (Pd)

 

ROMA – La Commissione Affari Esteri del Senato ha esaminato in sede consultiva la comunicazione della Commissione europea recante il programma di lavoro della Commissione Ue per il 2015 indirizzata al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato della regioni (atto comunitario n.52).

Ad illustrare la comunicazione, che riporta gli orientamenti politici annunciati dal nuovo presidente Jean Claude Junker, il relatore Giorgio Tonini (Pd) che ha elencato i 10 punti prioritari di tale programma: il rilancio dell’occupazione, della crescita e degli investimenti, a partire dall’importante piano di investimenti; la costruzione di un mercato unico del digitale; l’adozione di un quadro strategico per un’Unione dell’energia, con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici; un’azione mirata al consolidamento del mercato interno, per migliorare la competitività europea nel mercato mondiale; il rafforzamento dell’Unione economica e monetaria, ispirata a condizioni di maggiore equità; la moltiplicazione degli sforzi per la sottoscrizione di un accordo realistico ed equilibrato di libero scambio con gli Stati Uniti nell’ambito del partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP); il consolidamento di uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali, attraverso il processo di adesione alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali; la cooperazione giudiziaria e il miglioramento dell’azione di contrasto alla criminalità transfrontaliera ed al terrorismo; l’adozione di una agenda europea per una nuova politica della migrazione; il rafforzamento del ruolo dell’Unione Europea a livello mondiale, anche nel campo della sicurezza e della difesa attraverso lo sviluppo di partenariati strategici e un’azione per il consolidamento di un’Unione più trasparente ed accessibile ai cittadini.

Tra le priorità, quelle di più stretta competenza della Commissione di Palazzo Madama sono il TTIP, l’adesione alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e la maggiore attenzione sul controllo delle frontiere esterne dell’Unione. Associato ad esse anche il ruolo dell’Unione nel mondo, questione che include le sfide geopolitiche sorte ai confini orientali e meridionali dell’Unione, l’elaborazione di una più forte politica estera comune, l’unione e il coordinamento delle forze i campo per la sicurezza e la difesa. L’Unione si impegna quindi – sottolinea il relatore – a promuovere la stabilità dei proprio confini, aiutando i Paesi vicini ad attuare riforme democratiche ed economiche nel quadro delle politiche di vicinato e proseguendo i negoziati per l’allargamento, in particolare nei confronti dei Balcani occidentali. Viene inoltre rimarcata l’esperienza dell’Unione nel settore della cooperazione internazionale, con azioni volte all’assistenza, al sostegno allo sviluppo e alla promozione dei diritti umani, impegno che dovrà proseguire anche in vista della realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile post-2015, ottimizzando anche le capacità di risposta alle emergenze umanitarie. Richiamata anche l’importanza dei temi dell’Unione energetica – tema la cui rilevanza è emersa in particolare con la crisi dei rapporti con la Russia – e dei cambiamenti climatici, tra i fattori decisivi nella determinazione dei flussi migratori.

Associati alla comunicazione anche 4 allegati che riguardano le nuove iniziative che la Commissione intende presentare nel 2015; l’elenco delle proposte pendenti ritirate o modificate; le proposte inserite nel programma REFIT per il controllo dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione della Commissione europea e la legislazione che entrerà in vigore nel 2015. Tematiche di competenza della Commissione sono presenti nell’allegato 1, con la definizione di una comunicazione in vista della conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici, la definizione di una strategia per il TTIP, la messa a punto di un’Agenda europea sulla migrazione per migliorare la gestione dei flussi, intensificare la collaborazione con i Paesi terzi, condividere gli oneri di solidarietà e contrastare l’immigrazione irregolare e il traffico di esseri umani, la definizione di una comunicazione sulla politica di vicinati e di una sugli obiettivi di sviluppo post-2015. Nel programma sul controllo di efficacia ed adeguatezza della regolamentazione della Commissione europea anche quella relativa a Frontex, incluse le squadre di intervento rapido alle frontiere e l’Agenzia per la gestione della cooperazione operativa per la frontiere esterne dell’Unione.

Nel corso dell’esame è intervenuto anche il vice ministro agli Esteri Lapo Pistelli, rimarcando come l’esame e l’approvazione del programma di lavoro della Commissione europea sia una novità positiva perché consente la partecipazione dei parlamenti nazionali alla definizione di politiche comuni. Ribadisce come il documento sia di necessità sintetico e riporti alcune priorità indicate dall’Italia nel corso del suo semestre di presidenza dell’Unione, in particolare i temi dell’occupazione e dello sviluppo, l’impulso all’unione energetica, la necessità di una modifica del sistema di asilo e protezione umanitaria e l’accento sulla cooperazione allo sviluppo. Esprime perplessità sull’intenzione di ritirare le direttive in materia di rifiuti e sull’impostazione del tema dell’allargamento, che a suo avviso deve restare aperta, anche per lo stimolo che essa costituisce per i Paesi candidati.

La Commissione approva infine la proposta di parere favorevole con osservazioni formulato dal relatore sulla comunicazione in esame, che riportiamo di seguito interamente:

La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminato, per quanto di competenza, l’atto comunitario in titolo,

valutato positivamente l’impegno complessivo espresso nel documento in relazione al rilancio dell’occupazione, della crescita e degli investimenti, con particolare riferimento alla Comunicazione sulla flessibilità nell’applicazione del patto di stabilità e crescita (COM (2015) 12);

preso atto criticamente dell’assenza di elementi di riflessione sui risultati finora fallimentari delle politiche dell’Unione nella gestione dei flussi migratori e nell’accoglienza dei richiedenti asilo e protezione, così come dell’assenza di riferimenti agli sforzi sostenuti in quest’ambito da singoli Stati membri, e segnatamente dell’Italia;

preso atto favorevolmente delle misure, pur non del tutto soddisfacenti, per migliorare la trasparenza dei negoziati nell’ambito dell’Accordo di partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) e dell’impegno a tutelare la diversità culturale europea e i suoi standard sanitari, sociali e  ambientali;

preso atto positivamente dell’impegno a portare avanti il processo di adesione dell’Unione Europea alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo;

auspicando che la Commissione intenda mantenere tale impegno anche dopo che la Corte di Giustizia, successivamente alla presentazione del Programma, ha espresso (con il parere n. 2/13) una valutazione di incompatibilità del progetto di accordo già definito rispetto al diritto dell’Unione, e si attivi per riaprire i negoziati con il Consiglio d’Europa al fine di adottare un nuovo accordo di adesione che sia in linea con i rilievi formulati;

valutata criticamente la scarsa attenzione al tema della difesa europea e l’assenza di riferimenti alle missioni internazionali condotte dall’Unione europea;

esprime parere favorevole, con le seguenti osservazioni:

che l’impegno a costruire una nuova politica della migrazione comprenda anche una modifica delle attuali normative in tema di protezione e asilo, in modo da migliorare le procedure e ridistribuire gli oneri legati all’accoglienza, garantendo maggiore equità nell’impegno dei diversi Paesi e risposte più funzionali alle esigenze dei richiedenti;

che tale politica sia sostenuta da risorse addizionali, finalizzate innanzitutto al rafforzamento delle struttura di controllo delle frontiere esterne e al potenziamento effettivo dell’agenzia FRONTEX, in modo da consentire anche un ampliamento delle  finalità e dell’azione, finora insufficienti, del programma TRITON;

che nell’elaborazione dell’agenda europea sulla migrazione, venga valutata concretamente la possibilità, auspicata da diverse organizzazioni non governative, di istituire, nei Paesi di transito e partenza dei profughi, compatibilmente con la loro situazione interna, un sistema di presidi diplomatico-consolari per anticipare la richiesta di protezione internazionale, assicurando alle persone ammesse a tale protezione un  trasferimento legale e con mezzi sicuri nel paese europeo di accoglienza, sulla base di quote fissate per ciascun Stato membro;

che alla politica europea di vicinato venga attribuito un ruolo centrale per l’Unione nel suo complesso, superando alcuni errori del recente passato, tra cui in particolare per il vicinato orientale, un approccio spesso troppo burocratico, una sovra-rappresentazione delle posizioni degli Stati membri  immediatamente confinanti e una scarsa considerazione del contesto geopolitico e degli equilibri regionali di riferimento;

che nella sponda meridionale del Mediterraneo l’Unione possa costituire un fattore di stabilizzazione, contribuendo in modo attivo al superamento delle crisi in corso, a partire da quella libica, e accompagnando i processi di transizione democratica in atto, ad iniziare dall’esperienza tunisina;

che, in relazione ai negoziati di allargamento, la dichiarazione che “non vi saranno altri allargamenti nei prossimi cinque anni” possa essere riformulata, giacché rischia di apparire troppo netta e definitiva, di alimentare sentimenti di frustrazione nei Paesi candidati, essendo ispirata più dall’esigenza di offrire rassicurazioni alle opinioni pubbliche interne che non dal reale andamento dei percorsi negoziali;

che l’impegno per il rafforzamento del ruolo dell’Unione europeo a livello mondiale possa essere sostenuto attraverso una pianificazione effettiva dei partenariati strategici, come prima tappa nella direzione della costruzione di una efficace politica di sicurezza e difesa;

che, nella definizione delle politiche di sviluppo e dei rapporti con i paesi in via di sviluppo (post-Cotonou), l’Unione europea possa continuare a svolgere un ruolo guida nella cooperazione internazionale e nella fornitura di servizi di assistenza e sostegno;

che, nel contributo alla definizione degli obiettivi di sviluppo sostenibile post-2015, l’Unione contribuisca al superamento dei limiti e delle incertezze delle elaborazioni fin qui emerse in ambito Onu, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse e implementazione delle capacità di risposta alle crisi umanitarie, secondo i principi acquisiti della migliore pratica internazionale (prevedibilità e programmabilità dei flussi, rapidità e semplicità dei meccanismi d’intervento, valutazione dell’impatto delle politiche intraprese, condivisione di responsabilità tra paesi e attori). (Inform)

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