direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

All’esame della Commissione Esteri ddl “Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo”

CAMERA DEI DEPUTATI

Illustrati dalla relatrice Lia Quartapelle Procopio i punti qualificanti del provvedimento che è già stato approvato dal Senato

 

ROMA – E’ approdato alla Commissione Esteri della Camera dei Deputati il disegno di legge, già approvato dal Senato, concernente la disciplina generale sulla cooperazione internazionale per la sviluppo. Provvedimento che è il frutto – ha evidenziato la relatrice Lia Quartapelle Procopio del Pd – di una lungo confronto e di ampie riflessioni tra le forze politiche, le ONG e le organizzazioni della cooperazione. Si tratta della riforma più importante che si possa realizzare nella corrente legislatura relativa alla presenza internazionale dell’Italia su cui si attende conferma dell’ampio consenso già espresso da tutte le forze politiche al Senato.

Dopo i primi interventi normativi degli anni Settanta, la cooperazione italiana allo sviluppo è stata disciplinata dalla legge n. 49 del 1987 ed è la terza volta negli ultimi quindici anni che si prova a riformare tale legge. La relatrice ha poi rilevato che la riforma ha diversi punti qualificanti, segnalando innanzitutto il contributo che la cooperazione può dare alla politica estera: nel primo articolo si dice, infatti, che la cooperazione non è solo parte “integrante” delle politica estera nazionale, ma diventa parte “qualificante” della presenza internazionale. L’articolo 11 attribuisce la responsabilità delle politiche di cooperazione al ministro degli Esteri con la delega al vice ministro che partecipa al Consiglio dei ministri, senza diritto di voto, in tutti i casi nei quali esso tratti materie che riguardino la cooperazione. L’articolo 15, poi, istituisce di nuovo il Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo, previsto originariamente dalla normativa del 1987, che assicura la programmazione e il coordinamento di tutte le attività di cooperazione dei vari ministeri. L’articolo 12 dispone che il Consiglio dei ministri approvi, entro il 31 marzo di ogni anno, il documento triennale di programmazione e indirizzo, che individua le linee generali d’indirizzo strategico triennale della cooperazione, mentre nelle disposizioni transitorie e finali si prevede che il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale, d’intesa con il ministro dell’Economia e delle finanze, individui un percorso di graduale adeguamento degli stanziamenti annuali per la cooperazione internazionale allo sviluppo, agli impegni assunti a livello internazionale.

Sul tema della trasparenza, l’articolo 12 stabilisce l’onere per il ministero degli Esteri di redigere una relazione annuale sulle attività di cooperazione svolte nell’anno precedente mentre l’articolo 14 prevede uno specifico allegato allo stato di previsione del ministero degli Esteri che indichi tutti gli stanziamenti assegnati dal bilancio dello Stato al finanziamento di politiche di APS. È inoltre prevista, al comma 2, una relazione curata dallo stesso ministero contenente dati ed elementi sull’utilizzo di tali stanziamenti, allegata al Rendiconto generale dello Stato.

Secondo la relatrice, la creazione di un’Agenzia per la cooperazione è forse l’elemento più innovativo di tutto il progetto di legge. L’Agenzia ha l’obiettivo di essere il braccio operativo delle scelte politiche della cooperazione prese dal ministro degli Affari Esteri, coadiuvato dalla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo. L’Agenzia rappresenta uno strumento che nel dibattito al Senato è stato definito il “vascello corsaro” della cooperazione: un ente che permetta in modo snello ed efficace di affermare con qualità l’operato della cooperazione italiana, riconoscendo la professionalità di chi ci lavora.

Infine, proprio per venire incontro all’idea che è cambiato il panorama dentro il quale si muovono gli attori della cooperazione, la legge riconosce come attori della cooperazione non più solo le ONG e le organizzazioni internazionali, ma anche le associazioni, il settore profit, le imprese sociali.

La relatrice, Lia Quartapelle Procopio, ha concluso auspicando una tempestiva approvazione del provvedimento che tenga conto del lungo lavoro istruttorio fatto dal Senato e negli anni passati, auspicio cui si è associato in rappresentanza del Governo il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, evidenziando il carattere strutturale della riforma all’esame della Commissione. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform