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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alle Commissioni Esteri e Istruzione pubblica l’esame congiunto dello schema di decreto legislativo che disciplina la scuola italiana all’estero

SENATO DELLA REPUBBLICA

I contenuti della delega legislativa, prevista in attuazione della legge sulla “Buona scuola”, illustrati dalle relatrici Stefania Giannini e Rosa Maria Di Giorgi. Il testo riguarda criteri e modalità di selezione del personale docente e amministrativo, e relativo trattamento economico, disciplina delle sezioni italiane all’interno di scuole straniere o internazionali e insegnamento di materia obbligatorie da affidare a insegnanti a contratto locale. Il presidente del Cquie, Claudio Micheloni, informa della richiesta di audizione da parte del Cgie

 

ROMA – Le Commissioni Affari esteri e Istruzione pubblica del Senato hanno avviato ieri l’esame congiunto dello schema di decreto legislativo che disciplina la scuola italiana all’estero.

Per la parti di competenza della Commissione Affari esteri riferisce la relatrice del provvedimento Stefania Giannini, che ricorda come la delega legislativa in oggetto, prevista in attuazione della norma sulla “Buona scuola”, riguardi “la definizione dei criteri e delle modalità di selezione del personale docente e amministrativo, la revisione del trattamento economico del personale, la previsione della disciplina delle sezioni italiane all’interno di scuole straniere o internazionali ed infine la revisione della disciplina dell’insegnamento di materie obbligatorie da affidare a insegnanti a contratto locale”. Lo schema di decreto è composto da 38 articoli, suddivisi in 6 Capi. Sua finalità – segnala la relatrice – “l’integrazione delle scuole italiane all’estero nel sistema educativo nazionale”, ma anche “una più adeguata promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo” e “il rafforzamento del sistema formativo italiano all’estero, assumendo la scuola come importante fattore della politica estera culturale del nostro Paese”.

Di seguito l’avvio dell’illustrazione dei singoli Capi pertinenti alle materie di interesse delle Commissioni.

Il primo, in particolare, “disciplina l’organizzazione della scuola italiana all’estero, improntandola al principio dell’unitarietà del sistema educativo, con gli stessi criteri di qualità che sono previsti per le scuole in Italia”. Proposto in tal modo “un riequilibrio delle competenze tra il Ministero degli Esteri e il Ministero dell’Istruzione” che consenta “un maggiore coordinamento della loro azione”. “Il Maeci, oltre all’azione svolta tramite le scuole all’estero amministrate dallo Stato, può continuare a sostenere le scuole europee e le attività promosse da soggetti pubblici o privati, nella diffusione e promozione della lingua e cultura italiana nel mondo, anche concedendo contributi e materiali didattici. È previsto altresì – afferma Giannini – che i soggetti del sistema della formazione si raccordino con la rete diplomatica e consolare, con gli istituti di cultura e con gli altri soggetti, tra cui gli enti gestori e le associazioni che operano nel settore”. Allo stesso Ministero spetta poi “di concerto con i Ministeri dell’Economia e dell’Istruzione, emanare i decreti per l’istituzione, la trasformazione e soppressione delle scuole all’estero amministrate dallo Stato, nonché per il riconoscimento delle scuole paritarie all’estero”. “La gestione amministrativa e contabile delle scuole amministrate all’estero dallo Stato – segnala la relatrice – è regolata dalle disposizioni applicabili alle rappresentanze diplomatiche. I bilanci contabili di tali strutture sono inviati all’ufficio consolare competente e da questi, previa formulazione di un parere motivato, al Maeci. È previsto altresì che spetti alla Farnesina, in collaborazione con il Miur, curare un elenco delle scuole all’estero, nonché riconoscere o istituire sezioni italiane all’interno di scuole straniere o internazionali”.

Lo schema di decreto introduce inoltre “forme di partenariato pubblico-privato, prevedendo la garanzia di criteri uniformi di qualità dell’offerta formativa”. Giannini rileva come sia di interesse anche “la previsione sulle iniziative a favore della lingua e della cultura italiana all’estero tra cui interventi a favore del bilinguismo, formazione a distanza e corsi specifici”. “La norma – spiega – è finalizzata a superare l’impostazione della legislazione vigente, puntando alla valorizzazione dei corsi di italiano nei percorsi scolastici locali per farne veri e propri strumenti di promozione culturale del nostro Paese”.

Il Capo III riguarda invece l’impiego all’estero del personale di ruolo del comparto scuola, sotto i profili dello stato giuridico e del trattamento economico. Al Maeci in questo caso “concerne un ruolo di programmazione, attraverso un decreto che stabilisca su base triennale i contingenti delle categorie di personale da destinare all’estero, e definisca i posti disponibili per l’anno scolastico successivo”. Vengono inoltre disciplinate le modalità di destinazione all’estero del personale selezionato e si unificano periodo minimo e massimo di permanenza, prevedendo l’invio in un’unica sede per sei anni, mentre attualmente è previsto un massimo complessivo di nove anni anche in più sedi e un minimo di tre anni. “La ragione della scelta è di assicurare un’adeguata continuità didattica evitando nel contempo un eccessivo distacco dalla realtà italiana – precisa Giannini, rilevando come il trattamento economico del personale della scuola all’estero sia equiparato dallo schema a quello del personale del Maeci.

Tra le novità più significative la relatrice segnala “il rilievo attribuito alla formazione degli insegnanti che operano all’estero e al sistema di valutazione, sul modello adottato per il sistema scolastico in Italia” e la previsione della figura dell’insegnante di sostegno anche per le scuole all’estero, innovazione tesa a colmare “una lacuna non più ammissibile – rileva Giannini, segnalando come anche alle scuole all’estero siano estese le previsioni in materia di potenziamento della didattica contenute nella sopra richiamata legge n. 107 del 2015.

Per la Commissione Istruzione pubblica e Beni culturali riferisce in qualità di relatrice Rosa Maria Di Giorgi, che fornisce in particolare alcuni dettagli sul lavoro svolto congiuntamente al Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla diffusione della lingua italiana all’estero. In proposito, Di Giorgi rammenta le criticità emerse in quella sede, alcune delle quali ritiene possano essere considerate risolte attraverso il provvedimento in esame. Tra  le necessità ribadite, quella di “sbloccare il sistema della cultura italiana all’estero, a partire dalle scuole”. Per la relatrice occorre in particolare “aggiornare la normativa onde realizzare un vero e proprio sistema della cultura italiana all’estero, tenuto conto dei recenti dati in tema di studenti e del diffuso interesse mostrato verso la lingua italiana”. Viene quindi posto l’accento, dopo aver evidenziato l’insufficienza delle risorse finora riscontrata, sul tema dei lettori e sull’importanza “di incentivare il personale a svolgere un’esperienza all’estero”. Tra le novità introdotte dallo schema e giudicate positivamente si indicano l’allungamento dei tempi di permanenza in una sede “anche per costruire un legame più solido con il territorio”, così come l’incremento dei fondi anche nelle forme di incentivo per gli insegnanti, tenuto conto della crescente richiesta di cultura italiana all’estero, e il maggiore coordinamento delle iniziative tra tutti i soggetti a vario titolo coinvolti cui tende il provvedimento. La relatrice esprime dunque soddisfazione per il risultato raggiunto, ritenendo che gli schemi di decreto legislativo attuativi della legge n. 107 si collochino in “una positiva direzione al fine di valorizzare la formazione ed innalzare la cultura”.

Anche sul tema del reclutamento dei docenti e sul rilancio dell’identità culturale italiana, Di Giorgi ribadisce la necessità di una stretta correlazione tra Maeci e Miur e precisa come il Dicastero dell’istruzione dovrebbe “agire in maniera significativa per affermare il proprio ruolo, nell’ottica complessiva di creare una sintesi coerente anche con gli altri segmenti della filiera”.

Il presidente della Commissione Istruzione pubblica, Andrea Marcucci, chiede quindi alle relatrici di far pervenire alle Presidenze eventuali richieste di audizione utili all’approfondimento di aspetti da inserire nel parere richiesto, mentre il vice ministro degli Esteri Mario Giro interviene per ringraziarle dell’ampia ed esauriente esposizione, ricordando anche il ruolo svolto dalla senatrice Giannini, come ministro dell’Istruzione del precedente Governo, per realizzare “una riforma innovativa, attesa da oltre vent’anni”. Egli ribadisce come “elemento qualificante” della riforma sia proprio un maggiore coordinamento tra Maeci e Miur, “condizione necessaria per la sua attuazione”. Richiamato infine anche l’importante ruolo svolto dal Ministero delle Attività e dei Beni culturali nel lavoro di elaborazione del provvedimento.

Sull’ordine d lavori interviene Michela Montevecchi (M5S) che annuncia la necessità di svolgere audizioni su alcuni aspetti già recepiti criticamente nel corso dell’esame sugli indirizzi della legge delega sulla Buona Scuola, mentre il presidente del Comitato per la questioni degli italiani all’estero, Claudio Micheloni, segnala di aver ricevuto da parte del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero una richiesta di audizione, che ritiene utile soprattutto per approfondire l’articolo 10 del provvedimento – riguardante le iniziative per la lingua e cultura italiana all’estero – e il suo rapporto con la normativa vigente. Accanto ad “alcuni punti da migliorare”, egli segnala la presenza nello schema di decreto attuativo di “aspetti molto positivi”, ricordando come il Comitato da lui presieduto si stia occupando di questo tema da molto tempo e “potrà quindi fornire un utile contributo alla discussione delle Commissioni riunite”. L’auspicio è quello di condurre “un esame più accurato del testo”, giovandosi anche del fatto che relatrice Giannini, in qualità di ministro dell’Istruzione del governo guidato da Matteo Renzi, abbia avuto tra le sue responsabilità la redazione dell’intero provvedimento di riforma. Micheloni torna infine a richiedere di conoscere il testo del Protocollo siglato da Maeci, Miur e Società Dante Alighieri sulla promozione della lingua italiana all’estero, accordo il cui contenuto egli ritiene utile acquisire “per la sua presumibile attinenza ai temi in discussione”. Sulla richiesta di audizioni e sull’acquisizione del Protocollo richiesto da Micheloni il presidente Marcucci assicura la sua disponibilità. Il seguito dell’esame viene quindi rinviato ad altra seduta. (Inform)

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