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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alle Commissioni Affari Esteri di Camera e Senato il ministro Federica Mogherini illustra le priorità del semestre di presidenza italiana dell’Ue

UNIONE EUROPEA

Il ministro degli Esteri presenta l’impegno per “una nuova fase della politica estera europea” che possa giovarsi del “valore aggiunto” del contributo italiano ai principali dossier aperti (Ucraina, tensioni nell’area israelo-palestinese, Siria, Iraq, Libia e Nord Africa, allargamento dell’Unione e impegno nelle Nazioni Unite): capacità di dialogo, sguardo lungimirante, politica di vicinato

 

ROMA – All’indomani dell’intervento del premier Matteo Renzi al Parlamento europeo di Strasburgo, il ministro degli Affari Esteri, Federica Mogherini, illustra alle Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato il programma del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea con particolare riferimento alle questioni di più stretto interesse da parte delle Commissioni.

La crisi in Ucraina, in primis, ma anche il pericolo di una escalation di violenza nell’area israelo-palestinese, il perdurare del conflitto in Sira e la complessa situazione in Iraq e Libia rappresentano gli scenari di più immediato interesse, senza dimenticare la politica di vicinato, i progressi sul fronte dell’allargamento dell’Unione e l’impegno europeo nell’ambito delle Nazioni Unite.

L’augurio è che l’avvio di questa nuova legislatura, che, dopo il Parlamento, attende ora il completamento del rinnovo degli organismi europei, possa segnare il via di “una nuova fase anche per la politica estera europea” e giovarsi del valore aggiunto che il nostro Paese può recare in questo campo: l’impegno per costruire un progetto di politica europea “più visionario”, basato su una rinnovata politica di vicinato, sulla capacità di dialogare con tutti gli attori in campo e di comprendere la specificità delle questioni, cercando laddove è possibile di risolvere o comporre i conflitti. Impegno che dovrà tradursi – rileva il ministro – nell’indirizzo da conferire alla politica estera europea e nel sostegno, accompagnamento e incoraggiamento da dare al lavoro dell’alto rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri.

“Abbiamo iniziato il nostro semestre in un momento in cui la situazione è molto tesa su diversi scenari, cosa che ci impone di affrontare alcune priorità che rispondono abbastanza bene alle discussioni affrontate nei mesi passati in queste stesse Commissioni – afferma Mogherini, ribadendo la necessità più volte richiamata di concentrare “l’attività di politica estera soprattutto sulla politica di vicinato ad est e meridionale, senza perdere di vista la necessità strategica di lavorare su temi globali e scenari anche molto lontani da noi”. Le aree geografiche a cui si guarda con maggiore attenzione sono dunque l’Ucraina, la Russia, il Medio Oriente e il Nord Africa.

Preoccupa la fine del cessate il fuoco unilaterale decisa alcuni giorni fa in Ucraina, situazione cu cui il ministro rileva un calo di attenzione a livello mediatico. L’Italia – ricorda – ha contribuito insieme alla Francia, alla Germania e all’Osce all’organizzazione dell’incontro tra i ministri degli Esteri ucraino e russo avvenuto ieri a Berlino, risultato anche dell’intensificarsi del lavoro diplomatico a seguito della ripresa delle ostilità per progredire verso alcuni punti auspicati nella riunione del Consiglio europeo degli Affari esteri avvenuta la scorsa settimana: un cessate al fuoco bilaterale quale premessa per una serie di “passaggi” che dovrebbero contribuire all’avvio della costruzione di un rapporto di fiducia tra Ucraina e Russia e che si concretizzerebbero in primo luogo nel controllo delle frontiere e nella liberazione degli ostaggi. Solo in questo clima sarà possibile per le organizzazioni internazionali “accompagnare il processo di riforme in cui è impegnata l’Ucraina” sul versante istituzionale ed economico e per l’Unione in particolare accompagnare “la realizzazione e l’implementazione degli accordi di associazione firmati la settimana scorsa” e che includono anche Georgia e Moldova. Questo uno dei temi principali del semestre di presidenza italiana dell’Unione e che non riguarda solo la sicurezza dell’Europa e delle aree interessate dal conflitto, ma anche “questioni di stabilità e sviluppo senza le quali – avverte Mogherini – gli attriti non termineranno”. L’impegno su questo fronte sarà ribadito dal ministro nel corso del suo viaggio a Kiev e Mosca a partire da lunedì prossimo. Seguirà una visita in Israele e Palestina, altro nodo cruciale della politica estera europea nei prossimi mesi. “Siamo stati tra i primi ad esprimere cordoglio, condoglianze e la nostra condanna più ferma prima per il rapimento e poi per l’uccisione dei tre ragazzi israeliani sia per quella del sedicenne palestinese avvenuta ieri. Il rischio principale – afferma Mogherini – è che questi due drammi incidano sulla cosiddetta pausa dei negoziati di pace che si era già aperta qualche settimana fa facendo scattare una spirale di violenza di cui si perda il controllo, situazione che renderebbe difficile la ripresa di qualsiasi forma di negoziato”. Vi è pertanto in queste ore l’invito di tutta la comunità internazionale a “disinnescare il rischio di reazioni e controreazioni che facciano precipitare la situazione”.

Altri scenari che richiedono attenzione prioritaria sono l’Iraq a rischio disgregazione, eventualità che – rileva il ministro – potrebbe avere ripercussioni destabilizzanti su Paesi come il Libano, la Giordania e su tutta l’area mediorientale e che aggrava il numero e la condizione dei profughi; la Libia, che si incoraggia ad istituire – il nuovo Parlamento è stato eletto alcuni giorni fa – un governo “che abbia legittimità e forza sufficiente per controllare il proprio territorio” e per arrivare alla firma delle convenzioni bilaterali necessarie per consentire all’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati (Unhcr) l’ingresso e il lavoro nel Paese, oltre che avviare la ricostituzione – anche economica – dello Stato; l’area dei Balcani, per un consolidamento, anche formale, del processo di allargamento dell’Unione che arrivi sino alla Turchia.

Sul fronte delle Nazioni Unite, Mogherini auspica una partecipazione del Parlamento alla Task force istituita dalla Farnesina con associazioni o ong in vista di una nuova risoluzione per la moratoria sulla pena di morte, risoluzione – segnala – che sarà votata nel corso del semestre di presidenza italiana dell’Unione e che spera possa ricevere anche più dei 111 voti di quella approvata nel 2012. Annunciato infine l’avvio di un lavoro di coordinamento per giungere ad una posizione europea comune sugli obiettivi del Millennio post 2015.

Nel corso del dibattito è stata richiamata l’importanza della politica di vicinato europea, da rinnovarsi in particolare con la Russia; è stata auspicata una svolta nelle politiche europee, economiche prima ancora sul fronte esterno; sollecitata una maggiore attenzione e collaborazione, anche nei settori economici, dell’Italia con i Paesi dell’area mediterranea, in particolare Egitto e Tunisia; sono emerse importanti preoccupazioni sulla gestione dei flussi migratori e sull’opportunità di arrivare ad una maggiore condivisione degli oneri dell’accoglienza.

Da segnalare l’intervento del presidente della Commissione Affari Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto (Ncd), che ha sottolineato come l’intervento di Renzi al Parlamento europeo abbia determinato “un salto di qualità nel dibattito dell’Unione”, ponendo un problema politico –  l’importanza della crescita in un’Europa dominata dal diktat del rigore – che coinvolge lo stesso partito che ha avuto la maggioranza alle ultime elezioni politiche, il Ppe. Richiamata anche una recente visita di una delegazione parlamentare in Egitto, Paese centrale per l’assetto dell’intera area mediterranea che ancora risente gli effetti non prevedibili delle Primavere arabe, e, quale questione da inserire quale priorità del semestre di presidenza dell’Unione, quella dei marò ancora trattenuti in India. Il presidente della Commissione Affari Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, ha insistito invece sulla necessità di un riequilibrio dei rapporti tra Unione Europea e Russia, mentre il senatore Giorgio Tonini (Pd) sottolinea l’importanza di uscire dalla contrapposizione “tra crescita e rigore, Paesi del Mediterraneo e del Nord Europa” e auspica una svolta nella politica sociale ed economica europea, cui potrebbe contribuire un piano di investimenti che coinvolga almeno tutta l’eurozona. Condivide l’importanza di garantire una maggiore presenza italiana in Egitto anche Mario Marazziti, deputato di Per l’Italia, che ritiene inoltre un fallimento la politica multilaterale sino ad oggi messa in campo per risolvere la situazione in Siria, per cui chiede l’individuazione di attori favorevoli ad una soluzione politica del conflitto. Insoddisfatto dell’illustrazione del ministro il deputato della Lega Nord, Emanuele Prataviera, che sollecita maggior pragmatismo, mentre il deputato di Sel Arturo Scotto ritiene indispensabile “una svolta più seria e di lungo periodo sul terreno delle politiche economiche e del lavoro europee”. Fallimentare per Vincenzo Amendola, deputato del Pd, la politica di vicinato adottata dall’Unione in questi ultimi anni, mentre si ribadisce la necessità di partecipare ai negoziati di pace tra Israele e Palestina e quella da parte della presidenza dell’Unione, di “indicare, in una fase di transizione istituzionale, un orizzonte di politica estera, di sviluppo e di risoluzione delle problematiche”.

Segnaliamo infine l’intervento del senatore Luis Alberto Orellana (Misto-Italia Lavori in corso) che rileva alcune criticità emerse sul fronte del Servizio europeo di azione esterna (Seae), in particolare elementi di inefficacia e una ripartizione di risorse che – ritiene – dovrebbe essere maggiormente orientata sul lavoro delle delegazioni piuttosto che sulla sede centrale e chiede al ministro Mogherini di inserire questo tema tra le priorità del semestre, visto anche il processo di riorganizzazione della nostra rete consolare all’estero; e quello di Renata Bueno, deputata eletta nella ripartizione America meridionale (Misto – Maie), che richiama l’attenzione sulla collettività italiana ed europea residente in Venezuela, Paese che sta attraversando una situazione politica e sociale molto critica. 

In sede di replica, Mogherini ribadisce come il semestre sia fatto di “alcuni passaggi concreti e precisi dati dalla drammaticità degli scenari che abbiamo di fronte”, passaggi che tuttavia consentono di “cogliere l’opportunità di disegnare un certo orizzonte delle politiche europee”, che include anche la materia economica. Su questo fronte, il ministro evidenzia come “il punto che noi stiamo cercando di potare avanti” si richiami ad un patto che è “di stabilità e crescita”, al fatto che “abbiamo bisogno di entrambe le cose”, per cui l’accento sul rigore debba ora essere “bilanciato” da uno sforzo sulla crescita. “Si tratta di un’ottica trasversale alle famiglie politiche europee e che ci richiede di uscire dalla logica delle posizioni nazionali stereotipate, perché è esigenza di tutti gli europei riequilibrare rigore e crescita – afferma Mogherini, che torna poi sul “valore aggiunto” che l’Italia può dare in materia di politica estera europea, tracciando in questo semestre di presidenza alcuni punti di riferimento Tra essi, “la capacità di dialogo con tutte le parti”, la “comprensione della complessità delle crisi” data da uno “sguardo lungimirante”, capace di “vedere i conflitti prima che divengano esplosivi”, e condizione per una loro ricomposizione. Il ministro condivide il richiamo, nell’ambito di un rinnovo delle politiche di vicinato, al rilancio del partenariato strategico tra Unione Europe e Russia, e tra Nato e Russia, ma avverte come la premessa sia “l’immediata cessazione delle ostilità sul terreno”.

Sulla situazione arabo-israeliana viene accolta la promozione di un’iniziativa europea sul fronte del negoziato di pace, azione “in stretta connessione con quella americana che ora, per vari motivi, attraversa una fase di stallo”, mentre si conferma l’attenzione per la fase di transizione attraversata dall’Afghanistan e il lavoro costante con le autorità nigeriane per la liberazione delle ragazze rapite e in difesa dei luoghi di culto. Il ministro annuncia anche una sua probabile prossima visita in Egitto, l’imminente riapertura dell’Ambasciata italiana a Mogadiscio, una volta completato il lavoro per la messa in sicurezza dell’edificio, l’interesse e l’impegno “molto forte” per l’America latina e il Venezuela in particolare, in cui giocano un ruolo fondamentale anche i parlamentari eletti in quell’area. Ribadito poi l’impegno sul fronte immigrazione, in particolare per quanto riguarda la Libia, Paese attraverso cui passano gran parte dei flussi diretti alle nostre coste e per cui annuncia un rafforzamento dell’operazione Eubam di controllo delle frontiere libiche.

Infine, la questione marò. “Uso forse un eccesso di prudenza perché le difficoltà sono venute da un eccesso di comunicazione – spiega Mogherini, che segnala come questo sia un “momento operativo di ricerca di una soluzione”, con il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e in raccordo con la presidenza del Consiglio dei Ministri. “Il lavoro per l’internazionalizzazione della vicenda è in corso ma è complicato, proprio oggi a Roma sono in programma incontri con la squadra di giuristi impegnati in questa fase – segnala il ministro, che assicura informerà il Parlamento nel caso di “passaggi concreti” sulla vicenda. (Viviana Pansa – Inform)

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