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All’Archivio di Stato di Verona una giornata di studi sul fiume Adige e il suo rapporto con la città

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO

L’iniziativa è prevista il 22 settembre ed è il completamento del progetto di Alternanza Scuola Lavoro “L’Adige di carta”


VERONA – Domenica 22 settembre si svolgerà presso l’Archivio di Stato di  Verona una Giornata di Studi sul tema “Il Paesaggio fluviale atesino urbano prima e dopo l’inondazione del 1882. Arte, arti e mestieri intorno al fiume Adige”.

L’iniziativa, a cura dell’Archivio, è organizzata a completamento del progetto di Alternanza Scuola Lavoro “L’Adige di carta” sostenuto da Fondazione Cariverona e svolto nel triennio 2016-2019 dagli studenti dell’Educandato agli Angeli, capofila del progetto, e dall’Istituto L. Mondin e dal Liceo Copernico Pasoli.

Nel corso della mattinata – si legge nella nota del Ministero dei Beni culturali redatta da Roberto Mazzei, -dopo la proiezione del video realizzato dall’Archivio con gli studenti dal titolo “C’era una volta in Adige”, in cui si ripercorre la storia del fiume e della città nel corso dei secoli, docenti e ricercatori universitari ed esperti di  paesaggio fluviale parleranno dell’importanza del patrimonio cartografico degli archivi di Stato attraverso il quale è possibile ricostruire la storia dei luoghi, leggerne rischi e problemi, individuare soluzioni appropriate. Una particolare attenzione verrà dedicata alle infrastrutture che hanno modificato il rapporto con il fiume Adige e l’immagine stessa di Verona.

Nella sessione pomeridiana si parlerà di come l’Adige abbia rappresentato nei secoli passati e fino agli ultimi decenni dell’Ottocento, da una parte, un continuo pericolo per la città, dall’altra, un fattore di fondamentale importanza per i trasporti di merci e uomini su burchi, barche e  zattere e per l’irrigazione di ampie zone della campagna, nonché per fornire l’energia necessaria per le attività della protoindustria veronese. Attraverso uno studio basato sulle carte d’archivio verranno anche ripercorse le vicende del Palazzetto Fontana, odierno edificio d’ingresso al Museo Archeologico al Teatro Romano e  degli edifici oggi scomparsi, come il Palazzo Pompei-Camerlengo, i cui elementi decorativi vivono, in parte, ancora nel contesto urbano.

La sessione di studi pomeridiana sarà preceduta dalla proiezione del docufilm “L’Adige di Carta” del regista locale Mauro Vittorio Quattrina, in cui il poeta veronese Berto Barbarani, interpretato da un attore, mette a confronto l’attuale paesaggio fluviale urbano con quello “sentimentale” esistente prima dell’alluvione del settembre 1882, quando non c’erano ancora i muraglioni e, lungo tutto il corso urbano dell’Adige, si affacciavano sull’acqua case e chiese, palazzi ed edifici pubblici.

Tutte le conferenze avranno luogo presso la sala conferenze dell’Ordine degli Ingegneri al piano terra. Su richiesta sarà possibile visitare, a gruppi di massimo 10 persone, sia il Museo che l’Archivio di Stato. (Inform)

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