CAMERA DEI DEPUTATI
Tra le interroganti anche Laura Garavini (Pd, ripartizione Europa). Risponde il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, che ricorda numeri e fasi di riduzione del contingente scolastico determinate dalle norme sulla razionalizzazione della pubblica amministrazione
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Mario Giro ha risposto in Commissione Affari Esteri alla Camera dei Deputati ad un’interrogazione presentata a prima firma da Manuela Ghizzoni (Pd), sul personale scolastico all’estero. Hanno firmato la richiesta, rivolta a Maeci e Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, anche le democratiche Maria Coscia, Eleonora Cimbro e Laura Garavini, quest’ultima eletta nella ripartizione Europa.
Nell’interrogazione si chiede di conoscere le analisi effettuate e i criteri adottati al fine di individuare il numero di nomine che concorreranno a formare il contingente scolastico in attività all’estero per l’anno scolastico 2015/2016 e come si intenda procedere per dare attuazione alle legge n.125 del 2013 in materia di razionalizzazione della pubblica amministrazione per “dare risposte chiare alle attese del personale scolastico rispetto al futuro delle scuole e delle istituzioni scolastiche all’estero”. Il testo riferisce gli esiti di un tavolo convocato dal Maeci con le organizzazioni sindacali su questioni concernenti la situazione del personale scolastico all’estero, in cui sarebbero stati forniti i dati relativi al numero previsto di rientri in Italia per il prossimo anni scolastico e la corrispondenza tra i rientri con il numero di posti decurtati dal contingente di docenti in servizio all’estero. Il numero dei rientri previsto – si legge nell’interrogazione – sarebbe di 61, di cui 3 dirigenti scolastici, così che il contingente previsto per il prossimo anno scolastico raggiungerebbe le 772 unità, con 117 posti vacanti.
Se tale numero dovesse essere confermato si “supererebbero abbondantemente gli obiettivi di decurtazione dei posti fissati dalla cosiddetta spending review del Governo Monti”, che ha disposto – ricordano le interroganti – una riduzione di 400 unità del personale scolastico impegnato nelle scuole italiane all’estero, nelle scuole europee e nelle istituzioni scolastiche e universitarie estere, da operare in 5 anni, nella misura di 80 unità.
Per quanto riguarda invece le nomine da espletarsi per il prossimo anno scolastico, a norma della recente disposizione prevista dall’articolo 9 della legge n. 125 sopra richiamata, il Maeci le avrebbe quantificate in 18, un numero che non terrebbe conto “della tenuta del sistema e della qualità del servizio erogato, soprattutto alla luce delle dinamiche di rientro di personale in Italia nei prossimi anni”. “In particolare – si legge nell’interrogazione – per l’anno scolastico 2015/2016 saranno circa 200 le unità di personale a rientrare, determinando così un deciso superamento delle richieste della cosiddetta spending review, precedentemente richiamate, e un contraccolpo alla stabilità e solidità del sistema dell’insegnamento della lingua e della cultura italiana all’estero, che va progressivamente precarizzandosi”.
Il sottosegretario Giro ha ricordato come la norma sulla spending review abbia imposto alla Farnesina una graduale riduzione del contingente del personale scolastico da destinare all’estero fissandone a 624 il limite massimo e comportando di fatto una diminuzione di 400 unità rispetto alle precedenti 1.024 stabilite prima dell’entrata in vigore della norma. La legge dispone anche – ricorda – che fino al raggiungimento del predetto limite, non possono essere disposte nuove selezioni per il personale da destinare all’estero né possono essere rinnovati i relativi comandi o fuori ruolo.
Si è così proceduto a partire dall’anno scolastico 2012/2012 – la norma è del 2012 – ad un graduale ridimensionamento del contingente, sopprimendo un numero di posti pari al numero dei rientri del personale in scadenza di mandato, ossia 134 posti per l’anno scolastico 2012/13, 57 posti per il 2013/14 e 61 posti per il 2014/15. “Con decreto interministeriale del 4 luglio 2014 – prosegue Giro – è stato inoltre determinato il contingente per il triennio 2014/17 così ripartito: 772 unità la dotazione per l’anno scolastico 2014/15 e 624 quella per il biennio 2015/17. L’obiettivo di 624 unità di personale all’estero verrà, dunque, raggiunto con l’anno 2015/16. È chiaro – ammette – che la riduzione di 400 unità ha determinato una situazione molto complessa con un innegabile impatto sulla nostra rete di scuole e lettorati all’estero e sul suo funzionamento, e sono state operate, ove possibile, come per gli anni precedenti, anche per il 2015/16, rimodulazioni qualitative al fine di contenere, per quanto possibile, alcuni disagi”.
Il sottosegretario ha quindi illustrato i criteri alla base di tali scelte. “In primo luogo si sono tenuti presenti i vincoli vigenti per le scuole statali e le sezioni italiane presso scuole straniere/internazionali. Nelle scuole statali, infatti, la normativa prevede l’invio di personale scolastico di ruolo e, di conseguenza, le uniche riduzioni effettuate nelle scuole statali sono state limitate alle fisiologiche contrazioni di organico. È il caso, per fare un esempio – dice, – dell’accorpamento di classi per numero insufficiente di studenti. Nelle scuole straniere/internazionali la presenza di docenti dall’Italia discende da accordi o intese specifiche. Nella situazione contingente, è stata dunque adottata la soluzione più praticabile ovvero quella di sopprimere un certo numero di posti di lettorati e corsi di lingua e cultura italiana. Per i lettorati l’amministrazione cercherà di compensare con l’erogazione di un contributo finanziario a sostegno di cattedre di italiano. Occorre tuttavia una richiesta delle autorità accademiche locali, che deve ovviamente tener conto dei nostri stringenti limiti di bilancio”.
“L’adozione della legge n.125 del 2013 citata nell’interrogazione ha permesso di disporre un numero limitato di partenze negli anni scolastici 2013/2014 e 2014/2015 – evidenzia Giro, ricordando come essa abbia consentito, “a decorrere dall’anno scolastico 2013/2014, di potere conservare in contingente, ad invarianza di spesa, un limitato numero di posti vacanti e disponibili sui quali potere assegnare unità di personale per specifiche ed insopprimibili esigenze didattiche o amministrative”. “Si sono individuati così 18 posti vacanti per l’anno scolastico 2013/14 e 21 per il 2014/15 sui quali potere destinare personale scolastico. L’approdo a 624 unità di personale scolastico che verrà raggiunto il prossimo anno scolastico – ribadisce il sottosegretario – consentirà lo sblocco delle partenze dall’Italia. Quindi, sui posti disponibili nell’ambito del contingente stabilito, potrà essere destinato personale scolastico di ruolo, utilizzando le graduatorie aggiornate nel 2013. Nel contempo, la legge 125/2013 non troverà più applicazione, avendo esaurito il suo scopo”.
In sede di replica Eleonora Cimbro rileva come la risposta del governo sia “molto precisa, ma di converso assai burocratica”, mentre ritiene “fortemente necessaria una riflessione aggiuntiva sulle nostre istituzioni scolastiche all’estero”, ricordando “un tentativo operato dalla Commissione, nel corso della discussione sulla riforma della scuola, per disegnare una più razionale organizzazione della materia”. L’auspico è “l’attivazione di un tavolo di confronto fra Maeci e Miur che tenga certamente conto della opportunità di una accurata spending review, ma al tempo stesso anche di quella di una programmazione chiara e certa all’interno di questo settore”. (Inform)