direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla III Commissione indagine conoscitiva sugli italiani all’estero: audizione dell’Ambasciatore negli Usa Varricchio e dei Consoli Generali Genuardi e Sereni

SENATO DELLA REPUBBLICA

ROMA – Indagine conoscitiva sulle condizioni e sulle esigenze delle comunità degli italiani nel mondo: audizione, in Commissione Affari Esteri al Senato, dell’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti d’America, Armando Varricchio, del Console Generale a New York, Francesco Genuardi, e del Console Generale a Boston, Federica Sereni.

Nel corso del suo intervento Varricchio ha spiegato come negli Usa si sentano pesantemente gli effetti della pandemia. “Tutta la nostra rete diplomatica si è confrontata con una gestione dell’emergenza della quale non esisteva un manuale d’uso. Qui abbiamo prestato l’assistenza necessaria, tutelando il personale, ma senza chiudere le porte a nessuno. Soprattutto nella prima fase l’obiettivo primario era proprio offrire l’assistenza ai nostri connazionali: abbiamo tradotto in pratica il proverbio americano che dice di non sprecare mai una buona crisi”, ha spiegato Varricchio parlando della straordinaria profondità delle relazioni tra Italia e Usa. Diverse sono state le occasioni per constatarlo in questi anni, finendo con la visita del Capo di Stato nell’ottobre scorso a Washington e San Francisco.

“L’America nel 2020 non sarebbe questa senza il nostro contributo. Il numero di iscritti all’Aire è in continuo aumento negli Usa: in 4 anni siamo passati da 262 mila a più di 300 mila unità con un incremento annuo del 5%. E’ una comunità dinamica e non solo storica. Gli arrivi registrati riguardano per lo più personale giovane e qualificato: abbiamo moltissimi imprenditori giovani. Pochi giorni fa è stata inaugurata un’iniziativa per il sostegno a una start-up italiana per avere una presenza più forte nella Bay Area di San Francisco”, ha aggiunto Varricchio sottolineando questo importante centro di innovazione che è una sorta di ambasciata tecnologica italiana. Ci sono anche molti insegnanti e ricercatori, impegnati in molti campi di eccellenza, unendo qualità e quantità. L’Ambasciatore ha ricordato come più di 15 mila scienziati e ricercatori italiani siano impegnati negli Usa, una componente notevole. Oltre 4 mila sono gli iscritti all’Associazione Isnaf che collabora con l’Ambasciata. Varricchio ha rievocato per esempio l’iniziativa congiunta con Isnaf lanciata per la raccolta fondi: 600 mila dollari donati a tre istituti come lo Spallanzani di Roma, il Sacco di Milano, il Cotugno di Napoli.

Varricchio ha parlato del tasso di partecipazione alle elezioni politiche e alle consultazioni referendarie da parte degli italiani, che sfiora il 30%; meno sentita è invece la partecipazione alle elezioni dei Comites, con dati bassi. C’è di contro anche un forte interesse americano verso l’Italia: lo scorso anno si sono registrati 5 milioni di turisti e 35 mila studenti statunitensi nel nostro Paese. A questo si aggiunge una forte richiesta di cittadinanze italiane da parte dei cittadini americani magari per riscoprire un legame familiare con il nostro Paese. “Abbiamo una media di 3500 nuovi cittadini ogni anno”, ha spiegato Varricchio ricordando poi il lavoro svolto durante le prime settimane della pandemia. “Da subito è stata attivata una task force Covid e abbiamo avuto circa 40 mila casi di assistenza diretta prestata ai connazionali, contando anche sui voli Alitalia da New York a Roma che per questo periodo è stato l’unico collegamento con l’Italia, quindi un cordone ombelicale importantissimo”, ha spiegato Varricchio evidenziando la criticità rappresentata dalla scelta del Governo americano di interrompere il rilascio dei visti dall’11 marzo. “Noi siamo stati promotori di un’iniziativa per sensibilizzare il Dipartimento di Stato e abbiamo ottenuto riscontri positivi per allargare le maglie della concessione dei visti e consentire così il rientro negli Usa di quei connazionali che qui lavorano, oltre a superare anche la questione dei visti per gli studenti”.

Una situazione specifica ha infine riguardato l’assistenza ai connazionali vittime degli effetti economici del Covid perché rimasti senza lavoro: “qui essere senza lavoro vuol dire non avere la copertura sanitaria”, ha sottolineato Varricchio ricordando inoltre come l’Italia sia divenuta un simbolo nella lotta al virus nei primi di marzo: “tutto quello fatto da noi è stato importante e di esempio”. C’è poi tutta una situazione economica che sta dietro alla crisi: “nel 2019 erano stati fatturati ben 60 miliardi di esportazioni negli Usa”, ha sottolineato Varricchio evidenziando che le imprese devono rilanciare i loro rapporti economici. Sul fronte delle discriminazioni razziali e delle manifestazioni di protesta, “molte città americane sono pervase da manifestazioni violente: a Washington la zona della Casa Bianca è stata un bivacco per giorni mentre la zona di Georgetown sembrava un campo di battaglia”, ha spiegato l’Ambasciatore parlando di un senso di inquietudine profonda. “Una delle vittime di questo clima è stata la figura di Cristoforo Colombo: diverse sue statue sono state abbattute e imbrattate. C’è una rivisitazione che vorrebbe identificare in Colombo una delle cause dell’eccidio dei nativi poi sfociata nel resto delle disuguaglianze del Paese. Rivendico invece il ruolo di Colombo – ha proseguito l’Ambasciatore che critica gli atti vandalici  – come quello di un costruttore di ‘ponti’, ossia unendo mondi preesistenti all’insegna del dialogo e dello scambio di valori”.

La senatrice Laura Garavini (IV), eletta nella ripartizione Europa, ha ricordato il prezioso lavoro svolto dalla rete diplomatica: uffici che sono rimasti funzionanti, anche attraverso gli accessi telematici, come punti di riferimento per i connazionali in difficoltà, soprattutto negli Usa dove la situazione era ed è allarmante. Garavini ha voluto anche ricordare una sua iniziativa, intitolata “Vicini vinciamo” che ha visto l’adesione di 90 specialisti italiani che hanno messo a disposizione il loro sapere nella telemedicina: il tutto è stato possibile attraverso la piattaforma digitale di una giovane start-up lombarda. “Grazie a queste iniziative è stato possibile essere più vicini ai nostri concittadini sia all’estero che in Italia”, ha rilevato Garavini. Il Presidente della Commissione, Vito Rosario Petrocelli (M5S), ha invece chiesto quali siano le criticità più ricorrenti nelle aree dei due Consolati generali ossia quelli di New York e Boston. Ha altresì chiesto come mai ci sia una così bassa partecipazione alle elezioni dei Comites. Varricchio ha spiegato che l’aumento più alto in termini di iscrizioni Aire si hanno in distretti come quelli di New York, Miami, Los Angelse, San Francisco e Chicago: si arriva a quel 5% già menzionato che è un dato che pesa all’interno del flusso di italiani stabilitisi negli Usa. Pur tuttavia c’è una crisi nell’associazionismo e nei Comites: ben due sono quelli in via di chiusura, ha segnalato Varricchio: “c’è bisogno di riflettere sull’associazionismo perché molti italiani faticano a investirvi tempo e risorse”, ha aggiunto l’Ambasciatore che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un rinnovo del mondo dell’associazionismo.

Il Console Generale di New York, Genuardi, ha ricordato che sono quasi 100 mila i cittadini residenti su un’area che ha tra l’altro un bacino di 3 milioni di americani di origine italiana: una zona che si estende dalle Cascate del Niagara alle pianure del New Jersey. “Il nostro è un Consolato frequentato: con la crisi del Covid abbiamo garantito una funzionalità permanente, grazie a servizi di riassetto delle procedure consolari da remoto. Chiaramente non è stato possibile per tutti i servizi, come per esempio per il passaporto dove serve lasciare l’impronta digitale fisicamente”, ha commentato Genuardi parlando dell’importanza della lingua italiana come fattore culturale anche per gli americani che acquisiscono una lingua in più. “E’ uno sforzo che serve al Made in Italy – ha sottolineato il Console menzionando la Scuola paritaria Guglielmo Marconi – ed è fondamentale il ruolo delle Scuole di lingua portate avanti con i fondi del Maeci. A questo aggiungiamo un filone nuovo: quello delle classi di lingua nelle scuole pubbliche americane”, ha evidenziato il Console trattando infine la questione del mondo dell’associazionismo: dalle associazioni storiche di mutuo soccorso si è passati nel tempo a forme più contemporanee come le associazioni regionali e quelle degli ex alunni delle Università. Il Console Generale di Boston, Sereni, ha ricordato dal canto suo i circa 22 mila iscritti con un incremento del 20% negli ultimi anni. “Si tratta di una collettività inserita e integrata che vede gruppi con caratteristiche diverse e miste tra emigrazione tradizionale e componente di nuova mobilità. C’è un forte desiderio di Italia che si declina in cultura, turismo ed enogastronomia ed in una grande richiesta di lingua nelle scuole”, ha rilevato Sereni menzionando il ruolo dell’associazionismo e tra le recenti iniziative una visita di alcuni studenti nella sede della Società Dante Alighieri. “A causa della pandemia abbiamo anche noi rimodulato i servizi per venire incontro alle tante richieste, limitando l’accesso al pubblico ma garantendo numeri specifici per le emergenze. Abbiamo ricevuto tante richieste di aiuto ma anche tante offerte”, ha raccontato il Console menzionando due aneddoti. Da una parte i medici italiani che hanno chiamato il Consolato offrendosi per consulenze telefoniche gratuite per i connazionali; dall’altra il contatto da parte di un dirigente dell’ospedale del Massachusetts che ha ringraziato tramite il Consolato l’ospedale di Bergamo Giovanni XXIII i cui medici avevano trovato il tempo di istruire i colleghi americani. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform