direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Festa dell’Unità di Bologna la tavola rotonda sulle politiche per gli italiani all’estero “Come si cambia per ricominciare”

PARTITI

 

Gli interventi della moderatrice Silvia Bartolini, di Eugenio Marino (Pd), dei senatori Giorgio Tonini (Pd) e Claudio Micheloni (Pd) e dei deputati Fabio Porta (Pd), Laura Garavini (Pd) e Gianni Farina (Pd). Il dibattito e il messaggio del sottosegretario agli Esteri Mario Giro

 

BOLOGNA – Nell’ambito della Festa nazionale de l’Unità di Bologna si è svolta la tavola rotonda dal titolo “Come si cambia per ricominciare”, dedicata alle politiche per gli italiani all’estero. Il dibattito è stato introdotto da Eugenio Marino, responsabile nazionale Pd italiani nel mondo,  che ha sottolineato come questo consueto incontro di fine estate, dopo i difficili anni dei governi Berlusconi caratterizzati da politiche non favorevoli alle nostre comunità all’estero,   giunga in un momento di cambiamento molto positivo,  caratterizzato dall’interesse e dall’attivismo su queste materie del ministro degli Esteri Mogherini e del sottosegretario agli Esteri Giro.  Un cambiamento messo in atto dal nuovo governo di sinistra che, secondo Marino, “restituisce dignità alle rappresentanze degli italiani all’estero” facendo ripartire “un dialogo dignitoso”  fra i vertici istituzionali, il Cgie e le rappresentanze parlamentari della circoscrizione Estero.

“Da oggi – ha affermato Marino – dovremo cominciare a capire, visto che a dicembre si va alle elezioni dei Comites, che tipo di ragionamento fare sul futuro cambiamento degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero. Questo ragionamento lo faremo il 27 e 28 settembre a Lussemburgo nell’ambito della Festa Europea dell’Unità. Dovremo cioè capire, nel contesto del cambiamento in atto dell’architettura costituzionale italiana, dove si dovranno inquadrare i Comites e l’insieme della rappresentanza degli italiani all’estero. In questo senso le prossime elezioni dei Comites saranno di ispirazione per un confronto su questa tematica”. Marino ha concluso il suo intervento esprimendo contrarietà all’emendamento al decreto legge sulle elezioni dei Comites che dà la possibilità ai partiti  politici di non raccogliere le firme per la presentazione delle liste. Secondo Marino infatti, che invita a non politicizzare la campagna elettorale, la lottizzazione diretta di queste elezioni da parte dei partiti rappresenterebbe un errore, in quanto i Comites, oltre ad essere espressione diretta delle singole comunità,  devono interloquire direttamente con il mondo diplomatico italiano e straniero.

Ha preso poi la parola Silvia Bartolini, Coordinatrice delle Consulte regionali per l’emigrazione, che, in qualità di moderatrice, ha letto il messaggio del sottosegretario agli Esteri Mario Giro  “Grazie all’impegno del Governo Renzi,  dopo alcuni anni di allontanamento dalle nostre collettività, – scrive Giro – è in corso un dialogo franco e intenso con i nostri concittadini all’estero. Dialogo che è stato istituzionalizzato con la decisione di indire le elezione dei Comites per il mese di dicembre. Erano 10 anni che le aspettavamo e ora questo governo mantiene una promessa più volte disattesa. Mi sono battuto di persona – ricorda il sottosegretario – affinché queste elezioni quasi dimenticate potessero avere luogo quest’anno come previsto dalla legge. Il mio impegno per la conclusione di questa annosa vicenda è stato ancor più intenso a seguito delle mie visite a numerose collettività nell’ultimo anno da Marcinelle a Caracas, da Montréal a San Paolo da Buenos Aires a Londra. Ho cercato e cerco di mantenermi in stretto contatto con i nostri connazionali, in questo sono molto agevolato dall’operato dei parlamentari eletti all’estero a cui va il mio più vivo ringraziamento. Sono certo di poter contare su di loro per le riforme che sappiamo tutti essere necessarie per un salto di qualità nei rapporti fra l’Italia e gli italo  discendenti… Dobbiamo ripensare insieme – ha aggiunto il sottosegretario – tutto lo schema della rappresentanza con i Comites e il Cgie, ma prima il Governo doveva fare il suo dovere. Le elezioni che si avvicinano sono il primo passo per un aggiornamento di queste istituzioni che non vanno eliminate ma ripensate. Certamente la riforma elettorale di cui il nostro paese ha urgente bisogno potrà essere un’altra occasione. Credo – ha concluso Giro – che avere tanti concittadini all’estero e tantissimi discendenti sia un valore per il nostro paese. La politica deve avere una visuale per le nostre collettività che non possono essere considerate un peso , ma invece devono essere considerate pienamente coinvolte con il rinnovamento nazionale in corso”.

Dopo la lettura del messaggio la Bartolini ha ricordato come in questi anni il Coordinamento  delle Consulte regionali dell’emigrazione abbia lavorato per migliorare le politiche in favore degli italiani all’estero promuovendo anche importanti innovazioni. Dopo aver ricordato che molti sperano in un fallimento delle prossime elezioni dei Comites, la Bartolini  ha sottolineato la necessità, in vista del rinnovo di questi organi di rappresentanza, di impegnare  “il Partito democratico e le istituzioni in una campagna straordinaria di informazione e sensibilizzazione delle nostre comunità all’estero” . Una mobilitazione che tenda anche a mantenere le rappresentanze all’estero molto ampie, miste e rappresentative, ovvero democratiche, associative e poco partitiche. Nel corso del dibattito la Bartolini ha anche reso noto come, al fine di venire incontri ai bisogni della nuova emigrazione  che non è composta solo di ‘cervelli in fuga’, il Coordinamento delle consulte regionali abbia realizzato una rete fra associazioni regionali all’estero al fine di creare specifici punti informativi per questi connazionali.

E’ poi intervenuto il consigliere del Cgie Michele Schiavone (Pd Svizzera) cha ha sottolineto l’esigenza di rimettere al centro della politica estera italiana la questione dei milioni di italiani nel mondo che giorno dopo giorno divengono sempre più numerosi a causa dall’arrivo di nuovi connazionali. Una diaspora, formata da ‘cervelli in fuga’ e non solo , causata dalla mancanza d’attenzione dell’Italia per le politiche del lavoro. Per Schiavone inoltre il Governo “deve ridare una dignità completa agli italiani che vivono all’estero, fornendo   strumenti di rappresentanza che favoriscano una partecipazione più ampia e plurale possibile. Ma – precisa il consigliere del Cgie entrando nel merito del decreto legge sui Comites – deve essere una partecipazione di popolo e non basata su una raccolta firme preventiva di chi intende votare. Nei due mesi previsti  –avvisa Schiavone – non ce la faremo a registrare tutti e quindi a far votare gli aventi diritto. Stiamo commettendo un errore”. Schiavone ha anche auspicato sia la creazione di un Commissario europeo che si occupi direttamente dei milioni di cittadini migranti, sia  un coinvolgimento diretto, al fine di favorire la ripresa e lo sviluppo del Paese d’origine,  delle comunità all’estero nell’acquisto dei titoli del Tesoro italiano.

“Per quanto ci riguarda – ha affermato Fabio Porta, presidente del Comitato per gli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese della Camera dei Deputati – noi abbiamo un Governo che ha assunto un impegno e nel giro di pochi mesi lo sta rispettando, mi riferisco alle elezioni dei Comites. Per la prima volta abbiamo poi affrontato la questione della tassa sulla cittadinanza. Non possiamo infatti continuare  a lamentarci della mancanza di fondi e poi non essere parte attiva, anche per dimostrare che la comunità italiana all’estero è una fonte di risorse. Ricordo che questo emendamento introduce, in una maniera anglosassone ed europea, un contributo per il riconoscimento della cittadinanza. Ora però dobbiamo lavorare per trasferire queste risorse ai consolati”. Dopo aver ricordato la volontà espressa dal ministro Mogherini di promuovere accordi con le organizzazione del terzo settore e la società civile al fine di migliorare i servizi per gli italiani all’estero, Porta ha sottolineato come, in una comunità italiana all’estero profondamente diversa rispetto a quella di 10 anni fa, le maggiori preoccupazioni sulle modalità, sui rischi e sui tempi e sull’innovazione  dovuta all’iscrizione preventiva nelle liste elettorali presso i consolati per il rinnovo dei Comites, provengano dalla cosi detta “vecchia emigrazione”, cioè “da chi è stato abituato ad un tipo di organizzazione per gli italiani all’estero e ha paura di doversi confrontare con un nuovo mondo”. “Oggi – ha  continuato Porta – questo concerne le elezioni dei Comites, domani riguarderà tutto il comparto dell’italianità e degli italiani all’estero. Noi siamo stati troppo abituati ad un mondo che non esiste più , perché oggi c’è una nuova emigrazione, e queste elezioni ci danno la possibilità di confrontarci con coraggio con un nuovo sistema. Tanti affermano – ha proseguito il deputato del Pd eletto nella ripartizione America Meridionale – che le elezioni dei Comites andranno male. E’ chiaro che è la prima volta, ma noi stiamo chiedendo al ministero degli Esteri uno sforzo sovrumano, vogliamo utilizzare tutti i mezzi possibili per convincere i nostri connazionali ad iscriversi al registro degli elettori, attraverso lettere, pubblicità e porta a porta. Tutto questo – ha concluso Porta – andrà incontro al nuovo volto dell’italianità all’estero, che sarà valorizzata e avrà beneficio da un sistema che viene incontro ad una nuova emigrazione che fino ad oggi stata poco rappresentata forse anche in Parlamento”.

E’ poi intervenuto Pino Tabì (Pd Germania) che ha evidenziato come i continui rinvii delle elezioni dei Comites abbiano portato disaffezione nei confronti del lavoro dei Comitati nati per portare avanti le esigenze della vecchia emigrazione. Anche Tabì si è soffermato sui tempi stretti per l’iscrizione nelle liste elettorali, sottolineando il rischio che una scarsa partecipazione alle urne dei nostri connazionali possa dare una scusa per l’annullamento della rappresentanza degli italiani all’estero. Tabi ha anche segnalato la necessità di aiutare in qualche modo  la nuova emigrazione che giunge in Germania e che spesso non ha alcuna qualificazione professionale. Uomini e donne che il Pd Germania sta cercando di favorire attraverso la creazione di specifici centri di informazione e orientamento.

“Ancora oggi- ha affermato Claudio Micheloni, presidente del Comitato del Senato per le questioni degli italiani all’estero – non abbiamo nessuna politica nei confronti dei nostri figli e nipoti nati all’estero. Noi parliamo una lingua che loro non capiscono culturalmente e politicamente e continuiamo a dire che li rappresentiamo, rappresentando invece un pezzo di emigrazione che è in una fase di esaurimento. Su queste cose dovremmo riflettere. Mi auguro che negli Stati Generali per le associazioni si parli di questo, perché si tratta di una sfida forte per le associazioni che sono sul territorio che devono saper parlare in modo soddisfacente a questi giovani, altrimenti saremo condannati a sparire”. Un nuovo modo di rapportarsi con gli italiani all’estero che, per Micheloni, andrà a vantaggio soprattutto del nostro Paese. “Io sono convinto – ha proseguito il senatore del Pd eletto nella ripartizione Europa – della necessità di fare le riforme costituzionali in questo paese, ma c’è un aspetto che non condivido. Io credo che sarebbe stato più importante avere una presenza delle comunità italiane all’estero nella Camera che non da la fiducia al Governo… in modo di rappresentare questi grandi mondi all’estero fatti di realtà diverse e complesse. Sono però passate altre scelte”. Micheloni ha poi affrontato sia la questione dei servizi della rete consolare, su cui si è istaurato un nuovo clima di collaborazione con il Governo, sia il problema del rinnovo dei Comites. “ Il Comitato da me presieduto – ha ricordato  Micheloni – aveva proposto al Comitato di presidenza del Cgie di trovare una data certa per le elezioni, magari nella prossima primavera, per organizzare nel migliore modo possibile l’elenco preventivo per l’iscrizione degli elettori, ma non credo che sia possibile fare tutto questo nella tempistica prevista dall’attuale  decreto legge sui Comites… Chiudere le iscrizioni il 15 novembre di quest’anno comporterà infatti un’affluenza fra il 3 e il 5 % degli aventi diritto, stendendo un tappeto rosso per chi, quando si tornerà a discutere in Parlamento la riforma costituzionale,  riproporrà la soppressione della circoscrizione Estero. Io penso – ha concluso Micheloni – che la strada sia quella di utilizzare i fondi di quest’ anno per inviare ad ogni elettore una lettera che lo informi sul cambiamento legislativo, chiudere le iscrizioni dei connazionali a metà gennaio con un elenco elettorale credibile e trovare risorse per le elezioni, nell’ambito della prossima finanziaria , con una data certa per le consultazioni fissata sin da oggi”.

A seguire ha preso la parola il presidente del Comites di Zurigo Paolo Da Costa che ha evidenziato l’esigenza di non mettere in contrapposizione la nuova e la vecchia emigrazione per non dimenticare  la fetta più grande dei nostri connazionali  e cioè la gente che è nata all’estero che vuole essere anche cittadino italiano. Una parte della collettività, quest’ultima, di cui il Comites deve assumersi la responsabilità. “A dicembre  – ha affermato Da Costa – si andrà a votare per il rinnovo dei Comites, lo stato democratico deve però mettere i cittadini in condizione di poter votare… io spero che la politica faccia un momento di riflessione e si possa andare ad un rinnovo vero”.

“Noi oggi – ha dichiarato la deputata del Pd Laura Gravini, eletta nella ripartizione Europa  – non abbiamo solo l’occasione per guardare al futuro. Per fortuna infatti da sei mesi a questa parte sentiamo un’altra musica. Innanzitutto colloquiamo con il Governo che ci ascolta e ci fornisce fatti concreti. Dal 2015 i nostri pensionati all’estero non dovranno più pagare l’Imu.  Presto si andrà al rinnovo dei Comites. Ma riconosciamo il cambiamento delle politiche per gli italiani nel mondo anche da altri fattori come ad esempio l’abolizione della ritenuta del 20% sui bonifici dall’estero, una disposizione che avrebbe pesato sulle tasche dei nostri cittadini nel mondo, oppure il varo del nuovo regolamento per l’editoria all’estero”. La Garavini ha poi evidenziato come il rinnovo dei Comites e la stessa introduzione della registrazione preventiva degli elettori rappresentino dei successi nati dal lavoro unitario svolto dal  Pd alla Camera e al Senato. “ I soldi raccolti per le elezioni dei Comites – ha spiegato la deputata del Pd – ci consentiranno non solo di mandare le buste elettorali per corrispondenza, ma anche di inviare una lettera informativa a tutti i capi famiglia sulle nuove modalità di voto.  Noi del Pd – ha proseguito la Garvini – dobbiamo inoltre promuovere una campagna informativa su questi temi a tappeto sul territorio. Il compito che ci aspetta è notevole ma non dobbiamo dimenticare  che i Comites continuano ad avere un valore e un’attualità incredibile non soltanto nei confronti delle autorità italiane, ma anche delle autorità locali. I Comites hanno ancora l’opportunità di incidere sul miglioramento delle  condizioni dei vita dei nostri connazionali”. La Garavini ha anche segnalato l’esigenza di dare ampio spazio alla società civile nelle prossime elezioni degli organi di rappresentanza.

Dal canto suo il deputato del Pd Gianni Farina , eletto nella ripartizione Europa, ha posto in evidenza come a tutt’oggi in Europa siano presenti lavoratori e cittadini che vivono un mondo globale. Un insieme di popoli e lavoratori, con o senza alta specializzazione ,che vanno alla ricerca di lavoro a causa della crisi. Fra questi vi sono tanti giovani connazionali, che forse un giorno potranno in parte tornare in Italia. Secondo Farina, in questo momento di trasformazione istituzionale del nostro paese,  l’attenzione del governo verso i cittadini italiani all’estero,  è comunque rimasta costante  . “Il fatto di aver assicurato la presenza di 12 rappresentanti della circoscrizione Estero alla Camera – puntualizza Farina –  è infatti importante. Credo che bisognerà portare avanti una nuova riflessione anche sulla presenza della rappresentanza degli italiani all’estero al Senato”. Farina ha anche auspicato sia una trasformazione dei Comites, che consenta di modificare questi organi di rappresentanza in una struttura di vero coordinamento che abbia rapporti con le istituzioni consolari, sia il  proseguimento della registrazione degli elettori dei Comites anche dopo lo svolgimento delle prossime elezioni per arrivare ad un completo registro elettorale degli italiani all’estero. Farina, dopo aver sollecitato la creazione di una bicamerale per le tematiche degli italiani nel mondo,  si è detto infine contrario all’egemonia delle liste di partito nelle elezioni dei Comites.

Fra gli altri interventi segnaliamo le parole di Antonio Sutera (Pd Svizzera), che ha chiesto un serio coinvolgimento dei giovani italiani all’estero fra i 20 e i 40 anni che vogliono scoprire le loro origini, e di Sergio Gaudio (Pd Stati Uniti) che ha segnalato le difficoltà connesse al raggiungimento in alcune zone degli Stati Uniti , anche a semplice scopo informativo, dei nostri connazionali che sono chiamati a votare per i Comites: Gaudio ha inoltre parlato della realizzazione di un appello da parte del Pd degli Stati uniti per il mantenimento della rappresentanza degli italiani all’estero in Senato. Da Francesco Cerasani (Pd Bruxelles) sono state invece chieste garanzie per la registrazione degli elettori dei Comites, una maggiore attenzione per la nuova emigrazione formata anche da cinquantenni e facilitazioni per l’iscrizione all’Aire dei giovani emigranti. Dal canto suo Salvino Testa (Pd Ginevra) ha sollecitato o un rinvio delle elezioni dei Comites, per completare l’elenco elettorale, o l’invio entro il 15 dicembre del plico elettorale a tutti ma con specifiche garanzie, come ad esempio l’acquisizione della fotocopia della carta di identità. Italo Stellon (Pd Parigi) ha invece segnalato le difficoltà a gestore i Comites nelle località dove sono stati aboliti i consolati. Stellon ha anche ricordato sia il sacrificio dei tanti frontalieri italiani, sia l’isolamento dei numerosi connazionali anziani che hanno difficoltà a raggiungere i lontani consolati di riferimento. Ricordiamo anche le indicazioni del direttore del quotidiano “Gente d’Italia” Mimmo Porpiglia che ha auspicato la pubblicazione gratuita sui giornali italiani all’estero delle informazioni per le elezioni dei Comites.

“Gli Italiani all’estero – ha spiegato nell’intervento conclusivo Giorgio Tonini , capogruppo Pd alla Commissione Esteri del Senato – sono un grande gigante addormentato che il nostro paese non riesce a sfruttare a causa della capillarità di questo fenomeno in tutto il mondo e della sua varietà generazionale e di collocazione sociale nei diversi paesi. Un’opportunità non sfruttata che deve diventare una priorità della nostra politica estera..  Noi dobbiamo provare a mettere in scia la questione degli italiani nel mondo – ha proseguito Tonini – con questa grande prospettiva che si sta aprendo, con questa idea di una politica italiana che finalmente,  grazie al Partito democratico e alle sue scelte, non è politica provinciale, ma aperta al mondo”. Tonini ha poi sottolineato l’esigenza di mettere in cantiere la riforma della promozione della lingua e cultura italiana all’estero cercando nuove soluzioni e nuovi strumenti che consentano di dare risposte adeguate alla grande domanda proveniente in questo settore dall’estero. Il senatore del Pd ha anche segnalato la possibilità di intervenire, nel corso della discussione alla Camera sulle riforme costituzionali, per ridare un qualche tipo di rappresentanza agli italiani all’estero nel nuovo Senato uscito dalla prima lettura a Palazzo Madama. Per quanto riguarda le elezione dei Comites Tonini ha precisato come qualsiasi modifica del decreto legge possa avvenire, visti i tempi ristretti per l’approvazione,  solo in questi giorni durante il passaggio alla Camera. “Adesso – ha puntualizzato Tonini – dobbiamo fare in modo che la vittoria dell’inversione dell’opzione per il voto dei Comites non diventi un autogol e , a causa di una possibile scarsa partecipazione elettorale, porti all’eliminazione della circoscrizione Estero  anche alla Camera . Bisogna quindi tentare una quadratura del cerchio, cercare di evitare l’ennesimo rinvio, ma al tempo stesso valutare una scelta ragionevole sulla base delle indicazioni del governo”. (G.M.-Inform)

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