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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Farnesina l’incontro “Con le donne afghane contro ogni violenza nel mondo”

EVENTI

ROMA – Si è svolto a Roma, presso la Sala Internazionale della Farnesina, l’evento “Con le donne afghane contro ogni violenza nel mondo”. L’incontro è stato promosso da ‘Le Contemporanee’, il media civico contro le discriminazioni di genere, con la partecipazione della ONG ‘Non c’è pace senza giustizia’ e con la disponibilità della Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni.

A dare il benvenuto ai partecipanti Flavia Fratello, giornalista de La7, chiamata a coordinare l’evento. “Questa giornata -. ha esordito la giornalista – nasce da una esigenza che sentivamo molto forte, accendere i riflettori sulle donne afghane, delle quali c’eravamo molto occupate a ridosso degli avvenimenti di questa estate, dopo la caduta di Kabul e le settimane immediatamente successive, ma che poi ha visto un progressivo scemare dell’attenzione”.

Valeria Manieri, cofondatrice di “Le contemporanee”,  ha ricordato come questo convegno si svolga a poche ore dalla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne “Siamo felicissime di essere qui – ha rilevato Manieri – e di proporre un tema di portata internazionale, una questione femminile della massima importanza,  quella del il futuro delle donne afgane. Un dramma su cui bisogna accedere un faro, e a cui difficilmente si riesce a trovare un senso”.

“Per me . ha esordito la Vice Ministra Marina Sereni – è un grande piacere essere con voi oggi e contribuire a questo incontro che vuole rinnovare l’impegno dell’Italia a tutela dei diritti delle donne afghane….Sono molto lieta di vedere – ha proseguito la Sereni – la partecipazione a questo evento di associazioni della società civile, il cui lavoro è stato fondamentale nelle ore drammatiche ad agosto nella caduta di Kabul, ed è fondamentale oggi per continuare ad impegnarci nella difesa dei diritti umani e delle donne”. La Vice Ministra, dopo aver ricordato l’impegno dei giornalisti che continuano a far parlare della situazione in Afghanistan, ha sottolineato come la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne rappresenti un monito contro la persistenza di questo drammatico fenomeno anche nel nostro Paese.

La Sereni, tornando a parlare dell’Afghanistan ha aggiunto: “è’ molto importante che la comunità internazionale si mobiliti unita per preservare le conquiste che faticosamente sono state ottenute dalle donne afghane negli ultimi venti anni e per tutelare la loro incolumità”. Dopo aver ricordato quanto l’Italia sia molto attiva nella promozione dei diritti e dell’emancipazione delle donne afghane, la Vice Ministra ha rilevato come “ l’apporto delle donne ai processi di pace e di sviluppo socioeconomico e alla lotta contro l’estremismo sia sempre fondamentale, in tutti i contesti di crisi e di conflitto”.

La Sereni ha poi spiegato come l’azione italiana a tutela delle donne e delle ragazze afghane si sviluppi lungo tre linee di intervento: la prima sta nell’assumere la protezione dei diritti delle donne e delle ragazze come asse trasversale di tutti i nostri interventi umanitari; la seconda riguarda la promozione di un meccanismo internazionale volto a monitorare la situazione dei diritti umani in Afghanistan. La terza linea è finalizzata a garantire il pieno impegno a sostegno delle attiviste dei diritti umani delle donne sia in Afghanistan sia fuori dal Paese.

In video collegamento è poi intervenuto il Sottosegretario all’Interno Ivan Gasparotto che ha ricordato come con l’avvento al potere dei Talebani in Afghanistan, il Paese viva una situazione di assoluta precarietà con l’annullamento di tutti i traguardi conquistati dalle donne afghane. Alle donne viene infatti vietato l’accesso alla vita politica ed economica e all’istruzione.

La Vice presidente della Camera dei deputati, Maria Edera Spadoni ha parlato della necessità di proteggere le donne afghane che vanno coinvolte nelle istituzioni. La presenza delle donne ai più alti livelli rende infatti le istituzioni più stabili e forti e contribuisce alla pacificazione delle aree geografiche. “La cosa che mi preme sottolineare – ha aggiunto – è il grande senso della comunità di intenti tra Ministero e Parlamento su questa tematica, si cerca di fare gli sforzi necessari non solo a livello nazionale ma anche internazionale”.

“A me quello che interessa sentire da voi – ha detto la senatrice Emma Bonino (Misto- + Europa) rivolgendosi alle donne afghane presenti in sala – è sapere quali sono le vostre esigenze primarie che avete nel nostro Paese e se sperate di tornare indietro in Afghanistan , oppure se credete che il vostro futuro sia altrove” .

Passando alla situazione in cui si trova il popolo afghano e ai corridoi umanitari, argomento caro alla senatrice, la Bonino ha ribadito la necessità di promuovere un accordo con i Talebani per fare uscire le persone dal Paese  e con il Pakistan per far entrare le persone per poi metterle sugli aerei. “Nonostante questo – ha aggiunto – come nel 1998 sono profondamente convinta che il regime talebano non vada riconosciuto come governo legittimo all’interno delle Nazioni Unite”.

Nel suo intervento la senatrice Roberta Pinotti (Pd) ha ricordato l’importante ruolo svolto dalla Forze Armate nel favorire l’evacuazione dei profughi afghani . “Io sono stata in Afghanistan molte volte negli anni dal 2004 fino a poco prima della disfatta – ha ricordato la senatrice – e ho sempre incontrato donne afghane della società civile, delle istituzioni, donne imprenditrici, e quello che mi aveva colpito in quegli anni era la crescita della consapevolezza di queste donne. Sempre più forti pur nelle difficoltà e differenze, tra i centri urbani e rurali. Con tutte le difficoltà del caso – ha continuato la Pinotti – ho visto crescere una generazione di donne con una nuova forza presente oggi soprattutto nelle ventenni, cioè in quelle ragazze che non sono nate con il regime dei Talebani, ma sono nate in un Afghanistan dove l’Occidente era presente ed è andato a dire alle donne: voi dovete poter studiare, dovete poter vivere attivamente nella vostra società, il ruolo della donna è importante, le donne devono essere in Parlamento e nelle forze di polizia. Rispetto a ciò penso quanto sia terribile per loro oggi trovarsi in questo abisso”.

.Per l’onorevole Laura Boldrini (Pd) “si deve prendere atto di come  l’Afghanistan sia precipitato di nuovo in una condizione anacronistica, non contemporanea, e legata ad una idea della società che è completamente basata sulla diseguaglianza”. “Oggi – ha continuato la Boldrini – c’è una generazione di donne più evolute, ma la mentalità dei talebani è rimasta, e di conseguenza  oggi come allora per le donne non c’è niente di niente.. Noi abbiamo il dovere –ha concluso la deputata –di dare a queste donne gli aiuti umanitari attraverso le agenzie delle Nazioni Unite, e le agenzie che lavorano in loco, e i Paesi donatori non dovrebbero lesinare le risorse”. (Nicoletta Di Benedetto/inform)

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