FARNESINA
Lanciato un piano di promozione integrata con lo slogan “Vivere all’italiana” che comporterà un incremento significativo delle iniziative culturali all’estero, l’apertura di nuovi IIC, l’aumento di studenti di italiano e di studenti stranieri nelle università italiane. In apertura gli interventi del ministro degli Affari Esteri, Angelino Alfano e del ministro dei Beni, le Attività culturali e il Turismo, Dario Franceschini, seguiti da sessioni di riflessione su aree strategiche come la cucina, il contemporaneo, cinema, design e archeologia
Alfano: “Il nostro compito deve essere quello di salvare la nostra identità nazionale, promuovere la nostra cultura nel mondo e comprendere come la globalizzazione non sia antinomica rispetto a tutto questo”
ROMA – Si è aperta stamani alla Farnesina la conferenza dei direttori degli Istituti Italiani di Cultura, iniziativa che con lo slogan “Vivere all’italiana” intende lanciare una strategia di promozione integrata della cultura italiana nel mondo con il concorso dei diversi attori istituzionali e non solo, fornendo una indicazione degli “assi prioritari” intorno ai quali si snoda tale impegno e l’impostazione attuale e progettuale dell’attività degli IIC.
Ad aprire la sessione iniziale il saluto inviato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, letto dal direttore generale per la Promozione del sistema Paese del Maeci, Vincenzo De Luca, moderatore della mattinata, in cui è stato espresso vivo apprezzamento per l’impegno svolto quotidianamente dai direttori degli IIC, impegno che assume un “ruolo strategico per la politica estera italiana”. Mattarella ha ricordato come tale promozione, considerata nella sua accezione più ampia, riguardi le radici della nostra identità pur mantenendo lo sguardo rivolto al futuro, raccontando all’estero un patrimonio già universalmente riconosciuto ma che si fa nello stesso tempo portatore di un’idea di “cultura nuova, aperta e dialogante”, “una cultura non statica, ma viva e in trasformazione”. Il capo dello Stato ha sottolineato poi come “espressione primaria della nostra cultura sia la nostra lingua” la cui diffusione concorre alla proiezione internazionale del nostro Paese, e come essa sia studiata e riconosciuta all’estero come “lingua di cultura”, “patrimonio prezioso e inestimabile”.
Di seguito l’intervento del ministro degli Affari Esteri, Angelino Alfano, che ha ricordato come il cardine di una efficace strategia di promozione culturale, e quindi dell’impegno dei direttori presenti, sia “trovare un canale di coniugazione tra la salvaguardia della nostra identità nazionale e la globalizzazione”. “Il nostro compito deve essere quello di salvare la nostra identità nazionale, promuovere la nostra cultura nel mondo e comprendere come la globalizzazione non sia antinomica rispetto a tutto questo – afferma il Ministro, ricordando come tale identità e il rilievo che essa ha assunto in tutto il mondo, pur essendo oggi tra i compiti delle istituzioni, è pre-esistente ad esse.
Ha ricordato poi “il desiderio di conoscere la nostra lingua e cultura” testimoniato dagli oltre 2 milioni di studenti che imparano l’italiano nel mondo e come “il sistema della nostra cultura sia uno dei motori della nostra economia perché produce un reddito di 90 miliardi di euro che corrispondono al 6,1% del Pil e se valutiamo l’indotto arriviamo al 17% con 250 miliardi”. Per Alfano si tratta dunque di “una leva economica essenziale”, riconosciuta anche dal Governo con un aumento delle risorse destinate nell’ultima legge di bilancio alla promozione culturale di 20 milioni di euro, che si sommano – precisa – ai 10 già preventivati. Un incremento che consentirà l’articolazione di un “Piano straordinario per la promozione” che prevede “già dal 2017 un incremento significativo delle iniziative culturali all’estero, l’apertura di nuove sedi in Paesi strategici extra-europei, l’aumento degli studenti di italiano all’estero e stranieri nelle nostre università”, obiettivi che si associano agli oltre 5000 eventi di promozione organizzati e programmati dalla rete del Maeci nei biennio 2016/2017, di cui 1.000 per la XVI Settimana della Lingua italiana nel mondo e 1.300 per la prima edizione della Settimana della Cucina italiana nel mondo”. Alfano esprime inoltre apprezzamento per la scelta di allestire nella Sala delle Conferenze internazionali, in cui si svolge la conferenza, l’opera di Michelangelo Pistoletto dedicata al Mediterraneo, “in cui si giocano oggi i destini del mondo, dell’idea di pace, di libertà, di uguaglianza” e su cui ritiene debba essere mantenuta alta la vocazione di leadership da parte dell’Italia.
Il ministro dei Beni, le Attività culturali e il Turismo, Dario Franceschini, rileva come “negli ultimi 3 anni si sia recuperata la centralità della promozione culturale per il Paese”, passaggio testimoniato anche dall’incremento di risorse già richiamato da Alfano e da passi concreti realizzati a partire dal “mettere insieme le iniziative dei diversi Ministeri”. Pur riconoscendo ci sia ancora molto da fare, Franceschini rileva come le risorse per la promozione culturale saranno destinate a crescere anche nei prossimi anni – parla di 30 milioni di euro per il 2018 e di 50 milioni per il 2019 – e, tra le iniziative avviate, richiama la promozione del cinema italiano, il piano strategico per il turismo, che prevede anche un rinnovamento dell’Enit, gli incentivi fiscali come l’art bonus, che si intende estendere anche agli IIC, e il lavoro di coordinamento che proseguirà per consentire una programmazione degli investimenti e delle attività in settori indicati come prioritari. Tra le iniziative annunciate per il 2017 anche un G7 dei ministri della Cultura, che anticiperà il G7 di Taormina.
“La nostra non è la difesa di un’identità ma la consapevolezza che la presenza viva e comunicativa dell’Italia con la sua cultura impreziosisce e ingentilisce la globalizzazione – afferma il presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, che spiega come si debba superare l’approccio alla promozione linguistica dominato dalla nostalgia e, attraverso un’offerta di qualità, stimolare “l’italsimpatia”. “E ciò che la Dante sta facendo nei suoi Comitati sparsi in tutto il mondo ma anche chiedendo alle istituzioni una riflessione sul senso più profondo della nostra lingua all’estero, dopo anni di assenza di investimenti – ricorda Riccardi, rilevando come in questo modo si sia avviato un processo “molto positivo” di ripensamento sul ruolo dell’insegnamento dell’italiano, che ha portato alla formulazione del piano di promozione integrata e allo stanziamento di risorse che restano comunque limitate se si guarda ai nostri vicini partner europei. Il punto però è che si sia giunti alla formulazione di “un’idea di politica culturale”, che è alla base anche della trasformazione dei Comitati da “custodi della memoria a soggetti capaci di creare simpatia per l’Italia e per il mondo in italiano” – sottolinea il presidente della Dante, rilevando come occorra ora, per completare il passaggio, realizzato investendo in primis sull’offerta linguistica di qualità, che essi divengano luoghi di promozione culturale più ampia, così come avviene laddove svolgono una funzione di supplenza nelle aree in cui gli IIC non vi sono. Per Riccardi “allargare la simpatia per il vivere in italiano è anche una nostra precisa responsabilità storica, necessaria per correggere gli squilibri di una globalizzazione incentrata sulla dimensione economica, e recuperare spazio alla gentilezza e alla sua dimensione umanistica”.
Sul ruolo della Rai nel racconto dell’Italia, della ricchezza e del valore della cultura italiana si sofferma anche il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, che concorda sul fatto che “singole identità arricchiscano il racconto complessivo della globalizzazione” e ricorda come l’azienda intenda sia promuovere l’aspetto di un glorioso passato che quello di una “spinta quotidiana e rinnovatrice”, che valorizzi “dal basso verso l’alto anche prodotti e territori” della Penisola.
Di seguito una sessione plenaria dedicata agli assi prioritari della promozione culturale integrata: cucina, contemporaneo, design, cinema – cui sarà dedicata la prossima Settimana della lingua italiana nel mondo, – e archeologia. Sono intervenuti Michelangelo Pistoletto, che ha spiegato il significato dell’opera allestita in sala e ricordato come funzione dell’arte sia quella di farci intravedere un’idea di futuro; Giorgio Camuffo, art designer creatore del logo “Vivere all’italiana”; il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, che ha proposto ai direttori degli IIC di promuovere in Italia i luoghi di formazione di eccellenza e di incontro e dialogo tra le culture e i loro prodotti; il presidente dell’associazione Priorità Cultura, Francesco Rutelli, che ha rilevato come il tema della promozione culturale sia divenuto centrale con la globalizzazione e sottolineato il valore aggiunto dell’Italia quale museo diffuso così come il ruolo di leader nella cooperazione culturale, che va dal contrasto al traffico illegale di opere d’arte alle missioni dei caschi blu della cultura; Paolo Zegna, vice presidente della Fondazione Altagamma, che ha spiegato come il made in Italy di eccellenza sia esso stesso promotore potente della cultura italiana.
Per la sessione dedicata alla cucina sono invece intervenuti Massimo Bergamo, docente all’Università di Bologna, che ha annunciato per il 6 febbraio prossimo la cerimonia di consegna della laurea ad honorem in direzione aziendale allo chef stellato Massimo Bottura, che ha parlato della capacità degli italiani di “viaggiare senza perdere la propria identità” e dell’importanza di valorizzare ciò che ci rende unici e della comunicazione di tale unicità; Andrea Guerra, amministratore delegato di Eataly, che ha spiegato come l’attuale sia un periodo di opportunità da cogliere, investendo in presenza nei mercati globalizzati raccontando emozioni e in un orizzonte di medio-lungo periodo; il direttore dell’IIC di Seul, Angelo Gioè, che ha spiegato come i prodotti e la cucina italiana siano molto apprezzati in Corea, ma anche in Cina e Giappone, per la loro sostenibilità e la tracciabilità della nostra filiera, proponendo poi un’attività di promozione delle regioni italiane.
Per la sessione dedicata al contemporaneo Federica Galloni, dirigente del Mibact, ha illustrato alcune delle iniziative messe in campo per far conoscere gli artisti italiani all’estero; Giovanna Melandri, presidente della Fondazione Maxxi, ha insistito sull’importanza delle coproduzioni di mostre e artisti non solo italiani e in special mondo considerando l’Italia quale avamposto del bacino mediterraneo; Massimo Torrigiani, editore e curatore, ha evidenziato come debba essere superata la tendenza di insistere, anche nell’arte contemporanea, su artisti del passato e proposto di creare una rete che coinvolga curatori d’arte e artisti che operano all’estero; Giorgio Van Straten, direttore dell’IIC di New York, che ha illustrato alcune delle attività realizzate nella Grande Mela, mostrando di condividere l’opportunità di “offire all’estero anche ciò che non si aspettano da noi”, e precisando come ciò sia stato veicolato coinvolgendo artisti italiani residenti in loco oppure sfruttando collaborazioni tra giovani artisti italiani e americani.
Per la promozione del cinema italiano sono intervenuti Nicola Borrelli, direttore del Mibact, che ha ricordato il valore economico del soft power; Riccardo Tozzi, rappresentante di Anica, che ha ricordato come, oltre al cinema, vada favorita la dimensione della serialità, oggi centrale nell’industria dell’audiovisivo; Marina Marzotto dell’associazione dei giovani produttori indipendenti, che ha rilevato come l’importanza della nostra produzione passata condizioni spesso quella contemporanea; Valeria Rumori, direttrice dell’IIC di Los Angeles, che ha illustrato le proposte cinematografiche realizzate dall’Istituto e in programma anche per il 2017.
Infine, sul design sono intervenuti Davide Rampello, che ha ricordato come la cultura coltivi in sé il valore della progettualità; Michele De Lucchi, architetto, che si è soffermato sui temi di riflessione attuale temporaneità/ permanenza e tecnologia/artigianato; e la direttrice dell’IIC di Sydney, Donatella Cannova, che ha rilevato l’influenza esercitata dal nostro Paese anche sull’Australia, non paragonabile per mezzi alla Cina, ma capace comunque di trovare un suo spazio nella promozione di eccellenze che gli vengono riconosciute.
In fase di chiusura della mattinata, l’intervento del segretario generale della Farnesina, Elisabetta Belloni, che è tornata sulla “volontà politica” a sostegno del lavoro dei presenti e “data per acquisita” dopo gli interventi dei ministri Alfano e Francheschini e annunciato come la conferenza diverrà da oggi un appuntamento annuale come incontro di riflessione su ciò che si è fatto e sul domani. Ha poi ribadito come il Maeci si proponga tra i suoi obiettivi quello di un coordinamento della promozione culturale, per il rilievo che essa riveste per la proiezione internazionale dell’Italia – non a caso, fa notare il segretario generale, nella Direzione generale per la Promozione del sistema Paese, sono incardinati anche gli uffici che si occupano di promozione della lingua e della promozione culturale, cui fanno riferimento gli IIC – e come tale valorizzazione debba coniugare sia la memoria del nostro bagaglio culturale che la progettualità orientata al futuro. Rilevata poi l’importanza dell’incremento di risorse da destinare al settore al cui rinnovo è funzionale anche una “ridefinizione della presenza degli IIC, che si basa su una concezione che solo in parte ha acquisito le esigenze del nuovo mondo globalizzato”. Oltre al “riorientamento” della rete degli IIC, che include l’apertura di nuove sedi in aree di “investimento strategico” del nostro Paese, Elisabetta Belloni annuncia anche il suo impegno per la promozione di un concorso che possa allargare il bacino degli operatori della cultura all’estero. Viene infine sollecitata l’apertura degli IIC verso gli altri attori della promozione culturale, istituzionali ma anche privati, eccellenze e giovani talenti, università e scuole, italiani all’estero anche di nuova generazione, e la mobilità di artisti e operatori della cultura. (Viviana Pansa – Inform)