FARNESINA
(Fonte immagine Farnesina)
ROMA – Hanno luogo presso la Sala Aldo Moro della Farnesina gli Stati Generali della Space Economy dedicati al tema “La diplomazia dello spazio: strumento di politica estera e motore di crescita”. L’evento è stato aperto dall’indirizzo di saluto
del Ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha in primo luogo sottolineato come in passato non si sia capito fino in fondo quanta importanza rivesta il settore spaziale dal punto di vista industriale. “Noi italiani abbiamo un saper fare straordinario”, ha spiegato il Ministro ricordando che i satelliti Galileo della grande ‘costellazione europea’ sono frutto anche della scienza italiana e alcuni sono stati realizzati proprio nel nostro Paese. “Non abbiamo soltanto grandi aziende ma anche moltissime piccole e medie imprese che vi ruotano attorno e permettono di creare grandi opportunità per il nostro Paese”, ha aggiunto Tajani evidenziando che incontri come quello odierno servano a valorizzare un comparto industriale che ha tra le sue caratteristiche anche quello di non inquinare. L’invito del Ministro degli Esteri è dunque quello di puntare su questo settore in un’ottica anche europea. “A livello strategico dobbiamo comprendere quanto aiuto possa dare lo spazio anche alla competitività industriale e agricola nonché alla protezione civile e al traffico aereo”, ha aggiunto Tajani con uno sguardo anche alla sicurezza europea o alla lotta ai cambiamenti climatici. Il Ministro ha poi ribadito come non si possa non tenere in grande considerazione questo settore alla luce dei benefici di varia natura fin qui espressi, non ultimi quelli economici. Il Ministro ha inoltre precisato che la Farnesina è naturalmente coinvolta in questo ambito per le parti di sua competenza, anche considerando la riforma del Maeci che sarà di fatto in vigore dall’inizio del 2026. In ultimo, Tajani ha ricordato che l’obiettivo finale della collaborazione tra tutte le istituzioni è quello di far crescere l’Italia e l’Unione Europea. Ha poi preso la parola il Presidente dell’Intergruppo Parlamentare sulla Space Economy, Andrea Mascaretti, ha rimarcato a sua volta che la diplomazia è la base per lo sviluppo di politiche rivolte allo spazio che, per loro natura, necessitano chiaramente di accordi tra Stati e istituzioni di livello internazionale. “Siamo con il cuore proiettato nello spazio ma siamo ancorati saldamente su un territorio nel quale si trovano le imprese”, ha spiegato Mascaretti menzionando in questo caso il Lazio che è una regione ricca di imprese impiegate in tale settore. “L’Italia è da sempre una grande potenza spaziale: siamo stati il terzo Paese , dopo URSS e USA, a mettere in orbita autonomamente un satellite”, ha ricordato Mascaretti invitando a riflettere su due aspetti per lui centrali: favorire il fare sistema e far conoscere al Paese i risultati finora acquisiti. La Vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna, ha definito lo spazio come un luogo tutt’altro che remoto bensì come una frontiera per l’economia, i servizi pubblici e la sicurezza. “Siamo attenti a questa economia e alla prospettiva che può avere dal punto di vista europeo e delle altre parti del mondo”, ha spiegato Sberna riferendosi alla cosiddetta space economy e alla cornice che verrà data dallo Space Act europeo una volta che sarà formalizzato. Secondo Sberna Italia ed Europa possono essere partner complementari rispetto all’interlocutore storico rappresentato dagli USA. Difesa, telecomunicazioni, intelligenza artificiale: Sberna ha menzionato alcuni aspetti pratici per evidenziare che lo spazio non solo come un qualcosa di legato a scenari lontani, ma all’economia reale dei Paesi. Sberna ha infine rivolto l’attenzione alla necessità di avere nei luoghi decisionali voci consapevoli su cosa sia realmente questo settore. L’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lazio, Roberta Angelilli, ha ricordato come questi Stati Generali Italiani della Space Economy arrivino dopo l’appuntamento del settembre scorso dedicato alla Cyber Security a livello europeo. “Ribadiamo che lo spazio è un settore strategico per l’economia, l’innovazione e la competitività”, ha precisato Angelilli citando anche alcuni appuntamenti futuri come la ministeriale ESA del 26-27 novembre. Angelilli ha inoltre espresso soddisfazione per la nuova programmazione europea del settore che, a partire dall’inizio del 2028, metterà a disposizione duemila miliardi di euro in termini di bilancio: 400 miliardi saranno destinati a competitività e imprese mentre 130 spetteranno a difesa e sicurezza. “La Regione Lazio vuole essere protagonista”, ha aggiunto Angelilli sottolineando come tale entità territoriale disponga della catena del valore nel settore aerospaziale e sia un incubatore ESA molto importante. È stata infine data lettura a un messaggio scritto inviato dal Ministro del Made in Italy Adolfo Urso. Nel suo messaggio, Urso ha evidenziato a sua volta come la diplomazia dello spazio sia un binomio tra strumento di politica estera e motore per la crescita economica. “Lo spazio è oggi al centro di una rivoluzione”, ha aggiunto Urso parlando di un settore altamente competitivo i cui protagonisti sono sia diverse Nazioni, alcune delle quali emergenti, sia importanti attori privati. Più nello specifico, Urso ha definito la space economy come un asset strategico per l’Italia. Il Ministro ha aggiunto che la crescita in questo settore è anche sinonimo di occupazione qualificata e progresso sociale; al contempo Urso ha espresso soddisfazione per l’evoluzione del quadro normativo italiano che contempla adesso anche una regolamentazione al passo con i tempi in questo ambito. (Inform)