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ROMA – Quest’anno la Giornata Mondiale dell’Alimentazione coincide con l’80° anniversario della FAO ha come tema “Mano nella mano per un cibo migliore e un futuro migliore”. L’evento si è svolto presso la sede della FAO a Roma. Ha aperto i lavori il Direttore Generale della FAO, Qu Dongyu, che ha rimarcato in prima battuta come la fame non conosca confini e che la sfida della sicurezza alimentare richieda unità tra le nazioni e tra i popoli. “I leader del mondo e le persone ovunque devono unirsi nella convinzione condivisa che il diritto al cibo è un diritto umano fondamentale e che la pace è un prerequisito essenziale per la sicurezza alimentare”, ha rilevato Qu Dongyu dicendosi particolarmente onorato di accogliere Papa Leone XIV per la prima volta presso la sede della FAO, sotto la famiglia delle Nazioni Unite. “Ascoltiamo l’appello per una società più giusta, in cui i poveri e i più vulnerabili non siano dimenticati o emarginati ma siano l’obiettivo dei nostri sforzi comuni. Questa convinzione rafforza ulteriormente il nostro impegno verso il nobile mandato della FAO: un mondo libero dalla fame e dalla malnutrizione, come dichiarato dai nostri fondatori nella Costituzione della FAO. Alla FAO, da oltre otto decenni, sappiamo che la sicurezza alimentare non può essere raggiunta senza dare priorità alla dignità umana. Abbiamo lavorato instancabilmente con la consapevolezza che solo garantendo cibo sufficiente e nutriente per chi soffre la fame e la malnutrizione possiamo superare le disuguaglianze globali e la povertà. Il cibo non nutre solo il corpo, nutre l’anima, restituisce dignità, assicura una vita migliore e un futuro migliore per tutti”, ha spiegato il Direttore Generale della FAO. “La trasformazione dei sistemi agroalimentari globali, per renderli più efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili, è l’unica strada possibile per affrontare le sfide economiche, umane, sociali e ambientali legate alla povertà e alla fame. Oggi celebriamo un momento storico: la FAO è nata dalla fame, dalla guerra, dalla devastazione. I nostri fondatori condividevano una visione semplice: lavorando insieme, possiamo sconfiggere la fame”, ha precisato Qu Dongyu sottolineando che i progressi dal 1945 sono stati enormi. “Eppure, la fame resta una realtà per milioni di persone. Sappiamo che il mondo produce abbastanza cibo per tutti. Eppure, la disponibilità, l’accessibilità e l’economicità del cibo non sono uguali per tutti”, ha aggiunto il DG della FAO auspicando la forza del multilateralismo. “Nel mondo, più di un miliardo di persone lavora nei sistemi agroalimentari che ci nutrono. Non possiamo costruire la nostra eredità senza responsabilizzare chi produce il nostro cibo, e chi erediterà questi sistemi. Dobbiamo continuare a rafforzare il ruolo delle donne, garantendo diritti fondiari, accesso al credito e alle tecnologie, e riconoscendo il loro ruolo centrale nella produzione alimentare e nella nutrizione”, ha infine rilevato Qu Dongyu esprimendo soddisfazione per l’apertura ufficiale delle porte del Museo e Rete dell’Alimentazione e dell’Agricoltura proprio presso la sede della FAO. Ha poi preso la parola il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha rimarcato che il percorso per raggiungere gli obiettivi – presenti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite – restino purtroppo in gran parte ancora da attuare, ivi inclusa l’aspirazione ad un mondo senza più fame. “È un triste paradosso che proprio mentre crescono le conoscenze, le risorse e le potenzialità tecnologiche, anche con rilevanti applicazioni al settore agricolo, assistiamo a nuovi scenari di carestia, a inaccettabili sperequazioni e a un regresso di quel sistema multilaterale, unico paradigma in grado di dare vere risposte a questi bisogni. Si tratta di una inversione di rotta incomprensibile e inaccettabile. Le istituzioni multilaterali più direttamente impegnate nella lotta all’insicurezza alimentare sono strumenti preziosi ed esprimono consapevolezza della indivisibilità dei destini umani”, ha rilevato Mattarella sottolineando che, perché questo impegno risulti più efficace e costante nel tempo, esso debba trovare alimento in un’adeguata sensibilizzazione su tematiche tanto rilevanti quanto spesso relegate ai margini del dibattito pubblico. “La conoscenza rimane il primo motore per stimolare un maggiore impegno, orientando le energie, soprattutto delle nuove generazioni, per raccogliere le sfide e rendere possibile la costruzione di un futuro più equo”, ha aggiunto il Presidente della Repubblica sostenendo che la felice intuizione del Museo e Rete per l’Alimentazione si inserisce pienamente in questa logica, costruendo consapevolezza per meglio comprendere le sfide che abbiamo dinanzi: il tutto arricchendo il valore delle celebrazioni degli 80 anni della FAO e la ricorrenza della Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Ha poi preso la parola Papa Leone XIV che ha sottolineato: “chi soffre la fame è un nostro fratello”, evidenziando la necessità di operare affinché nel mondo a nessuno manchi quanto di necessario per vivere. Per il Pontefice si tratta di problemi che spesso costringono le persone ad abbandonare le proprie terre per andare a vivere altrove. Leone XIV ha inoltre rilevato come a cinque anni dal termine fissato per gli obiettivi dell’Agenda 2030 sia necessario arrivare a l’obbiettivo “fame zero”. Un traguardo che si raggiungerà solo attraverso una vera volontà al di là di solenni dichiarazioni. “La fame è un flagello che colpisce ancora una parte importante dell’umanità”, ha precisato il Papa riferendo che oltre 600 milioni di persone nel mondo non hanno abbastanza cibo. “Non sono solo statistiche”, ha aggiunto il Pontefice ricordando che dietro questi numeri ci sono persone vittime di un’economia senza anima e di un modello di sviluppo da rimettere in questione. “Fallimento collettivo e smarrimento etico”, ha così ha definito Leone XIV le questioni della fame e delle povertà nel mondo. Conflitti armati e insicurezza alimentare sono per il Papa due elementi spesso strettamente connessi tra loro che colpiscono i più fragili, soprattutto i bambini. “Il silenzio di chi muore di fame grida dall’interno delle coscienze di tutti”, ha rimarcato Leone XIV. Il Pontefice ha infine auspicato un lavoro congiunto per costruire un futuro dignitoso dove “la sicurezza alimentare sia un diritto e non un privilegio”. Tra gli altri interventi segnaliamo quello del Ministro degli Esteri Antonio Tajani. “In questo momento di guerre – ha rilevato il Ministro – dobbiamo fare tutto ciò che è possibile – per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza ci sono centinaia di migliaia di donne e bambini che soffrono la fame. Ci sono stati e ci saranno, se non interverremo rapidamente, morti per fame. Ecco perché è giusto che si apra la porta di Rafah affinché possano entrare centinaia di TIR. Il nostro Paese – ha aggiunto il Ministro – farà la sua parte dopo aver già inviato oltre a 2500 tonnellate di beni alimentari alla popolazione di Gaza in questi anni. L’Italia è pronta ad inviare altre 100 tonnellate nei prossimi giorni, sarà per noi la più grande operazione umanitaria”. (Inform)