FARNESINA
ROMA – Nell’ambito della Conferenza dei Consoli Italiani nel Mondo si svolto alla Farnesina il panel sul tema “L’assistenza consolare ed il ruolo dei Consoli Onorari”. Ha moderato l’incontro la Direttrice Generale per i Servizi ai Cittadini all’Estero e le Politiche Migratorie Silvia Limoncini, la quale ha ringraziato l’Ambasciatore Guariglia per l’attenzione che ha dedicato alla materia consolare. Ha poi preso la parola lo stesso Segretario Generale della Farnesina Riccardo Guariglia che dopo aver ringraziato la Direttrice Limoncini e tutta la squadra organizzatrice dell’evento ha affermato rivolgendosi ai consoli: “Il vostro è un lavoro estremamente formativo con un’assunzione di responsabilità da parte di tutti voi per la gestione di un ufficio e delle varie mansioni: da quella della gestione del personale, a quella contabile. Ma soprattutto il bello del vostro del lavoro è quello del valore umano del lavoro che viene svolto, perché voi vi rapportate con i nostri connazionali all’estero. Che siano di passaggio o residenti, bisogna comunque risolvere i loro problemi, perché questo è quello che facciamo. Avete posto in essere con successo – ha proseguito Guariglia – la riforma della Farnesina che è entrata in vigore il primo gennaio di quest’anno. Con la nuova riforma è ancora più diretto il nostro servizio verso il cittadino”. “Nel mondo – ha continuato il Segretario Generale – ci sono 7,4 milioni di italiani residenti all’estero e altri luoghi dove tanti nostri connazionali sono di passaggio, ad esempio alle Canarie dove abbiamo aperto un Consolato, che serve una collettività che è composta da circa 50mila connazionali, però ogni anno passano in quest’area più di mezzo milione di italiani. Questi italiani sono quelli che hanno più bisogno di noi, perché il connazionale residente ha necessità di rinnovare il passaporto o di ricevere i plichi elettorali, tutti servizi prevedibili. Invece i connazionali di passaggio hanno le esigenze più disparate, dall’incidente con la criminalità, alla perdita dei documenti ”. “La riforma della Farnesina – ha poi spiegato Guariglia dopo aver segnalato che la popolazione italiana all’estero sta crescendo – non è solo una scelta amministrativa, ma anche una scelta di priorità, che vuole porre il servizio al cittadino al centro del Ministero. In questo ambito l’attenzione dell’amministrazione è mirata molto all’apertura di nuove sedi consolari al fine di offrire migliori servizi ai nostri connazionali”. “Poche settimane fa sono stato – ha ricordato il Segretario Generale – ad inaugurare la sede di Porto Alegre. Sono stati acquistati tre piani di un edificio, sono stati fatti dei lavori per renderlo ben fruibile al pubblico, ovviamente anche per renderlo più sicuro. Questi sono investimenti che l’amministrazione fa proprio per migliorare il servizio al cittadino”. “Il vostro lavoro – ha poi rilevato Guariglia rivolgendosi ai consoli- deve ben visualizzato e trasparente. I connazionali devono conoscere i servizi anche nuovi che vengono offerti, per far sì che il connazionale quando si reca in consolato non perda la fiducia nella pubblica amministrazione e per questo è molto importante lo strumento della comunicazione… I consoli – ha aggiunto – devono essere sempre disponibili e pronti, devono avere equilibrio, devono avere sensibilità”. “I consoli onorari sono delle vere e proprie antenne delle ambasciate, che lavorano nelle proprie circoscrizioni, e talvolta sono gli unici presidi presenti in un Paese, come nel caso delle Maldive”, ha continuato il Segretario Generale sottolineando come i consoli onorari siano parte integrante della capacità di risposta della Farnesina alle esigenze della nostra collettività. “Mi compiaccio anche io – ha aggiunto – per i risultati che sono stati conseguiti in termini di assistenza alla collettività da parte di tutti voi. Nel 2025 oltre 4mila interventi di assistenza sono stati effettuati e dietro ad ognuno di questi ci sono delle persone, famiglie che sono state assistite dai nostri consolati. 2600 detenuti all’estero sono stati assistiti con visite regolari da parte del personale. 90 evacuazioni, 500 minori sottratti, sono tutti casi che ovviamente impegnano tutti quanti voi e vanno gestiti con molta determinazione”. “Io credo – ha poi rilevato Guariglia – che ci siano margini di miglioramento, abbiamo anche istituito questa Unità per la semplificazione, ed ogni suggerimento è preso in considerazione sia da parte del personale del ministero sia da parte dei cittadini. Stiamo anche pensando di inserire l’intelligenza artificiale all’interno dei servizi consolari per migliorare l’assistenza al cittadino”. “Come Farnesina – ha poi segnalato il Segretario Generale – ci stiamo avvalendo tantissimo anche del lavoro dei consoli stranieri in Italia…Noi adesso stiamo lanciando tutte queste meravigliose iniziative di turismo delle radici ed i consoli onorari stranieri possono lavorare da sponda per promuovere il territorio” . Per Guariglia inoltre “la promozione del territorio, grazie all’iniziativa del turismo delle radici, è diventata una nuova frontiera delle attività della Farnesina, perché fino ad ora la Farnesina non si era mai occupata di promuovere un territorio italiano, invece adesso questo viene fatto con i fondi del PNRR che passano per il Ministero”. “L’amministrazione centrale – ha concluso Gauriglia – anche con la creazione della Sala per l’assistenza consolare, è intenzionata a supportare sempre di più i consolati ed invita a giocare di squadra con tutti noi, perché giocando di squadra si è vincenti”. Ha poi preso la parola Giulia De Nardis Capo cancelleria consolare al Cairo. “L’Egitto – ha esordito De Nardis – è un paese molto amato dagli italiani. Abbiamo 7mila iscritti AIRE, ma soprattutto la nostra attività di assistenza si concentra sui turisti. Abbiamo in Egitto oltre un milione di turisti l’anno, questo significa circa 20mila visite a settimana, quindi 3mila italiani che ogni giorno atterrano in Egitto. Si tratta di dati parziali forniti dai tour operator ufficiali, ma in realtà molti turisti ormai arrivano al di fuori dei canali ufficiali e fanno molti viaggi fai da te grazie anche ai numerosi voli che collegano l’Italia all’Egitto”. De Nardis ha proseguito spiegando i molti italiani, che si recano in Egitto per le vacanze, frequentano le zone balneari, le grandi città ed i siti archeologici. Questo comporta una grande quantità di operazioni per la cancelleria consolare che spesso riguardano lo smarrimento o il furto di documenti. De Nardis ha anche parlato della necessità di stipulare, da parte de turisti, adeguate coperture assicurative sanitarie. È poi intervenuta Valeria Reggio, Capo della Cancelleria Consolare ad Atene. “Abbiamo – ha spiegato- 14mila iscritti all’Aire e più di 2 milioni di turisti che vengono in Grecia, la maggior parte durante i mesi estivi. E’ un afflusso molto importante che dobbiamo gestire”. Oggi – ha continuato Reggio – abbiamo 23 referenti sul posto tra uffici consolari di seconda categoria e corrispondenti consolari, che ci aiutano moltissimo come antenne e a fornire prontezza d’intervento durante le situazioni urgenti. Gran parte dei turisti sono giovani che non hanno copertura sanitaria, e i nostri consoli onorari ci aiutano moltissimo. Abbiamo quindi cercato di investire molto nella formazione dei consoli onorari, perché è un aspetto che ci sta particolarmente a cuore. Abbiamo inoltre introdotto una guida con le indicazioni principali su come gestire le emergenze, ma anche un sistema di reportistica digitale dato a tutti gli operatori”. A seguire il Console Onorario d’Italia a Malaga Marcello Memoli ha affermato: “La prima regola che uso nel mio quotidiano è quella che bisogna esserci. Quando un connazionale chiama bisogna rispondere, non bisogna mai lasciare un connazionale senza una risposta, perché in quel momento è lo Stato che manca, questo ha molto più senso quando il Consolato di carriera è geograficamente distante”. “Abbiamo bisogno – ha aggiunto – di esser integrati nei flussi informativi del Ministero e di una osmosi con le altre sedi per poter fare meglio il nostro lavoro”. E’ poi intervenuto il Console Onorario a Sharm El Sheikh Fabio Brucini. “Quello che ci dà la forza – ha spiegato Brucini – è la conoscenza del territorio. Ho creato la mia rete di conoscenze sul territorio, che metto a disposizione dei connazionali. Poi c’è bisogno di pazienza comprensione, rispetto. Sono qualità che non devono mai mancare”. Da segnalare anche l’intervento del Console Onorario a Malindi in Kenia Ivan Del Prete che ha ribadito l’importanza di saper ascoltare i problemi dei connazionali e non solo in ambito amministrativo, ma su questioni riguardanti il territorio e nei casi di emergenza. “Lo scorso anno – ha ricordato – più di 110mila connazionali sono arrivati sulle coste del Kenia. Le casistiche dei problemi variano: dallo smarrimento dei documenti, ovvero la necessità di ottenere documenti di viaggio di emergenza, alle richieste di assistenza sanitaria urgente, difficoltà economiche improvvise, o problemi di rapporto con le autorità locali”. Del Prete ha concluso il suo intervento rilevando come il lavoro sarebbe agevolato da una maggiore digitalizzazione, da uno snellimento delle procedure e da momenti periodici di confronto. Da segnalare anche la riflessione di Riccardo Dalla Costa, Console Generale a Calcutta. “Nella nostra sede – ha rilevato Dalla Costa – si è realizzato un accordo particolare con il Nepal, perché c’è un consolato onorario che lavora con noi e perché il turismo italiano in Nepal è in crescita. Questa rappresenta un’opportunità ma anche una sfida dal punto di vista consolare”. Ha seguire ha preso la parola il Console Generale d’Italia a Barcellona Gabriele Luca Fava che ha segnalato la grande quantità di turisti che ogni anno giungono in questa città e la varietà degli interventi effettuati che vanno dallo smarrimento dei documenti ai casi più gravi. “In tutto questo – ha proseguito Fava dopo aver ricordato che il Consolato Generale a Barcellona ha il maggior numero di documenti erogati – la rete consolare onoraria, che è molto diffusa e capillare, è essenziale, sia per la prossimità, che per l’immediatezza dell’azione. Il ruolo del console onorario che si trova sul posto e ha i contatti con le autorità del luogo è fondamentale, anche se ovviamente deve lavorare in stretto coordinamento con l’ufficio di carriera sia all’inizio del caso, dove la raccolta delle notizie deve essere condivisa per assumere le determinazioni, sia per dare corpo alle comunicazioni rituali”. “Lo stesso coordinamento – ha aggiunto Fava – è indispensabile per identificare le misure specifiche di assistenza che devono essere fatte in coordinamento con l’ufficio di carriera, ma che poi vengono messe a terra attraverso il ruolo fondamentale del console onorario. La stessa cosa vale per la fase di gestazione dei casi che ha volte hanno fasi molto lunghe e quindi il ruolo del console onorario è essenziale per garantire quella continuità dell’azione che è indispensabile per la soluzione”. Ha infine ha ripreso la parola il Segretario Generale Guariglia: “Una delle cose fondamentali che è stata detta – rilevato Guariglia – è la necessità di esserci, di essere presenti. Perché quasi sempre i problemi si risolvono con una stretta di mano. Sembra una banalità, però è vero ci sono tanti problemi che si risolvono a voce. Quindi i consoli siano essi di carriera o onorari, devono essere presenti nella comunità in maniera permanente e così facendo la collettività li ringrazierà sempre di più”. (Lorenzo Morgia – Inform)