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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Commissione Esteri la vice ministro Marina Sereni sulla riattivazione dei progetti di accoglienza per minori bielorussi ed ucraini, interrotti per la pandemia da Covid 19

CAMERA DEI DEPUTATI

 

La ripresa risente ora delle difficoltà del contesto politico bielorusso. Atteso da parte delle autorità bielorusse e ucraine il via libera al Protocollo sanitario elaborato in proposito dal Comitato Tecnico Scientifico

 

ROMA – Nei giorni scorsi la vice ministro agli Esteri Marina Sereni ha risposto in Commissione Esteri alla Camera dei deputati ad un’interrogazione sui progetti di accoglienza per minori bielorussi ed ucraini, interrotti per la pandemia da Covid 19 e la cui ripresa oggi risente della sospensione dei collegamenti aerei da e per la Bielorussia dopo il caso del dirottamento del volo Ryanair operato per consentire l’arresto di uno degli oppositori del presidente bielorusso Alexander Lukashenko.

Sereni ha ricordato che “a partire dal 1986, anno in cui si è verificata la catastrofe nucleare di Chernobyl, sono stati accolti in Italia circa 400.000 minori di nazionalità bielorussa, di fascia di età prevalentemente compresa tra gli 8 e i 12 anni, nell’ambito di programmi di accoglienza temporanea a fini solidaristici”. “Nel 2018 circa 6.600 minori bielorussi sono stati accolti in Italia, di cui indicativamente l’80% in famiglia e il restante 20% presso strutture gestite da associazioni, in collaborazione con famiglie e organizzazioni di volontariato attive sul territorio restante. Simili le cifre nel 2019, con quasi 5.900 minori bielorussi che hanno partecipato a programmi di soggiorno solidaristico nel nostro Paese – ricorda Sereni.

La Vice Ministro richiama in particolare l’accordo stipulato tra Italia e Bielorussia in materia, il 10 maggio 2007 e il Protocollo contenente le Raccomandazioni per garantire le condizioni di massima sicurezza durante il soggiorno dei minori bielorussi in Italia, del gennaio 2016. “Oltre al beneficio terapeutico, fisico e psicologico per i minori interessati, i programmi hanno contribuito a costruire nel tempo un legame sociale, civile – e conseguentemente anche politico – particolarmente intenso fra l’Italia e la Bielorussia – ricorda Sereni, sottolineando che il Maeci è impegnato a preservare e valorizzare tale legame, anche “tramite la nostra Ambasciata a Minsk, che segue il dossier con la massima attenzione”.

“La pandemia ha purtroppo causato, in primo luogo proprio da parte bielorussa e ucraina, la sospensione cautelativa dei programmi a tutela dei minori e delle famiglie ospitanti «fino alla stabilizzazione della situazione epidemiologica». Come Farnesina – sottolinea Sereni – ne abbiamo sempre auspicato una ripresa, non appena le condizioni epidemiologiche lo avessero consentito. Solo lo scorso maggio, tuttavia, si è ritenuto che l’evoluzione della situazione pandemica fosse tale da permettere la ripresa dei soggiorni terapeutici. Il 18 maggio il Comitato Tecnico Scientifico ha dunque approvato uno specifico Protocollo sanitario, che è stato presentato nei giorni scorsi alle Autorità bielorusse e ucraine dai nostri Ambasciatori a Minsk e a Kiev”.

Alcuni giorno dopo, tuttavia, il Consiglio europeo, a seguito dell’episodio del dirottamento di un volo Ryanair sopra richiamato, ha stabilito il divieto di sorvolo dello spazio aereo europeo e di utilizzo degli aeroporti europei da parte dei vettori bielorussi, anche se, su iniziativa italiana – segnala la Vice Ministro, – è prevista una deroga umanitaria per organizzare voli per finalità terapeutiche, di necessità medica o in casi di emergenza. “Abbiamo del pari ottenuto l’inclusione di analoghe deroghe per scopi umanitari, per i casi di evacuazione o rimpatrio di persone o per iniziative di sostegno alle vittime di disastri naturali, nucleari o chimici, e per le procedure di adozione internazionale. Ciò consentirà – rileva Sereni – l’eventuale organizzazione dei voli per i cosiddetti soggiorni terapeutici, non appena il protocollo sanitario sarà ufficialmente accettato da parte bielorussa”. “Per quanto riguarda l’Ucraina – aggiunge la Vice Ministro, – non si ravvedono ostacoli alla ripresa dei percorsi di accoglienza, anzi secondo quanto comunicato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, alcuni bambini ucraini sarebbero in questi giorni già in Italia nell’ambito di programmi di soggiorno terapeutico”.

In sede di replica, Daniela Ruffino (CI) si dichiara soddisfatta della risposta e ribadisce l’urgenza di riattivare i programmi di accoglienza, come sollecitato anche nel corso della recente audizione delle associazioni di volontariato che ne curano l’esecuzione. Pertanto, auspica che il protocollo sanitario in via di definizione possa essere rapidamente finalizzato, attivando la prevista deroga umanitari alla sospensione dei voli dalla Bielorussia. (Inform)

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