SENATO DELLA REPUBBLICA
Giro : “L’approvazione di una nuova norma, che modifichi la tempistica prevista per le elezioni, rischierebbe di disorientare i connazionali, facendo perdere credibilità al momento elettorale”
Micheloni: “Lo svolgimento delle elezioni senza una adeguata informazione da parte degli aventi diritto rischia di portare ad una ridottissima partecipazione al voto e di minare il sistema della rappresentanza italiana all’estero”
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Mario Giro ha risposto in Commissione Esteri del Senato all’interrogazione n. 3-01293, sottoscritta dai senatori Tonini, Micheloni, Giacobbe, Di Biagio, Turano, Longo Fausto Guilherme, Arrigoni, Pegorer, Spilabotte, Dalla Tor, Mussini, Fabbri e Pagano (vedi Inform N. 196 http://comunicazioneinform.it/elezioni-comites-interrogazione-al-governo-in-commissione-esteri/), in cui si chiede di dare seguito all’ordine del giorno G10.1 con cui si impegna il Governo, per quanto riguarda le elezioni dei Comites, a prevedere limiti temporali ragionevoli per la creazione dell’elenco degli elettori, non inferiori a sei mesi; ad organizzare il voto nei due mesi successivi alla chiusura dell’elenco e a trasferire nel 2015 i fondi oggi disponibili nel bilancio del ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale per l’organizzazione del voto nel 2014.
Nella sua risposta il sottosegretario Giro ha in primo luogo evidenziato come il Governo sia pienamente consapevole dell’importanza che rivestono per le collettività italiane all’estero le elezioni per il rinnovo dei Comites. Consultazioni che, dopo svariati anni di rinvii, sono state indette per il prossimo 19 dicembre. Giro ha anche ricordato come il Cgie in diverse occasioni, abbia sempre chiesto con forza che si andasse a votare per il rinnovo dei Comites entro la fine del 2014. Un appuntamento elettorale, quest’ultimo, che oltre ad essere un dovere morale nei confronti delle nostre comunità all’estero, costituisce anche un obbligo di legge. Il sottosegretario, pur ammettendo che la tempistica prevista per le elezioni appaia piuttosto stretta, ha però sottolineato come le nuove modalità di voto introdotte costituiscano l’unica possibilità per la tenuta delle elezioni nel rispetto dei termini di legge, data l’impossibilità di approvare per tempo il nuovo regolamento sulle elezioni basate su modalità esclusivamente elettroniche. “In attesa dell’entrata in vigore del nuovo regolamento, – ha spiegato Giro – si è quindi ritenuto di dover continuare ad applicare il sistema di voto per corrispondenza, che peraltro costituisce certamente un modo per coinvolgere maggiormente quelle fasce di popolazione che, per ragioni anagrafiche, sono meno pratiche delle moderne tecnologie informatiche. Come correttivo si è introdotta l’opzione di voto preventiva che può fornire maggiori garanzie sulla personalità del suffragio, assicurando nel contempo forme di risparmio assolutamente necessarie, data la limitatezza delle risorse disponibili”.
Da Giro è stato anche segnalato il recepimento dell’esigenza, rappresentata in molteplici sedi, di consentire agli elettori un maggiore arco temporale per potere esercitare l’opzione per l’ammissione al voto, estendendo il termine per la ricezione da parte degli Uffici consolari della domanda dell’elettore, dai cinquanta giorni prima della data del voto, originariamente previsti, agli attuali trenta giorni. Al contrario per la presentazione delle liste dei candidati i tempi non sono variati, rimanendo ai previsti 30 giorni dall’indizione delle elezioni.
Giro ha poi ricordato l’impegno del Governo a informare correttamente l’elettorato delle novità introdotte, attraverso una campagna informativa avviata con modalità capillari e con uno sforzo organizzativo non indifferente, fin dallo scorso mese di agosto, dall’intera rete diplomatico-consolare. “In questo quadro – ha precisato Giro – s’inserisce anche l’invio da parte dei Consolati di un dettagliato foglio informativo ad ogni singolo nucleo familiare, da far pervenire in tempi utili per esercizio dell’opzione. Un’iniziativa a cui sono stati destinati due milioni di euro”. Dal sottosegretario è stata poi evidenziata l’esigenza di continuare a fare ogni sforzo affinché le elezioni per il rinnovo dei Comites si tengano nei tempi previsti, in maniera corretta e con un’adeguata informazione. Per Giro infatti l’approvazione di una nuova norma, che modifichi la tempistica prevista, rischierebbe di disorientare i connazionali, facendo perdere credibilità al momento elettorale. Il sottosegretario ha infine auspicato il sostegno del Parlamento per gli sforzi intrapresi dal Governo, “che comunque rimane aperto a ogni suggerimento per assicurare che le elezioni si svolgano nel miglior modo possibile e per il raggiungimento dell’obiettivo comune di far votare il più ampio numero di connazionali”.
In sede di replica il senatore Claudio Micheloni (Pd) si è dichiarato insoddisfatto dalla risposta del sottosegretario Giro. Il presidente del Comitato del Senato per le questioni degli italiani all’estero ha sottolineato come l’inversione dell’opzione per l’esercizio del diritto di voto, che rappresenta una rivendicazione storica delle comunità italiane all’estero, sia stata posta in essere dal Governo in maniera non convincente. In tal senso da Micheloni sono state espresse critiche sulle modalità e sulla tempistica con cui è stata realizzata la campagna di informazione riguardante la necessità di iscriversi all’elenco degli elettori. Un’iniziativa informativa che, per il senatore del Pd eletto nella ripartizione Europa, doveva essere avviata in un tempo congruo non solo rispetto alla scadenza elettorale, ma anche per quanto riguarda il termine per la presentazione delle liste (fissato per domenica 19 ottobre). Micheloni ha inoltre disapprovato l’inserimento delle modifiche del meccanismo elettorale per i Comites all’interno del decreto legge sulle missioni internazionali. Un provvedimento che peraltro è stato sottoposto all’esame del Senato a pochi giorni dalla sua scadenza. Micheloni, dopo aver ribadito che per un’adeguata realizzazione dell’elenco degli elettori all’estero sarebbero necessari almeno sei mesi, ha chiesto nuovamente al Governo di rinviare di qualche mese la data delle elezioni. “Lo svolgimento delle elezioni senza una adeguata informazione da parte degli aventi diritto – ha concluso Micheloni – rischia di portare ad una ridottissima partecipazione al voto, col conseguente pericolo di minare il sistema della rappresentanza italiana all’estero”. (Inform)