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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Camera il convegno “L’impatto psicosociale dell’Intelligenza Artificiale: le sfide dell’uomo moderno tra AI Generale e nuovi sentimenti religiosi”. Gli interventi istituzionali  

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – Alla Camera dei Deputati, presso la Sala Matteotti, si è tenuto un convegno dal titolo “L’impatto psicosociale dell’Intelligenza Artificiale: le sfide dell’uomo moderno tra AI Generale e nuovi sentimenti religiosi”. Del corso dell’incontro si è discusso del fatto che l’AI non sia più soltanto uno strumento tecnico, ma entri nei processi di cura, di educazione, di comunicazione, perfino nel modo in cui cerchiamo senso e orientamento spirituale. Quindi, accanto a importanti opportunità di sviluppo, possono emergere rischi concreti: forme di dipendenza dagli strumenti digitali, isolamento, “confusione spirituale” quando si sovrappongono guida umana e risposta algoritmica, nuove possibilità di manipolazione delle coscienze e di profilazione di gruppi vulnerabili, anche su base religiosa. Fenomeni che toccano direttamente i grandi principi sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: dignità della persona, libertà di pensiero e di religione, tutela della sfera privata, divieto di discriminazione. L’evento è stato introdotto da Gianni Lattanzio (Segretario Generale ICPE)  che ha spiegato come questi temi, riguardanti l’impatto psicosociale dell’Intelligenza Artificiale, con connotazioni più individuali e personali siano normalmente meno indagati di altri, a differenza dell’automazione e dei cambiamenti nel mondo del lavoro che sono invece assai affrontati nel discorso pubblico. Lattanzio ha invitato a tracciare una governance adeguata alle questioni relazionate con il fenomeno dell’Intelligenza Artificiale nel suo insieme e in maniera interdisciplinare. Il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale e membro della Commissione Esteri, ha sottolineato come le specificità trattate in questo convegno meritino la giusta attenzione. “Parliamo spesso di Intelligenza Artificiale come di una questione tecnica e industriale, legata alla competitività; tuttavia, per chi come noi ha responsabilità di tipo istituzionale, appare sempre più chiaro che siamo di fronte a una questione costituzionale, connessa all’antropologia sociale e l’idea di democrazia che vogliamo preservare e consegnare alle prossime generazioni”, ha spiegato Porta ricordando come la Costituzione italiana garantisca i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo che nelle formazioni sociali dove svolge la sua personalità. Vi sono poi anche i diritti connessi alla libertà religiosa ed a quelli più generici di libertà di espressione. Anche la Carta dei diritti fondamentali dell’UE sostiene che dati personali e libertà vanno tutelati, vietando ogni sorta di discriminazione. “Tutto ciò è nato prima dell’imporsi dell’Intelligenza Artificiale sulla scena”, ha precisato Porta che ha poi invitato a riflettere sulle implicazioni che le nuove e pervasive tecnologie possono avere in un tale contesto connesso a diritti così importanti. Il deputato ha anche evidenziato la questione della raccolta massiva di dati e della loro elaborazione automatica, sottolineando il pericolo che un essere umano possa essere ridotto a un profilo o dato informatico all’interno di quella che il sociologo Zygmunt Bauman chiama ‘società liquida’. Porta ha citato anche un altro grande sociologo come Jurgen Habermas e la sua nota teoria della ‘sfera pubblica’. Il deputato ha quindi parlato dell’AI Act europeo, definendolo come un testo non solo tecnico che tenta di dire con un linguaggio giuridico che talune pratiche sono incompatibili con la dignità e l’eguaglianza delle persone. Porta ha inoltre spiegato come la stessa Convenzione quadro del Consiglio d’Europa affermi che l’AI debba essere incardinata dentro il perimetro della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. “L’essere umano non coincide con il proprio profilo digitale: la persona non è riducibile ai dati che essa produce e chiede di essere tutelata nella sua ricerca di senso e nelle sue idee”, ha precisato il deputato invitando a vigilare affinché queste tecnologie non diventino omologazione di massa. “Bisogna usare questi strumenti, ma senza esserne usati”, ha concluso Porta rivolgendo un pensiero anche ai più giovani che sono notoriamente grandi utilizzatori di nuove tecnologie. Il senatore Lorenzo Basso (Pd), vicepresidente della Commissione Ambiente e Innovazione, ha segnalato come da tempo sia impegnato nel campo delle innovazioni tecnologiche ad ampio raggio, a cominciare dall’epoca della cosiddetta ‘industria 4.0’: “nulla in confronto alla complessità che questi nuovi strumenti stanno portando”, ha precisato Basso sottolineando che, se una volta il linguaggio della programmazione informatica era per lo più riservato agli addetti ai lavori, oggi le nuove interfacce grafiche hanno finito per abbattere l’ultimo muro consentendo di comunicate tra uomo e macchina direttamente con il linguaggio umano, senza aver bisogno di conoscere complessi linguaggi informatici. “Dall’altra parte oggi abbiamo una macchina che è in grado di darci risposte, comunicando con il nostro linguaggio”, ha evidenziato senatore riflettendo sulla questione di una regolamentazione che ha bisogno di essere quanto più globale e condivisa possibile su una disciplina che è in continua e rapidissima accelerazione ed evoluzione. (Inform)

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