direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alla Camera dei Deputati l’incontro “Verso il giubileo delle migrazioni, nel ricordo di Santa Francesca Cabrini”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Si è svolto alla Camera dei Deputati l’incontro  “Verso il giubileo delle migrazioni, nel ricordo di Santa Francesca Cabrini”. L’evento è stato moderato da Gianni Lattanzio direttore editoriale “Meridianoitalia”. “ La religiosa Cabrini è stata una donna che con la forza della fede – ha rilevato Lattanzio  introducendo il dibattito – ha costruito un impero di solidarietà”. “Noi vogliamo ricordare questo momento – ha aggiunto  Lattanzio – che ha cambiato la storia dell’assistenza ai migranti”.  Ha poi preso la parola il deputato Fabio Porta (PD – Ripartizione America Meridionale). “Oggi riflettiamo – ha esordito Porta – sulla figura di Santa Francesca Cabrini, la patrona dei migranti, proprio nella ricorrenza del suo arrivo a New York. , quindi oggi abbiamo una particolare coincidenza ed oltre a quella, ovviamente ancora più bella, con l’anno giubilare. L’arrivo a New York di Santa Francesca Cabrini, è un evento che segnerà una vita straordinaria, che ha trasformato a sua volta le vite di tanti nostri emigrati, in particolare negli Stati Uniti,  ma anche lasciato un’impronta indelebile nella storia sociale e spirituale del tempo. Madre Cabrini – ricordato il deputato, nacque a Sant’Angelo Lodigiano nel 1850, giunse in America con 6 consorelle della congregazione missionaria del Sacro cuore di Gesù, rispondendo all’appello di Papa Leone XIII, che la esortò a dirigersi non verso l’est, ma verso l’ovest. Aveva una missione chiara, portare conforto materiale e spirituale, agli emigrati italiani, spesso relegati ai margini della società americana, vittime di povertà estrema e di discriminazione etnica. L’opera di Madre Cabrini – ha continuato Porta – si inserisce in questo contesto storico complesso, caratterizzato da una forte emarginazione dei nostri connazionali e questo emerge bene dalle riflessioni nel libro “Migranti” della professoressa Katia Ranieri ed emerge dalle opere bellissime e struggenti di Meo Carbone dedicate a Santa Francesca Cabrini. Questa umanità italiana, a volte legata ai quartieri degradati, sono sfide che  madre Cabrini ha affrontato con grande determinazione, ha fondato scuole, orfanotrofi, ospedali, che offrivano non solo assistenza materiale, ma anche quel senso di dignità e di appartenenza culturale, che mancava ai nostri emigrati nelle Americhe. La capacità di trasformare difficoltà in opportunità, – ha concluso il deputato – è stata di ispirazione per tante generazioni”.  A seguire stato proiettato un video, in cui si sono state mostrate le opere di Meo Carboni su Santa Francesca Cabrini e la professoressa Katia Ranieri ha letto una poesia in dialetto abruzzese presa dal suo libro “I Migranti, Ieri e oggi. La speranza di un futuro migliore”. È poi intervenuta Suor Patricia Argentina Godoy. La quale ha ripercorso la storia delle missionarie del Sacro cuore e di Santa Francesca Cabrini. “136 anni fa – ha ricordato Sour Godoy – le prime missionarie del Sacro Cuore varcavano l’oceano verso gli Stati Uniti. La decisione come sappiamo non fu facile, Francesca Cabrini aveva sempre sognato la Cina e il cambiamento di rotta missionaria dovette essere laborioso per Madre Cabrini… Fu il suo incontro con il Vescovo di Piacenza, Mons. Giovanni Battista Scalabrini, ad aprire i progetti sull’emigrazione italiana, infatti tutti i preparativi, le previsioni e i progetti dalla fine del 1888 all’inizio del 1889 sono legati alla collaborazione con  Mons. Scalabrini e successivamente con i padri missionari di San Carlo”. È poi intervenuto in collegamento dagli Stati Uniti il professor Dominic Candeloro (American Italian Historical Association) . “Gli americani e gli italiani – ha esordito Candeloro – devono conoscere la storia dell’emigrazione, perché la storia italiana è una storia di emigrazione, mentre quella americana è caratterizzata dalla storia dei migranti che sono venuti negli Stati Uniti. Madre Cabrini e il Mons. Scalabrini – ha  proseguito Candeloro – hanno avuto un grande impatto sulla storia degli italiani a Chicago… Sono contento che l’artista Meo Carbone abbia dato un’immagine moderna all’opera realizzata da Madre Cabrini”.  Fra gli altri interventi segnaliamo quello della giornalista Fausta Speranza che si è soffermata sull’importanza del Giubileo, definendolo il “giubileo della speranza”. “L’arte ha la sintesi – ha proseguito Speranza – che non perde l’efficacia e che non perde di significato. Oggi abbiamo una comunicazione che punta troppo sulla semplificazione, che porta alla banalizzazione. L’arte non banalizza mai, quando è vera arte riesce ad essere sintetica ed efficace”. È anche intervenuto Dario Nanni Presidente della Commissione Giubileo di Roma Capitale: “Questo Giubileo,  come ha detto Fausta, è il Giubileo della speranza, e la speranza è anche, per le persone meno fortunate, di trovare un futuro migliore. Le migrazioni – ha proseguito Nanni – sono un fatto storico molto complesso, sul quale le semplificazioni e i ragionamenti pretestuosi non servono a nulla, perché chi fa l’amministratore a tutti i livelli, deve avere la consapevolezza della necessità di lasciare un segno positivo”.   Ha infine ha preso la parola Nicola Mattoscio economista e Presidente dell’Associazione Abruzzesi nel mondo. “Abbiamo capito tutti – ha esordito – che Francesca Saverio Cabrini è stata un’emblematica interprete della speranza coniugata alla fede, come percorso di emancipazione dalla sofferenza, in una dimensione prima di tutto spirituale. Le emigrazioni – ha proseguito Mattoscio – dall’inizio della storia dell’umanità sono l’origine delle sofferenze, ma anche le origini dei principali cambiamenti, attraverso la coltivazione della speranza per l’umanità intera. Madre Francesca Cabrini è stata anche un interprete esemplare di un saper fare solidale, collegato all’idea di welfare State”. Mattoscio ha concluso la sua riflessione parlando dell’impatto sociale che ha avuto sulla realtà americana la figura di Santa Francesca Cabrini. (Lorenzo Morgia – Inform)

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