DIFESA DELL’AMBIENTE
Si è parlato del rapporto Onu 2014 sullo sviluppo delle risorse Idriche mondiali dal titolo “Acqua ed Energia”
Sereni : “L’acqua è destinata a diventare sempre più una risorsa strategica, il cui controllo può influire sulle possibilità di sviluppo delle popolazioni nelle aree a rischio”
Giro : “L’acqua, che resta ancora uno degli elementi fondamentali per la produzione di energia, ricopre un ruolo importante nel concetto di sviluppo sostenibile”
Galletti: “Le risorse idriche sono esauribili. Bisogna quindi attivare un nuovo metodo di produzione circolare che utilizzi meno risorse e produca meno rifiuti”
ROMA – Si è svolto, oggi presso la Camera dei Deputati, sala del Mappamondo, l’incontro volto ad illustrare le attività del Programma delle Nazioni Unite per la Valutazione delle Risorse Idriche Mondiali (United Nations World Water Assessment Programme, UN WWAP). In questa occasione è stata presentato il Rapporto delle Nazioni Unite sullo Sviluppo delle Risorse Idriche mondiali del 2014 dal titolo “Acqua ed Energia”.
L’evento è stato organizzato su iniziativa del sottosegretario agli Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Mario Giro. Per i saluti iniziali sono intervenuti, oltre al sottosegretario Giro, il vice presidente della Camera Marina Sereni, il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti e la direttrice generale dell’Unesco Irina Bokova.
La vice presidente Sereni ha esordito ricordando che l’Italia è “il primo Paese al mondo per numero di siti iscritti, ben 49, nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Questo – ha aggiunto – non è solo motivo di orgoglio, ma soprattutto è una grandissima responsabilità e un banco di prova importante per la credibilità della classe politica italiana”.
La Sereni ha spiegato come il Parlamento e il Governo italiano stiano cercando di mettere la cultura e la protezione dell’habitat naturale al centro della politica di crescita, intendendo per crescita non solo i numeri del Pil ma anzi più complessivamente la sostenibilità economica, occupazionale, ambientale, dello sviluppo. “In questa prospettiva – ha continuato la Sereni – la collaborazione con l’Unesco e le altre agenzie specializzate delle Nazioni Unite operanti nel settore della promozione culturale e ambientale, assume naturalmente un ruolo centrale. Il contributo del nostro Paese è rilevante, sia in termini finanziari, essendo l’Italia tra i primi contribuenti dell’Unesco, sia in termini di capitale umano. Il programma di valutazione delle risorse idriche mondiali – ha poi aggiunto la Sereni ricordando che l’approccio trasversale è molto importante e sarà il tema di uno dei focus dell’Expo di Milano 2015- coordina le azioni delle diverse agenzie delle Nazioni Unite che si occupano della gestione delle risorse idriche”.
“Il rapporto che noi oggi presentiamo – ha spiegato il vice presidente della Camera – pone in rilievo sia i punti di criticità, sia i punti di possibile sviluppo cogliendo pienamente la rilevanza politica dell’assetto delle risorse idriche e l’accesso alle fonti energetiche…L’acqua – ha continuato la Sereni – è destinata a diventare sempre più una risorsa strategica, il cui controllo può influire sull’assetto economico, sociale, sui consumi, sulle politiche demografiche, in definitiva sulle possibilità di sviluppo delle popolazioni nelle aree a rischio. I due volumi del rapporto tratteggiano inoltre molto efficacemente i punti problematici e le linee di sviluppo tra gestione delle acque ed energia, delineano anche qualche elemento di strategia per il futuro, in particolar modo a livello di organizzazioni internazionali. I decisori nazionali vengono inoltre richiamati a compiere uno sforzo di coerenza nelle politiche di gestione dell’acqua, nelle politiche energetiche e anche alla necessità di una regolamentazione più trasparente da parte dei poteri pubblici e di un maggior controllo da parte delle opinioni pubbliche nazionali soprattutto per quanto riguarda l’impatto delle nuove tecnologie”
Ha poi preso la parola il sottosegretario Giro: “Siamo molto contenti – ha esordito Giro – di essere ospitati qui alla Camera per presentare il rapporto della WWAP sull’Acqua, importante programma delle Nazioni Unite che è affidato, per il suo carattere scientifico, all’Unesco. Il WWAP ha il compito di analizzare – ha proseguito Giro – le prospettive di conservazione delle acque e di individuare situazioni di crisi potenziali con l’obiettivo di suggerire politiche di gestione sostenibile delle risorse e in particolare delle risorse in acqua dolce. Il programma WWAP svolge la sua missione in uno dei campi più sensibili e l’Italia è particolarmente fiera di ospitare dal 2007 a Perugia, presso la villa la Colombella, questo programma interamente finanziato dallo Stato italiano”.
“Il WWAP , ha continuato il sottosegretario riprendendo le parole della Sereni – è una parte integrante dell’ampia rete internazionale dei programmi installati sul nostro territorio, in particolare quelli dell’Unesco, la cui presenza rafforza la nostra collaborazione con lo stesso Unesco e con le Nazioni Unite, che è impegnata a livello globale sulla pace e la sicurezza”.
Giro, dopo aver sottolineato la necessità di rendere noto agli italiani questo importante rapporto dell’Onu per creare coscienza comune sulle problematiche connesse all’acqua, ha evidenziato come sul settore della gestione delle acque e delle sfide ad esso connesso vi sia stata un’evoluzione dell’impegno italiano. Il sottosegretario ha anche ricordato come il discorso dell’acqua sia strettamente legato a quello dell’agricoltura, della terra, dell’ambiente e dell’energia. Un settore, quest’ultimo, molto delicato, in quanto l’acqua resta ancora uno degli elementi fondamentali di produzione di energia, ricoprendo quindi un ruolo importante nel concetto di sviluppo sostenibile. “L’interdipendenza tra queste due fattori – ha puntualizzato Giro – pone tutti i paesi di fronte ad una serie di sfide la cui rilevanza in prospettiva futura è connessa al crescente fabbisogno di energia al servizio dello sviluppo in particolare per i Paesi emergenti”.
“Il tema che affrontiamo oggi è globale – ha affermato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – ed è uno degli snodi chiave della questione ambientale del mondo, probabilmente ancora più decisivo di quello energetico, cui pure è strettamente legato. In questa chiave la scelta di ospitare in Italia e di finanziare dal 2007 il WWAP è di quelle che qualificano il nostro Paese. In questo Rapporto – ha proseguito Galletti – abbiamo dei dati allarmanti sia sul numero di persone che sono ancora escluse dall’utilizzo delle risorse idriche sia sul fabbisogno che il Pianeta avrà nei prossimi anni di risorse idriche. Quelle risorse che noi abbiamo considerato per anni inesauribili, sono invece esauribili”.
Un realtà, quella della limitatezza delle risorse idriche, di cui il pianeta, secondo il ministro, deve veramente occuparsi e prendere coscienza per evitare guerre, povertà e crisi dei processi produttivi. Questo tema – ha spiegato Galletti – è strettamente collegato al tema dei cambiamenti climatici. Oggi non considerare questo problema con la presa di coscienza, anche scientifica, sarebbe un atto gravissimo. Io lo definisco un atto contro l’umanità. Se noi non interveniamo subito su questo commettiamo un gravissimo errore… Dobbiamo smetterla – ha continuato il ministro – di considerare problemi come quello della scarsità di risorse idriche come un problema dei nostri nipoti . Questo è un problema della nostra generazione e dei nostri figli e lo dobbiamo vivere con l’urgenza e la stessa intensità con cui noi dichiariamo la pericolosità del problema. Lo dobbiamo vedere come una vera emergenza e su questo bisogna costruire un piano strategico del Paese. Questo presuppone un mutamento sociale e un cambio culturale da parte del mondo imprenditoriale del nostro Paese”.
Per il ministro questa problematica va affrontata sia intervenendo direttamente sui giovani, per questo motivo la cultura ambientale deve diventare materia diffusa nelle scuole al pari delle altre materie, sia attivando un nuovo metodo di produzione circolare meno inquinante che utilizzi meno risorse, come ad esempio l’acqua, e produca meno rifiuti.
“L’economia circolare – ha spiegato Galletti – non è un’invenzione di qualche ambientalista che guarda alle cose teoriche, oggi l’economia circolare è una realtà in Europa, molti grandi gruppi si ispirano già all’economia circolare, la applicano e hanno dei ritorni virtuali positivi per le proprie imprese. E’ questo il nuovo tipo di cultura che deve segnare il nuovo mondo dopo la crisi, sia per il rispetto dell’ambiente, ma anche per dare più produttività al nostro Paese. Queste strategie, per il risparmio di acqua e la riduzione di CO2, possiamo viverli come una grande opportunità sociale ed economica. Io credo che oggi il nostro Paese su questi temi debba fortemente sviluppare la ricerca di base”.
E’ poi intervenuta la direttrice generale dell’Unesco Irina Bokova che ha affermato : “La dottoressa Sereni mi ha incoraggiato a parlare della nostra collaborazione vitale che è ormai ben consolidata per quanta riguarda la protezione del patrimonio culturale, non perché 50 siti in Italia siano protetti dall’Unesco e tanti altri sono nella lista, ma perché l’Italia è sempre stata coinvolta nella protezione dell’intero patrimonio dell’umanità. Quello che ha fatto l’Italia per il restauro del museo del Cairo, oppure il lavoro che viene realizzato in Afghanistan o nel Libano o in tanti altri Paesi del mondo è importantissimo”.
“Per quanto riguarda la nostra collaborazione nella gestione per le risorse idriche, – ha proseguito la Bokova – vorrei affrontare questa tematica nel più ampio dibattito concernente il futuro sostenibile, anche rispetto agli obiettivi del Millennio. Vorrei tributare all’Italia il merito del lavoro che viene fatto. L’anno scorso, anno internazionale della cooperazione idrica, ci ha dato la possibilità di capire quello che le Nazioni Unite stanno facendo in generale e quello che si sta facendo con l’Italia. Il grande problema che questo settore deve affrontare è la sfida sull’acqua dolce”. Un problema che, per la Bokova, va affrontato collegando la coscienza scientifica con le politiche.
La rappresentante dell’Unesco ha poi fatto riferimento a quanto detto dal ministro – “…è molto importante all’interno di questo dibattito esaminare le limitazioni. Ci sono dei limiti al Pianeta e questo è stato il messaggio della Conferenza di Rio sulla sostenibilità e sullo sviluppo sostenibile del mondo. Non possiamo continuare con gli stessi modelli imprenditoriali. Dobbiamo collegare tutto questo ai cambiamenti climatici all’istruzione, agli schemi di consumo, alla produzione dei beni , creando una nuova economia circolare” .
Anche la Bukova ha segnalato l’esigenza di sensibilizzare i bambini delle scuole sui problemi dell’acqua. “Qualche anno fa – ha raccontato – stavo realizzando una campagna per l‘istruzione delle donne nei paesi in via di sviluppo dove molte bambine non vanno a scuola. Per questo motivo sono andata a parlare con un funzionario per tentare di auspicare un istruzione per le ragazze. Mi è stato detto che risolvere il problema dell’acqua contribuirà anche all’istruzione, perché ancora oggi molte bambine per andare a prendere l’acqua a chilometri di distanza, sottraggono tempo alla scuola”.
Dalla relazione del WWAP si evince come in molti paesi vi sono progressi ed investimenti nella governance, ma per la Bukova si è ancora lontani dalla sicurezza dell’approvvigionamento idrico, che è uno degli obiettivi nel 2050. Secondo la Bukova inoltre, al fine di combattere il crescente fabbisogno di acqua, appaiono necessarie delle politiche comuni e condivise che adottino nuove forme di cooperazione internazionale. (Nicoletta Di Benedetto- Inform)