CAMERA DEI DEPUTATI
(fonte immagine Camera dei Deputati)
ROMA – Si è tenuto alla Camera un incontro sulla valorizzazione della ristorazione italiana all’estero d’eccellenza. La conferenza stampa, promossa dal deputato di Fratelli d’Italia Andrea Volpi, è stata moderata dal rappresentante del centro studi e ricerche di Federitaly Mario Orabona e ha visto gli interventi di Carlo Verdone e Lamberto Scorzino, rispettivamente presidente e segretario nazionale di Federitaly, nonché di Salvo Bendici, presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie degli Emigrati, e di Massimiliano Nicolini della Fondazione Olitec. Nel suo intervento il deputato Volpi ha riferito di condividere la mission di valorizzare le eccellenze italiane, essendo un obiettivo del Governo quello di mettere in relazione gli addetti alla ristorazione e gli imprenditori all’estero. Volpi ha ribadito la volontà di contrastare il cosiddetto “italian sounding”. “Dietro ogni prodotto c’è una storia di un territorio”, ha commentato Volpi evidenziando il lavoro svolto dal Ministero dell’Agricoltura. “Certificare le filiere vuol dire dare un prodotto d’eccellenza e anche sostenibile”, ha aggiunto Volpi ricordando che la cucina italiana è stata candidata, per tutte queste ragioni, ad avere un riconoscimento Unesco. Carlo Verdone ha spiegato che c’era bisogno di sottolineare la validità di un rapporto con la madrepatria con i ristoratori spingendo all’utilizzo di prodotti italiani. “Siamo la federazione che promuove e tutela il Made in Italy nel mondo; quindi tutto rientra in questa azione molto forte di valorizzazione delle nostre micro e piccole imprese”, ha spiegato Verdone sottolineando che la nostra cultura culinaria è fortemente identitaria rispetto ai territori e alla loro cultura. Verdone ha inoltre ribadito che produrre piatti tipici è conservare quella tradizione dei nostri territori fortemente radicata nella cultura del popolo. Lamberto Scorzino ha spiegato che, per ottenere il riconoscimento d’eccellenza da parte della federazione, ci sono dei requisiti specifici che i ristoratori devono rispettare. Tra i criteri ci sono: il menù, gli ingredienti, le tecniche di cottura, il rispetto della lingua italiana, prevalenza di vini italiani nella cantina, presenza di un minimo di membri madrelingua italiana all’interno del personale. Massimiliano Nicolini ha sottolineato come anche il mondo della tecnologia parli italiano, dai personal computer ad alcuni algoritmi fino alla realtà immersiva: un mondo nel quale spesso si assegnano meriti ad altri Paesi quando in realtà buona parte ha le sue radici nella ricerca italiana. Salvo Bendici con una battuta ha menzionato il noto film comico “Quo Vado” di Checco Zalone quando viene detto che non si scrive il nome dell’Italia invano: questo per dare ricordare l’importanza di questo percorso di valorizzazione dell’eccellenza italiana all’estero. Durante l’evento, a Cinzia Tedesco è stato consegnato il titolo di ambasciatrice Federitaly nel mondo: è stata scelta come madrina per questo progetto per la sua attività artistica che ha contribuito a far conoscere nel mondo l’eccellenza italiana nel campo della musica e del canto. Ne è stata sottolineata soprattutto la capacità di reinterpretare le opere di Verdi e Puccini in chiave jazz, che riscuotono un successo crescente. “Intendiamo riconoscere e celebrarne il talento nella certezza che continuerà a portare alto il nome dell’Italia, contribuendo a rafforzare l’immagine del nostro Paese a livello internazionale”, è stato scritto nella motivazione del conferimento del titolo. (Inform)