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Alessio Tacconi (Pd): Maggiore tutela consolare dei cittadini Ue non rappresentati nei Paesi terzi

CAMERA DEI DEPUTATI

Relatore in Commissione Esteri di uno schema di decreto legislativo che il Governo ha predisposto per dare attuazione ad una direttiva dell’Unione Europea

 

 

ROMA – “Si stima che circa 7 milioni di cittadini europei si trovino a viaggiare o a vivere in paesi terzi nei quali il loro Stato di appartenenza non è in grado di fornire assistenza consolare”.  Lo afferma Alessio Tacconi (Pd), deputato eletto nella circoscrizione Estero-rip.Europa, che oggi è stato relatore in Commissione Affari Esteri e Comunitari  di uno schema di decreto legislativo che il Governo ha predisposto per dare attuazione ad una specifica direttiva dell’Unione Europea intesa a facilitare la tutela consolare dei cittadini dell’Unione non rappresentati nei paesi terzi.

“La delega al Governo – spiega il deputato – è stata conferita dalla legge di delegazione europea del 2015 che recepisce la direttiva UE 2015/637.  La direttiva stabilisce le modalità con le quali cittadini europei bisognosi di assistenza consolare in paesi terzi nei quali non sono direttamente rappresentati abbiano diritto a godere della tutela delle ambasciate e dei consolati di altri Stati membri dell’Unione europea ivi presenti. Le tipologie di assistenza possono concernere i casi più svariati, dall’espletamento di semplici pratiche consolari, all’assistenza in caso di incidenti o perfino in caso di gravi crisi politiche nel paese terzo che consiglino la pronta evacuazione dei cittadini europei, dal rilascio di passaporti temporanei e documenti di viaggio al rimpatrio delle salme di cittadini deceduti, ecc”.

“Il recepimento della direttiva attraverso l’Atto del Governo per il quale sono stato relatore – continua l’on. Tacconi – costituisce un passo importante nel processo di integrazione europea in quanto, in attuazione dei Trattati dell’Unione e della Carta dei diritti fondamentali della UE, stabilisce che tutti i cittadini hanno il diritto di essere tutelati dalle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle medesime condizioni dei cittadini di detto Stato, qualora si trovino nel territorio di un paese terzo privo di rappresentanza diplomatica o consolare nazionale. Il recepimento della direttiva, di fatto, introduce il concetto di “cittadino europeo non rappresentato”.

“Conseguentemente sono state apportate modifiche alle leggi e alle disposizioni che governano l’ordinamento del Ministero degli Affari Esteri e i compiti degli Uffici consolari nel rispetto di quanto già stabilisce la Convenzione di Vienna del 1963 in materia di collaborazione fra Stati e di tutela consolare.”.

“Il provvedimento – conclude Tacconi – consente la necessaria flessibilità e rapidità di intervento a fronte di situazioni sempre più diversificate in una società in continuo movimento”.(Inform)

 

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