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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Aldo Di Biagio (SCpI), rivedere le chiusure e consultare il Parlamento

RETE CONSOLARE
Interrogazione al Ministro degli Esteri
Aldo Di Biagio (SCpI), rivedere le chiusure e consultare il Parlamento
ROMA – “La cosiddetta riorganizzazione della rete estera rischia di compromettere la funzionalità, l’operatività e la qualità dei servizi resi ai nostri connazionali oltre che mettere seriamente a rischio la continuità lavorativa di decine di lavoratori che rappresentano la spina dorsale del sistema Italia oltre confine”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, senatore di Scelta civica eletto in Europa, che ha presentato un’interrogazione al ministro degli Affari Esteri chiedendo un intervento celere volto a rivedere il piano di riorganizzazione della rete diplomatico-consolare presentato nei giorni scorsi.
“L’amministrazione ha sottolineato che il piano risale al 2011 – rileva Di Biagio – ma dimentica che nel frattempo vi è stato il lavoro della commissione incaricata per la spending review che ha rivisto il piano stesso indicando nuove e più pragmatiche linee operative e l’impegno del Governo per una moratoria delle chiusure consolari legittimata da una presunta inconsistenza economica eventualmente derivante dalla chiusura delle sedi. Appare alquanto discutibile un progetto così impegnativo presentato in tempi così rapidi e senza una necessaria consultazione parlamentare che avrebbe consentito un approfondimento delle ragioni della chiusura e soprattutto avrebbe condotto alla definizione di eventuali soluzioni alternative”
“Pur comprendendo le non trascurabili esigenze di riorganizzazione della rete estera del Mae, soprattutto alla luce di una ridistribuzione degli interessi e delle esigenze del sistema Paese in una nuova geografia diplomatica, – prosegue Di Biagio – appare opportuno sottolineare che le stesse dovrebbero attuarsi secondo modalità e dinamiche che siano armoniche con quanto finora definito e predisposto dall’amministrazione nonché con le esigenze di confronto istituzionale, che dovrebbero sottendere dinamiche di tale natura”.
Di Biagio conclude: “Appare inderogabile un confronto con il Ministero per mettere in stand-by il piano e ragionare insieme su possibili formule alternative che tutelino prima di tutto gli interessi dei connazionali sui territori direttamente coinvolti”. (Inform)
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