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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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Aldo Di Biagio (Ap, ripartizione Europa) sull’ipotesi di dismissione/vendita degli edifici attualmente ospitanti il Consolato generale e l’IIC di Monaco di Baviera

RETE CONSOLARE

In un’interrogazione rivolta a Mef e Maeci il senatore chiede di conoscere nel dettaglio l’analisi costi-benefici e di rivedere una decisione che a suo dire arrecherebbe all’erario un vantaggio “esclusivamente apparente e capace di estinguersi sul brevissimo periodo”

 

ROMA – Aldo Di Biagio, senatore di Ap eletto nella ripartizione Europa, segnala la sua interrogazione rivolta ai ministri dell’Economia, Pier Carlo Padoan e degli Affari esteri, Angelino Alfano, in merito alle ipotesi di vendita degli edifici attualmente ospitanti il Consolato generale di Monaco di Baviera e l’Istituto Italiano di Cultura della città tedesca, formulata nell’ambito del piano di razionalizzazione disposto dal Maeci per rispondere all’indirizzo di spending review avviato in questi ultimi anni sul bilancio dello Stato. L’intento sarebbe l’accorpamento delle funzioni istituzionali presso un unico immobile ancora da individuare, risparmio cui si sommerebbe anche una diversa gestione – che non esclude la vendita – degli immobili sopra richiamati.

Nell’interrogazione Di Biagio chiede di sapere quali sono “le risultanze a cui è giunta l’analisi dei benefici-costi dell’operazione correlata alla dismissione di tali immobili e se in questa analisi si sia tenuto conto di tutte le variabili”: il parlamentare ricorda infatti come l’attuale sede del Consolato generale sia una villa costruita nel 1901 per la famiglia Kustermann e immobile di prestigio attualmente soggetto a vincolo delle Belle Arti, così come la sede dell’IIC, “segnalata anche nella riviste tedesche di architettura”. La vendita dunque, per quanto “possa ritenersi eventualmente interessante – scrive Di Biagio, così come l’ipotesi di “procedere ad acquisto di nuovi locali, risulta complessa ed immotivata anche in ragione del fatto che, stando alle analisi delle previsioni del trend immobiliare sul territorio tedesco, in particolare nell’ambito del Land, risulta che sul medio periodo si potrebbe assistere ad un incremento dei tassi di interesse con un conseguente incremento del valore segnatamente per quanto riguarda gli immobili di pregio”. A fronte di uno scenario così complesso, il senatore ritiene dunque “una manovra scarsamente strategica” la vendita di immobili di rilevanza storico-architettonica, senza contare il fatto che “l’immobile sede del’IIC è stato acquistato anche con il supporto della comunità italiana, che ha finanziato e donato allo Stato la struttura – segnala Di Biagio, ritenendo perciò che un’eventuale dismissione ne comprometterebbe anche il valore simbolico.

Ai due Ministri si chiede pertanto se non sia opportuno “rivedere l’attuale programma di dismissione in ragione degli eventuali paradossi in termini di impatto sull’erario che si potrebbero determinare” e “qualora si intendesse comunque proseguire tale programma, in che modo si intenda salvaguardare la rilevanza, l’operatività ed il prosieguo delle attività della rappresentanza diplomatico – consolare e culturale italiana in Monaco di Baviera, nonché il valore di questa rappresentanza per la comunità italiana che ha tra le altre cose finanziato e donato la struttura dell’IIC, e se – tal riguardo – si è inteso già individuare una soluzione atta a rendere praticabile questa salvaguardia, individuando un eventuale progetto alternativo di ricollocazione delle rappresentanze atto anche a risarcire in un certo senso le comunità di quanto investito, non solo in termini economici ma anche e soprattutto in termini di operatività, iniziative e potenzialità” – secondo le stime fornite nel testo dell’interrogazione si apprende che il valore stimato dei due immobili supererebbe i 27 milioni di euro.

Secondo l’interrogante poi “l’ipotesi di rimodulare le modalità di rappresentanza in una città come Monaco di Baviera, con il conseguente sollevamento anche delle ipotesi di chiusura delle strutture, in particolare dell’IIC, rappresenta un rischio notevole per le potenzialità del nostro Paese e per la prioritaria esigenza di garantire la continuità operativa della presenza italiana in una realtà che è nel contempo strategica sotto il profilo delle relazioni diplomatiche, politiche ed economiche e rilevante per quanto attiene la consistenza della presenza italiana sul territorio”. La Baviera è “tra i Land più rilevanti della Germania, uno dei maggiori partner commerciali dell’Italia e questo elemento, nella sua rilevanza – scrive ancora Di Biagio, – dovrebbe indurre l’amministrazione a non apportare alcuna variazione alle formule di rappresentanza soprattutto se queste rischiano di compromettere in termini di onere sull’erario o di ridimensionamento delle potenzialità di rappresentanza, politiche ed economiche dell’Italia in Germania”. Si evidenzia inoltre come “il venir meno dell’attuale operatività dell’IIC comporterebbe anche la perdita di introiti derivanti dall’utilizzo della struttura per eventi e iniziative correlate alle attività della rappresentanza e, ad esempio, dei corsi di lingua italiana che coinvolgono circa 700 studenti a semestre con le ricadute negative in termini di promozione e supporto alla cultura italiana, le stesse che il Governo ciclicamente si promette di tutelare con interventi ed indagini conoscitive predisposte a livello parlamentare”. Per Di Biagio tali variabili sembrano tuttavia “non annoverate nella definizione dell’analisi benefici-costi”, di cui chiede di conoscere “gli elementi presi a riferimento” e che appaiono ora configurare “l’esigenza di  procedere con la dismissione di beni immobili di pregio e particolarmente funzionali alle esigenze della rappresentanza”.

Un’esigenza che per l’esponente di Ap “potrebbe arrecare un vantaggio all’erario esclusivamente apparente e capace di estinguersi sul brevissimo periodo”, mentre trascurerebbe “il sovrapporsi di oneri sul medio e lungo periodo, con tanto di aggravio in termini di immagine delle potenzialità culturali ed economiche del nostro Paese e di compromissione della relazione di rispetto e di fiducia con Roma”, ragion per cui sarebbe stata accolta con preoccupazione anche dalla comunità italiana presente in loco – Di Biagio segnala in proposito il lancio di una petizione in favore del mantenimento e valorizzazione delle sedi del Consolato generale e dell’IIC tra i cui promotori figura anche il presidente del locale Comites. (Inform)

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