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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Aldo Clemente, nume tutelare degli esuli giuliano-dalmati”

ASSOCIAZIONI

Il ricordo della vicepresidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e presidente del comitato provinciale di Roma dell’Associazione, Donatella Schürzel

ROMA – Una nota firmata dalla vicepresidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e presidente del comitato provinciale di Roma dell’Associazione, Donatella Schürzel ricorda i 100 dalla nascita di Aldo Clemente, che definisce “il nume tutelare degli esuli giuliano-dalmati”.

“Avrebbe compiuto cent’anni lo scorso 21 ottobre Aldo Clemente, venuto a mancare nel 2014 – ricorda Schürzel – dopo essere stato dal 1949 al 1979 Segretario generale dell’Opera Assistenza ai Profughi giuliani e dalmati. In precedenza era stato segretario provinciale dell’Associazione Orfani di Guerra a Trieste, la sua città natale, e segretario per due anni del Comitato nazionale per i rifugiati italiani, prima di dedicare i suoi sforzi in particolare all’inserimento delle centinaia di migliaia di esuli istriani, fiumani e dalmati nell’intera penisola e che, nello specifico, avrebbero trovato una nuova collocazione abitativa all’estrema periferia meridionale di Roma. Essi si erano spontaneamente collocati, lungo la via Laurentina, nei padiglioni che avevano ospitato gli operai impegnati nell’edificazioni del limitrofo quartiere dell’Eur, ove avrebbe dovuto svolgersi l’Esposizione Universale del 1942. Assieme ai coniugi Marcella Meyer e Oscar Sinigaglia, Clemente fu il principale artefice della trasformazione di una sorta di baraccopoli in un quartiere in cui centinaia di famiglie poterono avere un alloggio di edilizia popolare in cui cominciare veramente una nuova vita”.

“Austero dirigente ed efficiente amministratore, Aldo Clemente – ricorda ancora Schürzel – riservava tuttavia affetto e gentilezze per i figli degli esuli, nati o cresciuti in quello che era diventato il Quartiere Giuliano-Dalmata, essendo inoltre capace di commuoversi di fronte alle situazioni di disagio più gravi che si trovò a fronteggiare rapportandosi alla comunità adriatica di Roma. Fu una sorta di nume tutelare del Quartiere, amato e benvoluto da tutti: prova ne sia la raccolta fondi che spontaneamente prese il via dopo la sua scomparsa affinché venisse incisa una lapide che testimoniasse la riconoscenza e l’affetto che centinaia di persone provavano nei suoi confronti”.

“In una società in cui in tanti già cercavano i riflettori e la notorietà ben al di là dei propri meriti, Clemente fu sempre umile e modesto, una figura di quegli uomini delle istituzioni grazie ai quali non solo gli esuli, ma tutta Italia poterono risollevarsi nel dopoguerra. In maniera estremamente lungimirante – prosegue la nota della vice presidente – egli fu un prezioso e  mai invadente consigliere e maestro, dimostrando stima e apprezzamento per me e per tutta la seconda generazione di esuli che prese in mano la dirigenza del Comitato provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Rimase sempre vicino all’associazionismo giuliano-dalmata, tanto da venire eletto primo presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati allorché fu fondata nel 1990. Ma già da prima aveva capito che il futuro della nostra tragica storia e la conservazione della memoria di quanto accaduto ai primi esuli risiedeva nell’impegno profuso dalle seconde e terze generazioni, le quali avevano nel vissuto famigliare esperienza di quella pagina di storia italiana, ma al contempo rappresentavano il reinserimento e la rinascita dell’italianità adriatica. Il suo ricordo ed esempio è frequentemente ricorrente e nell’occasione del suo centenario vada ad Aldo Clemente immutata stima e affetto”. (Inform)

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