ASSOCIAZIONI
PALERMO – Si è tenuta nei giorni scorsi la seconda edizione della Giornata del Siciliano nel Mondo, evento organizzato dal CARSE (Coordinamento Associazioni Regionali Siciliane dell’Emigrazione). Nel dibattito che ha caratterizzato la seconda parte dell’evento Michele Schiavone (Segretario Generale CGIE), intervenendo in video conferenza, ha ricordato che in questi mesi il Consiglio Generale sta svolgendo opera di ordinaria amministrazione trovandosi in un regime di ‘prorogatio’. Schiavone ha inoltre segnalato come il programma elaborato nel dicembre scorso durante la Conferenza Stato-Regioni-PA-CGIE non abbia al momento avuto seguito. Schiavone ha parlato del progetto per il 2024 del turismo delle radici: “il Cgie ne ha approfondito elementi importanti per farne strumento di prossimità per rilanciare le nostre presenze nella quotidianità del nostro Paese e la crescita economica”, ha spiegato il Segretario auspicando che “il Governo si svegli sulle nostre potenzialità”, ossia le potenzialità del mondo degli italiani all’estero. Schiavone ha ribadito come il mondo dei Comites e dell’associazionismo abbia fatto molto lungo il confine dell’est europeo intervenendo per portare sostegno alle persone in difficoltà per il conflitto in Ucraina. Il Segretario ha inoltre ricordato il mancato rilancio del mondo associativo “una priorità che da tempo il Cgie cerca di sollecitare”. Schiavone ha anche invitato il fronte dell’associazionismo alla ricomposizione, quanto prima, delle Consulte regionali e nella fattispecie proprio quella siciliana. “Le comunità dei siciliani nel mondo hanno una rete reale attiva ma non dialogano quanto dovrebbero con le rappresentanze che governano l’isola. In questo il CARSE può continuare a esprimere una sollecitazione” ha sottolineato Schiavone con un messaggio in ultimo rivolto alla recente inaugurazione del Museo nazionale dell’emigrazione di Genova da mettere adesso in rete coi luoghi lontani dalle metropoli “perché proprio da questi luoghi da valorizzare, anche col turismo delle radici, è partita spesso la storia emigratoria”. Maria Chiara Prodi (consigliera CGIE) ha rievocato l’esperienza del Seminario di Palermo “come occasione per abbracciare tutta la Sicilia e il potenziale enorme che ha nel mondo da sempre”. Prodi ha auspicato la creazione di ‘infrastrutture’ per fare rete, con uno sguardo sulle nuove migrazioni. “Dobbiamo farci delle domande per non disperdere queste energie”, ha commentato Prodi raccontando il metodo partecipativo che è stato alla base del Seminario di Palermo. “Il metodo è stato quello di cercare interlocuzioni con tutte le forme di rappresentanza proprio per fare in modo che ciascuno, secondo le proprie competenze, potesse darsi un obiettivo”, ha aggiunto Prodi sottolineando a sua volta l’importanza del Museo dell’emigrazione. “Resto positiva rispetto al ruolo delle associazioni e alla maturità raggiunta dalle nuove migrazioni”, ha sottolineato Prodi.
Fra gli altri interventi segnaliamo quello di Pietro Lunetto (portavoce FAIM) che ha ricordato come convenzionalmente ancora parliamo di ‘nuova emigrazione’ benché il fenomeno sia ormai partito a pieno ritmo tra il 2008 e il 2010. “Quella di oggi potremmo chiamarla ‘emigrazione nuovissima’: un’emigrazione che non si è fermata neanche durante i mesi del lockdown e come ci ha confermato l’Istat o flussi sono continuati. Parliamo di una platea enorme di cui le istituzioni italiane a diversi livelli continuano ad interessarsi molto poco”, ha spiegato Lunetto sottolineando che la maggioranza di chi lascia l’Italia va via dalla precarietà e da situazioni sociali insostenibili. “Le emigrazioni di per sé non sono un problema, se generano arricchimento reciproco, ma lo diventano quando invece si desertificano i territori o quando diventano l’ultima spiaggia per sopravvivere”, ha evidenziato Lunetto parlando di un necessario supporto per facilitare l’integrazione nel nuovo Paese attraverso meccanismi di informazione. (Inform)