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Al via la nuova serie della rivista “Affari Sociali Internazionali”

EDITORIA
Al via la nuova serie della rivista “Affari Sociali Internazionali”
La pubblicazione, che verrà presentata domani a Roma, sarà curata dal Centro Studi e Ricerche IDOS
ROMA – Dopo cinque anni d’interruzione (l’ultimo numero uscì nel 2008), rivede la luce la rivista Affari Sociali Internazionali – Nuova serie ad opera del Centro Studi e Ricerche IDOS.
Il trimestrale, la cui redazione era affidata al Ministero degli Affari Esteri – Direzione Generale degli italiani all’Estero e delle Politiche Migratorie, fu fondato nel 1973 ed edito da Franco Angeli. Presidente del Comitato promotore fu l’allora ministro degli esteri Giuseppe Medici, che l’accreditava nella sua presentazione come “un punto di incontro tra l’indagine scientifica e la verifica operativa, tra il mondo della cultura e quello della pratica amministrativa”, attenta ai “problemi sociali del nostro Paese, considerati nelle loro premesse storiche e nelle loro prospettive internazionali”. A sua volta il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, nel messaggio inviato in occasione del suo decimo anniversario, ne lodava l’attenzione ai problemi internazionali e alla tutela degli emigrati italiani.
Gli illustri nomi del mondo politico, diplomatico, scientifico e sociale del gruppo promotore non sono serviti ad evitarne la chiusura nel 2008, direttore l’ambasciatore Alberto Ramasso Valacca (dal 2003) e segretario di redazione Umberto Lanteri (dal 1984).
Il n. 1-2/2013 di Affari Sociali Internazionali, che verrà presentato domani a Roma, sarà dedicato all’immigrazione asiatica in Italia. La pubblicazione, che sottolinea il collegamento tra questa presenza e il nuovo epicentro dell’economia mondiale si sofferma sulla fisionomia delle principali collettività asiatiche (Cina, Filippine, Bangladesh, India, Pakistan, Sri Lanka), sui loro problemi e sulle rispettive prospettive, con specifico riferimento anche ai flussi di rimesse e all’impatto esercitato sui paesi d’origine. A promuovere la ricerca è stata la società di money transfer “MoneyGram”, che ha inteso così mostrare come un operatore finanziario possa farsi carico anche degli aspetti socio-culturali del fenomeno migratorio. (Inform)
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