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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Senato un incontro sui nuovi Comites promosso dal gruppo “Europeisti”

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

(fonte immagine Senato)

ROMA – Si è tenuto nei giorni scorsi in Senato l’incontro sui nuovi Comites promosso dal gruppo degli Europeisti, guidato dal senatore Raffaele Fantetti (Misto) che  ha espresso soddisfazione per l’arrivo di questi nuovi Comites dopo un lavoro intenso di preparazione alle elezioni del dicembre scorso. “I Comites sono la struttura di base elettiva e democratica nella rappresentanza degli italiani all’estero”, ha commentato Fantetti ricordando ad esempio come gli stessi francesi abbiano ‘copiato’ da noi l’architrave istituzionale della rappresentanza delle istanze per i cittadini residenti all’estero. Come ha precisato lo stesso Fantetti, gran parte degli iscritti Aire si trovano in Europa contrariamente a quanto si crede nell’immaginario collettivo: pertanto è sbagliato pensare all’italiano all’estero come a un qualcosa di lontano e distante. Nel suo intervento Luigi Maria Vignali (Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci)  ha sottolineato come i Comites invitati alla conferenza siano fra i più virtuosi in Europa in quanto a progettualità. “E’ importante che i Comitati possano comunicare con gli italiani e dimostrare sempre il loro valore aggiunto anche in iniziative concrete e l’esempio più importante c’è stato durante la pandemia con la creazione di reti di sostegno in favore dei nostri connazionali”, ha spiegato Vignali parlando anche della valorizzazione della nuova mobilità italiana e il raccordo con la vecchia emigrazione. “Altro punto importante è nei progetti dei Comites di valorizzazione dell’emigrazione storica con un taglio particolarmente innovativo. Un altro tema che tratteremo nei prossimi anni è quello del turismo di ritorno incluso nel PNRR che ha stanziato importanti fondi per favorire questo turismo di italo-discendenti verso l’Italia”, ha precisato Vignali che ha altresì ricordando reti importanti createsi nel tempo come il coordinamento tra associazioni di professionisti a Parigi. “Tutto questo ha come filo conduttore la progettualità ovvero il Comites non è un riconoscimento onorario ma è un impegno a creare progetti. Noi siamo disponibili a finanziare progetti interessanti e innovativi e non esitate a contattarci e a proporli”, ha evidenziato Vignali invitando allo stesso tempo a rispettare l’iter burocratico e amministrativo proprio dell’attività di un Comites. Vignali ha anche segnalato il prossimo appuntamento del rinnovo del Cgie: il Maeci sta verificando la data più opportuna per il rinnovo, la scadenza massima è comunque il 23 aprile, ma  la data più probabile è quella del 9-10 aprile nella settimana antecedente la Pasqua. Benedetta Dentamaro (Vicepresidente del Comites di Bruxelles) ha auspicato un maggior rapporto con le istituzioni regionali e locali in Italia per far conoscere il sistema dei Comites e informare meglio sull’Aire i cittadini che volessero trasferirsi. Un altro punto da evidenziare è l’idea di coinvolgere i profili più esperti tra gli italiani all’estero nei progetti per il PNRR. Oleg Sisi (Presidente del Comites di Parigi) ha raccontato la composizione di questo Comites che è trasversalmente rappresentativo tanto del mondo associazionistico della vecchia migrazione quanto di quello più recente; quindi anche la nuova mobilità professionale. “Ci sono competenze diversificate e complementari tra loro”, ha sottolineato Sisi rinnovando l’appello ad un rapporto più stretto con le consulte regionali. Maurizio Sauli (Presidente del Comites di Budapest) ha lanciato l’idea di una piattaforma per condividere le buone prassi o le migliori progettualità in modo che tutti i Comites possano farne tesoro. Il deputato Massimo Ungaro (IV- ripartizione Europa) ha ricordato il problema dei ritardi nei rinnovi dei Comites registratisi nell’arco dell’ultimo quindicennio. “Comites che non vengono rinnovati si svalutano e perdono la loro forza. Sono dunque contento di questo rinnovo anche se c’è stata una bassa partecipazione. Alla Camera è vi è una proposta di legge per una riforma della legge sui Comites”, ha ricordato Ungaro evidenziando come, al di là delle divisioni partitiche, il gruppo degli eletti all’estero lavori in modo trasversale per il bene comune dei connazionali che vivono sparsi nel mondo. “E’ molto importante insistere sui servizi consolari, sapete bene che negli ultimi venti anni le unità consolari sono diminuite mentre la popolazione all’estero è aumentata”, ha aggiunto Ungaro ricordando anche l’iter già avviato da tempo per la costituzione di una Commissione Bicamerale dedicata alle questioni degli italiani all’estero quale supporto integrativo in vista della riduzione dei parlamentari introdotta dalla recente riforma costituzionale, passata dopo essere stata sottoposta a referendum. Alessandra Belcastro (Presidente del Comites di Berna) ha ricordato come la Svizzera, pur così piccola, abbia diversi Comites che potrebbero dare vita a progettualità importanti e condivise. “Speriamo di poter portare avanti progetti che abbiamo un valore aggiunto. I Comites sono però poco conosciuti e c’è stata una bassa partecipazione al voto: uno degli ambiti sui quali vogliamo agire è quello di creare delle attività a supporto della popolarità del Comites”, ha spiegato Belcastro sottolineando l’importanza dell’uso di ogni mezzo di comunicazione disponibile. Alessandro Gaglione (Presidente del Comites di Londra) ha ricordato come quello di Londra sia uno dei tre Comites del Regno Unito insieme a Manchester ed Edimburgo. “E’ un Comites particolare che, per composizione, ha un giusto bilanciamento tra membri al secondo mandato, con un bagaglio di esperienza, e componenti al primo mandato con tanta voglia di fare. Operiamo in un territorio con una comunità numerosa di oltre 450mila italiani registrati all’Aire, ma sappiamo tutti che i numeri sono sicuramente più alti e quindi parliamo di una comunità ovviamente variegata. Londra è una meta per tante persone in età lavorativa”, ha spiegato Gaglione evidenziando la presenza di comunità miste: ad esempio quella italo-bengalese o quella italo-brasiliana. Laura Sajeva (Vicepresidente del Comites di Berlino) ha parlato a sua volta di un Comites eclettico con competenze che spaziano dal mondo associativo a quello imprenditoriale e quindi persone profondamente radicate all’interno della comunità italiana. “Tra i temi principali del nostro programma abbiamo il sostegno alle strutture di assistenza, la promozione delle pari opportunità, l’inclusione delle persone diversamente abili e la promozione di cultura e memoria. Uno degli obiettivi sono le nuove generazioni proprio perché chi si trasferisce oggi ha esigenze diverse rispetto al passato”, ha spiegato Sajeva evidenziando l’idea di dare continuità a un ciclo di incontri formativi dal titolo ‘Benvenuti a Berlino’ e già avviato durante la precedente consiliatura. La deputata Elisa Siragusa (Gruppo Misto- ripartizione Europa) ha ricordato come un organo che passa molti anni senza rinnovarsi perda anche di credibilità. “Una delle proposte è istituire una conferenza dei presidenti Intercomites che andrebbe a risolvere la mancanza di rappresentanza che sta vivendo il CGIE che è assente in alcune aree. Un altro problema è la poca conoscenza che si ha dei Comites o di quale sia il loro valore aggiunto. Non c’è una soluzione ma sicuramente c’è un lavoro che si può fare nel tempo”, ha spiegato Siragusa sottolineando come la Bicamerale porterebbe trattare in modo trasversale le questioni degli italiani all’estero nel Parlamento. “E’ un peccato che non riesca a vedere la luce”, ha lamentato Siragusa sottolineando come ci sia ormai meno di un anno per tentare di portare  a compimento questo progetto. La deputata Angela Schirò (PD- ripartizione Europa) ha ricordato come il sistema della rappresentanza degli italiani all’estero non stia vivendo un buon momento ed è quindi indispensabile un maggior dialogo tra sue componenti per un rilancio. “La rappresentanza parlamentare sarà ridotta di un terzo e se già adesso la nostra forza è poca, in seguito sarà ancora meno. La partecipazione elettorale ai Comites è stata poi molto bassa”, ha lamentato Schirò attribuendo questo dato a ostacoli di tipo procedurale  che hanno contribuito a restringere la platea elettorale oltre a questioni di disaffezione rispetto al voto. “Bisogna selezionare bene gli obiettivi al fine di richiamare l’attenzione del Governo per trovare soluzioni”, ha puntualizzato Schirò parlando di priorità riguardo alla soluzione dei problemi dei servizi consolari. Dopo il saluto del deputato Simone Billi (Lega – ripartizione Estero) che ha rinnovato la sua disponibilità a  collaborare con tutti nell’interesse delle comunità italiane all’estero, Margherita Salucci (Segretario del Comites dell’Austria) ha evidenziato il numero di cittadini italiani residenti in Austria che è 43mila (dei quali il 35% a Vienna): “un numero forse di poca importanza rispetto ad altri Paesi ma importante per noi perché evidenzia una crescita del 6% rispetto al 2020”, ha spiegato Salucci indicando le ragioni di questi numeri con la vicinanza geografica all’Italia ma soprattutto con la qualità della vita di una città come Vienna è da oltre dieci anni la città in cui si vive meglio al mondo, oltre naturalmente alle politiche austriache a sostegno delle famiglie e più in generale al welfare. Il presidente del Comites di Oslo Elisabetta Cassina ha parlato di continuità tra primo e secondo mandato perché attualmente ci sono diversi membri provenienti dalla precedente consiliatura. Sulla costituzione in forma giuridica è stato evidenziato come non bastino delle semplici linee guida generali per tutti perché tutto poi dipende dalle normative locali che variano da un Paese all’altro. Il Comites di Oslo ha investito molto nella comunicazione digitale e in progetti culturali e di ricerca. Silvia Rosato (Presidente del Comites della Polonia) ha parlato di diversi problemi da affrontare come la bassa iscrizione Aire. Tornando a sua volta sulla questione della forma giuridica, Rosato ha spiegato che “pur non esistendo una forma giuridica univoca è importante arrivare a una costituzione che permetta di attingere anche ai finanziamenti europei per essere auto-sostenibili ed essere in grado di auto-finanziarci”.  (Simone Sperduto/Inform)

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