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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Quirinale la cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con il Corpo diplomatico, Mattarella: Il ristabilimento di una pace giusta è l’obiettivo a cui dobbiamo lavorare, le diplomazie di tutti i Paesi sono chiamate a un impegno comune

QUIRINALE

(Fonte immagine Presidenza della Repubblica)

ROMA – Si è svolta, al Palazzo del Quirinale, la tradizionale cerimonia dello scambio degli auguri di Natale e di fine anno tra il Corpo Diplomatico e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dopo l’indirizzo di saluto augurale del Decano del Corpo Diplomatico-Nunzio Apostolico, Mons. Emil Paul Tscherrig, il Presidente Mattarella, in videocollegamento, ha rivolto un discorso ai Capi delle Missioni Diplomatiche accreditati presso la Repubblica Italiana.

Alla cerimonia, nel Salone dei Corazzieri, hanno partecipato il Ministro Antonio Tajani, il Vice Ministro e i Sottosegretari del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

“Un anno fa, in questa stessa circostanza, – ha ricordato Mattarella nel suo intervento – ci auguravamo un futuro migliore dopo le sofferenze causate in ogni Continente dalla pandemia.

Mai avremmo pensato di dover assistere, pochi mesi dopo, all’immane disastro causato dalla guerra di aggressione scatenata dalla Russia contro l’Ucraina. Un’aggressione che ha fatto ripiombare l’Europa in un incubo che eravamo certi fosse destinato a rimanere nelle pagine più buie della nostra storia. Mai avremmo pensato che quell’incubo potesse ripresentarsi”.

“Un anno addietro, con la pandemia, – ha continuato il Capo dello Stato – ci dicevamo l’un l’altro che nessuno poteva sentirsi al sicuro finché tutti, ovunque nel mondo, non fossero stati al sicuro dalla malattia. Oggi purtroppo dobbiamo constatare come lo stesso assioma valga anche per quanto sta avvenendo in Ucraina. In un mondo sempre più interconnesso, le sofferenze inflitte dalla guerra non stanno colpendo soltanto l’Ucraina. In ogni angolo del mondo cittadini di Paesi diversi e lontani tra loro, soffrono per le ripercussioni del brutale attacco russo. L’insicurezza alimentare, le difficoltà di approvvigionamenti energetici, la crescita esponenziale dei prezzi colpiscono in maniera indiscriminata tutti i continenti, e ovunque le fasce più deboli sono le prime a pagare il prezzo”.

“Oggi – ha proseguito Mattarella – la comunità internazionale, noi tutti, dobbiamo prenderci cura della democrazia, difenderne con vigore quei valori e ideali che rappresentano la condizione indispensabile perché tutti possano godere dei diritti umani fondamentali.

Come possiamo accudire le nostre democrazie? Come possiamo lavorare per una pace giusta?

La comunità internazionale dispone degli strumenti per assolvere questo compito, ed è necessario che i Governi ripongano fiducia in quelle organizzazioni, a cominciare dalle Nazioni Unite, che nacquero proprio per rispondere all’esigenza di salvaguardare pace e democrazia.

Serve una governance globale e un rilancio urgente di un multilateralismo efficace che contribuisca allo sviluppo di un ordine mondiale, imperniato sulle Nazioni Unite e portatore di pace e di giustizia, basato su istituzioni rappresentative, democratiche, trasparenti, responsabili, efficienti. In una fase di forte compressione dei diritti umani e dei valori democratici, il loro rafforzamento deve essere parte integrante di questo nuovo slancio. Non dobbiamo consentire che l’affanno delle crisi contingenti ci distragga dall’azione di riforma del sistema multilaterale e delle sue istituzioni; non dobbiamo rinunciare a rafforzare un ordinamento internazionale che sia capace, alla prova dei fatti, di garantire certezza del diritto, rispetto dei diritti umani, soluzione pacifica delle controversie. Dobbiamo avere la visione e la determinazione per modellare strumenti in cui tutti gli Stati possano rispecchiarsi e riporre fiducia. Attraverso questi strumenti dobbiamo agire per creare le condizioni perché i nostri giovani possano tornare a guardare con fiducia al futuro, di cui saranno i protagonisti”.

“Dobbiamo agire – ha rilevato il Capo dello Stato – per mitigare subito le conseguenze prodotte dalla guerra. Penso all’improvvisa interruzione delle esportazioni di beni alimentari e al conseguente incremento dei prezzi che hanno inasprito una crisi alimentare senza precedenti. L’Italia sta dedicando sforzi e risorse per lenire questa crisi degli approvvigionamenti, pensando a soluzioni innovative, sostenibili, in grado di produrre ricchezza per le popolazioni locali. Lavoriamo con i nostri partner e con FAO, IFAD e PAM che insieme costituiscono il polo alimentare delle Nazioni Unite, che siamo fieri di ospitare in Italia. Ugualmente catastrofiche sono la crisi energetica e le sue conseguenze non soltanto immediate ma anche a lungo termine.

Mentre ripensiamo alle scelte in materia di approvvigionamenti, non dobbiamo dimenticare gli impegni, anche per le future generazioni, per una transizione pulita, soluzione duratura e sostenibile, mezzo indispensabile per la lotta al riscaldamento del pianeta. Le energie rinnovabili significano sicurezza e autonomia nonché convenienza economica, creazione di valore e occupazione”. “Penso infine – ha aggiunto Mattarella – ai flussi migratori che stanno attraversando una forte intensificazione quale diretta conseguenza dell’insicurezza alimentare e dell’instabilità prodotte dalla guerra. Un fenomeno con caratteristiche complesse, che non ci devono però far dimenticare che il primo irrinunciabile obiettivo della comunità internazionale deve essere quello della tutela dei diritti dei migranti. Se ricordassimo, che dietro i numeri che freddamente vengono enunciati nelle statistiche sui migranti, ci sono bambini, donne, famiglie, sarebbe più semplice credo farci guidare soprattutto dal principio di realtà e di solidarietà nell’individuare soluzioni in grado di governare, collettivamente, questo fenomeno. Per l’Italia tutte queste sfide vanno affrontate innanzitutto con i nostri partner transatlantici ed in seno all’Unione Europea, che nasce come unione di democrazie che, riconquistata la libertà, si impegnavano a tutelare la reciproca indipendenza e ad unire le forze per promuovere una ricostruzione rapida a beneficio comune”.

“L’Unione Europea -ha poi evidenziato Mattarella – deve rimanere al passo con i tempi. I grandi cambiamenti e le sfide di questi ultimi anni impongono a tutti noi un’assunzione di responsabilità.

Questo è il messaggio che è emerso lo scorso maggio dai lavori della Conferenza sul Futuro dell’Europa. Le proposte della Conferenza, frutto dell’interazione tra le istituzioni europee e i rappresentanti dei cittadini, indicano un percorso chiaro di riforma. Nel riformare se stessa l’Unione non deve correre però il pericolo di guardare solo all’interno dei propri confini, ma deve continuare a mantenere viva la vocazione al dialogo e alla solidarietà, alla cooperazione con gli altri Paesi: l’Unione Europea può e deve porsi come partner affidabile e fornitore di sicurezza responsabile a livello globale. Prosperità, stabilità e sicurezza non sono soltanto valori da garantire, ma interessi strategici da difendere. L’aggressione russa in Ucraina ha ulteriormente posto in evidenzia la continuità geopolitica e la strategica rilevanza dei rapporti di Italia ed Europa con il Mediterraneo allargato e con l’intero Continente africano, su cui con particolare gravità si stanno ripercuotendo gli effetti del conflitto russo-ucraino”.

Il Capo dello Stato ha inoltre ricordato l’VIII edizione della conferenza internazionale Rome Med Dialogues, sottolineando come questa abbia confermato “la concreta attenzione con cui l’Italia guarda ad una regione, quella del Mediterraneo allargato, a cui ci legano storia e collocazione geografica, sfide ed opportunità. I fattori di interdipendenza che attraversano questo asse geopolitico fino a comprendere l’intero continente africano, ci uniscono in un destino comune e ci chiamano a costruire assieme un futuro condiviso. Un futuro che ci richiede di lavorare adesso insieme e con intraprendenza per la pace e la stabilità e per la promozione di una crescita sostenibile e resiliente. Abbiamo visto che quando la comunità internazionale si muove con comunione d’intenti i risultati diventano possibili; ne abbiamo avuto l’esempio con il positivo avvio, grazie al ruolo di mediazione dell’Unione Africana, del percorso di pacificazione del Corno d’Africa”. Per Mattarella la stessa riflessione va fatta per i Balcani “una regione fortemente colpita dalle conseguenze della guerra in Ucraina. Condividiamo con questa regione – ha aggiunto- le stesse sfide, dalla crisi energetica a quella migratoria. L’Italia ha sempre sostenuto nell’ambito dell’Unione Europea il percorso di allargamento. Oggi è più che mai cruciale offrire risposte concrete a questi Paesi che da molti anni oramai guardano alla prospettiva europea come alla migliore risposta possibile per il loro futuro”.

“Secondo gli ultimi dati posti a disposizione dall’UNICEF, – ha ricordato il Presidente della Repubblica – oggi ci sono più bambini che hanno bisogno di assistenza umanitaria che in qualsiasi altro momento della storia recente. Assistiamo ad una sovrapposizione di fattori di rischio senza precedenti: i conflitti, l’insicurezza alimentare che aumenta i tassi di malnutrizione, le carestie causate dal cambiamento climatico, la recrudescenza di epidemie, tra cui il colera e il morbillo, rappresentano un pericolo ulteriore per i bambini. Sono più di 400 milioni i bambini che vivono in area di crisi, almeno 36 milioni sono sfollati e la metà dei bambini del mondo vive in condizioni di vulnerabilità. L’Italia, – ha concluso Mattarella – attraverso l’azione della cooperazione allo sviluppo, non dimentica queste drammatiche emergenze; l’attenzione dedicata ai nuovi teatri di crisi non è avvenuta a discapito della nostra azione in altri contesti, nei quali continuiamo ad agire per fornire prima assistenza alle persone più vulnerabili e per favorire dinamiche durature di sviluppo condiviso. Perché se è vero che con la guerra non può esserci sviluppo, è altrettanto vero che senza sviluppo non possono esservi stabilità e pace.

Il ristabilimento di una pace giusta è il mio auspicio per il futuro perché solo attraverso la pace l’umanità potrà guardare al suo progresso. A questo obiettivo dobbiamo lavorare tutti, le diplomazie di tutti i Paesi sono chiamate a un impegno comune”. (Inform)

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