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Al Parlamento europeo la votazione sul regolamento per l’approvvigionamento responsabile dei minerali

SVILUPPO SOSTENIBILE

Focsiv, Cidse e vescovi della Chiesa cattolica chiedono vincoli più stringenti sui “minerali dei conflitti”

 

ROMA – La Focsiv segnala l’avvicinarsi della votazione al Parlamento europeo del regolamento relativo all’approvvigionamento responsabile dei minerali, denominato regolamento sui “minerali dei conflitti”, occasione cruciale per migliorare il progetto di legge votato in aprile alla Commissione per il Commercio internazionale (Inta). Un progetto di legge che nella nota diffusa dalla Focsiv in proposito viene definito “debole” e “non sufficiente a fermare la sofferenza e la violenza legate all’estrazione di risorse naturali in molti Paesi in conflitto” in quanto “non impedirà che le risorse naturali estratte attraverso pratiche abusive possano entrare nei computer portatili, telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici venduti da aziende europee e utilizzati dai cittadini europei”.

“Il regolamento, nella versione votata dalla commissione Inta, non cambierà le cose nel mio Paese – afferma il vescovo congolese Fridolin Ambongo, presidente della Commissione episcopale per le risorse naturali e tra i firmatari di una dichiarazione dei vescovi sul tema – perché si applica solo a 20 fonderie europee mentre ce ne sono 320 in tutto il mondo. Come tutti sanno, la maggior parte dei minerali in questione passa attraverso il Sud-Est asiatico, dove essi vengono lavorati prima di essere importati nell’UE. Affinché il regolamento possa essere efficace – rileva Ambongo, – l’Unione europea dovrebbe esigere che le imprese che immettono minerali nel mercato europeo, sia in forma grezza o come parte di prodotti, siano tenute per legge ad approvvigionarsi in modo responsabile”.

140 vescovi della Chiesa cattolica provenienti da 38 paesi di 5 continenti hanno firmato una dichiarazione, coordinata da Cidse – un’alleanza internazionale di agenzie di sviluppo cattoliche – e che continua a raccogliere consensi in Europa e nel mondo in cui si chiede un regolamento inclusivo e vincolante in grado di spezzare il legame tra sfruttamento delle risorse naturali e conflitti. Il disegno di legge votato dalla commissione Inta però viene meno alle richieste contenute nella dichiarazione su un “sistema di dovuta diligenza obbligatorio” insieme a “responsabilità condivise da parte delle imprese lungo l’intera filiera produttiva” che garantisca il rispetto dei diritti umani e sulla “coerenza nella gamma di risorse naturali coperte” che includa tutte le risorse naturali che alimentano tali violazioni. Il disegno parla infatti di un sistema principalmente volontario, limitando il requisito obbligatorio esclusivamente a un piccolo numero d’imprese, e cita tra le risorse naturali solo stagno, tantalio, tungsteno e oro.

Mons. Ambongo ha sottolineato come il voto della sessione plenaria del Parlamento europeo “dovrebbe essere l’occasione per riflettere la coscienza del popolo Europeo e dare garanzie alle persone che si trovano alle due estremità delle odierne catene produttive globali”. Focsiv e Cidse hanno anche criticato l’attuale proposta di legge sui minerali dei conflitti in una dichiarazione congiunta della società civile.

La proposta di regolamento verrà ora sottoposta alla plenaria del Parlamento europeo in una data tra il 18 e 21 maggio. In vista del voto in plenaria, Focvis insieme a Cidse e altre organizzazioni stanno prendendo contatto con gli europarlamentari affinché la voce dei cittadini e dei vescovi sia presa in considerazione. (Inform)

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