direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al MAXXI gli Stati Generali della lingua italiana nel mondo, gli interventi dei ministri Tajani e Valditara, del Presidente della Dante Riccardi e del Direttore Generale del Maeci Alessandro De Pedys

FARNESINA

 

ROMA – Si sono tenuti al MAXXI di Roma gli Stati Generali della lingua italiana nel mondo, indetti dal MAECI, considerati come il principale appuntamento sulla promozione della lingua italiana nel mondo. L’evento ha rappresentato un momento di riflessione tra le istituzioni e la società civile per la costituzione di una “Comunità dell’italofonia” in occasione della prossima Conferenza Internazionale dell’Italofonia.  Il Presidente della Fondazione MAXXI, Maria Emanuela Bruni, ha aperto i lavori precisando anzitutto ciò che rappresenta la lingua italiana in senso identitario: “è una delle espressioni più profonde della nostra identità, è ciò che ci precede e ciò che ci definisce come una radice che nutre”. Bruni ha evidenziato che la lingua connota la nostra cultura: “la lingua non è mai solo una parola, è un segno e un’immagine”, ha aggiunto ricordando che proprio attraverso la lingua l’Italia si racconta al mondo. Una studentessa ha quindi dato lettura al messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La lingua, prima ancora di essere un veicolo di comunicazione, si identifica con un universo di sapere ricchissimo”, ha spiegato Mattarella invitando a continuare ad alimentare quella curiosità culturale che è alla base della diffusione dell’italiano nel mondo. “Nelle visite all’estero ho sempre constatato quanto interesse ci fosse per la nostra lingua: una testimonianza che ho raccolto non solo nei Paesi dove risiedono comunità italiane e di italo-discendenti”, ha evidenziato Mattarella definendo questo incontro come momento importante anche in vista della Conferenza internazionale dell’italofonia che si terrà a Roma nel prossimo autunno. Sono seguite testimonianze di studenti stranieri di lingua italiana del Collegio del Mondo Unito di Duino: “l’Italia è una seconda casa e mi ha accolto calorosamente”, ha espresso ad esempio una ragazza afghana che è salita sul palco insieme ad altri quattro studenti: un israeliano, un palestinese, un russo e un’ucraina. Ha poi preso la parola il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha fatto eco ai messaggi di speranza e pace giunti dalla presenza di questi studenti appartenenti anche a nazioni tuttora in conflitto. “Quello dell’Italia è un messaggio di pace: quando ascoltiamo questi ragazzi che parlano di pace e non di odio vuol dire che la pace si può costruire e si deve raggiungere. Certo, deve essere una pace giusta ma questo deve essere il nostro obiettivo”, ha spiegato Tajani definendo la lingua italiana un ponte di pace. “Abbiamo il dovere di difendere l’italiano”, ha aggiunto Tajani invitando gli studenti, anche italiani, a parlarlo correttamente. Il Ministro poi ha ricordato che l’italiano è lingua ufficiale anche in Paesi come Svizzera, San Marino, Vaticano, Slovenia e Croazia. “Nella prossima Conferenza Internazionale dell’Italofonia vogliamo coinvolgere anche tutti quei Paesi che hanno una tradizione di italofonia: gli italofoni nel mondo sono circa 80 milioni”, ha ricordato Tajani rendendo omaggio al padre della lingua italiana ossia Dante Alighieri e allo stesso tempo parlando dell’italiano come di un veicolo anche per la promozione del Made in Italy. Il Ministro ha poi segnalato come l’italiano abbia influenzato anche il modo di parlare di alcune comunità ispanofone, lì dove sono più presenti storicamente le comunità italiane: ovviamente il riferimento non poteva non andare all’America Latina. Tajani ha  poi segnalato la forzatura eccessiva che si vede nell’uso di termini inglesi al posto di espressioni equivalenti in italiano che, tra l’altro, hanno spesso anche sfumature più ampie e raffinate. A seguire è intervenuto il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha parlato dell’idea della costituzione di una comunità globale dell’italofonia. “La promozione della lingua e della cultura italiane sono uno strumento chiave per diffondere i nostri valori e per diffondere il nostro saper fare e le eccellenze italiane”, ha spiegato Valditara parlando di strumenti per far crescere l’economia e più in generale la nazione. Il Ministro ha poi espresso soddisfazione per l’aumento di sezioni di lingua italiana nelle scuole straniere. “C’è necessità di espandere le scuole italiane all’estero”, ha aggiunto Valditara sottolineando che sempre più giovani sembrano essere appassionati alla nostra lingua e che il nostro è uno stile di vita che affascina. “Pensiamo a quello che ha rappresentato la cultura latina nel mondo o la storia di Roma e la civiltà cristiana”, ha precisato il Ministro suggerendo di tornare a un rapporto più stretto con il nostro passato. Dal canto suo il Presidente della Dante Alighieri, Andrea Riccardi, si è soffermato sul tema dell’italofonia considerato un punto importante per far avanzare l’orgoglio della lingua italiana. “Non siamo ingenui: sappiamo che la lingua italiana non è imperiale come quella di Spagna, Francia, Gran Bretagna e Portogallo ma non è neanche una lingua provinciale. Provinciale è l’atteggiamento rinunciatario verso la lingua”, ha spiegato Riccardi parlando di una lingua farcita delle parole di Dante e della Divina Commedia. “La patria non è tutta dentro i confini materiali dello Stato”, ha aggiunto Riccardi citando una frase di Carducci o meglio un concetto fondamentale per l’italofonia attuale che si nutre tra l’altro di una crescente simpatia nel mondo per il nostro idioma. Riccardi ha dunque evidenziato che l’italiano non è solo una lingua di uso interno ma attrae anche scrittori non italiani. Secondo il Presidente della Dante Alighieri l’italofonia è una rete che tiene insieme mondi diversi: riesce a farlo in “un mondo che, nella vertigine della globalizzazione, ha superato tante frontiere ma ne ha create di nuove”.

Fra gli altri interventi segnaliamo quello del Direttore Generale per la Diplomazia Pubblica e Cultura Alessandro De Pedys  che ha auspicato la creazione di una vera comunità attorno al concetto di italofonia: un progetto che naturalmente necessita di negoziazione con le controparti estere tramite le ambasciate, i consolati, gli Istituti di Cultura  e la Dante Alighieri. “Sarà un lavoro complesso per non sprecare quanto fatto finora”, ha aggiunto De Pedys sottolineando che dall’Italia ci si aspetta un’offerta culturale in grado di rispecchiare l’interezza del proprio patrimonio.  Allo stesso tempo bisognerà riflettere su quale possa essere il potenziale pubblico nelle diverse aree del mondo, in base anche alle sensibilità locali. Il Direttore Generale ha anche segnalato gli importanti investimenti messi in campo da altri Paesi per la promozione della propria lingua, superiori a quelli posti in essere dall’Italia. De Pedys ha anche sottolineato come questa edizione degli Stati Generali sia da intendere come tappa di avvicinamento alla Conferenza internazionale dell’italofonia quale punto di partenza per la costituzione di una comunità dell’italofonia. Un appuntamento, quello della Conferenza, che in futuro potrebbe ripetersi negli anni e diventare strutturale coinvolgendo realtà estere. Nei prossimi mesi verrà poi definita la struttura della nuova comunità, nonché gli enti partecipanti. (Inform)

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