MOSTRE
PESCARA – Fino a 10-15 anni fa soltanto non erano molti a conoscere il Volto Santo, custodito dai frati cappuccini a Manoppello (Pescara), nell’Italia centrale. Poi alcuni studiosi tedeschi hanno affermato che quel velo finissimo, in cui è impressa una immagine inspiegabile, viva e sofferente, identificabile con la leggendaria Veronica (vera–ikon) un tempo venerata a Roma. Si tratta di una immagine acheropita (non fatta da mani d’uomo) che anche papa Benedetto XVI ha voluto vedere di persona, facendosi pellegrino a Manoppello il primo settembre 2006, in coincidenza con le celebrazioni del cinquecentesimo anniversario dell’arrivo del Velo, secondo tradizione.
Una mostra su questa straordinaria immagine sarà esposta presso il Manhattan Center di New York dal 17 al 19 gennaio nell’ambito di “New Yorker Encounter 2014”, manifestazione diretta ai giovani cattolici americani, con un fitto programma di concerti, incontri, concerti, dibatti e mostre. Tra queste ultime si segnala la mostra “The face of Jesus: from that gaze, the human person is born” (Il Volto di Gesù: da questo sguardo nasce l’io), che ripropone la storia millenaria dell’immagine di Cristo, assumendo a modello di riferimento il Volto Santo di Manoppello (v.http://www.newyorkencounter.
L’edizione in inglese del catalogo della mostra presenta l’introduzione di Sean O’Malley, cardinale di Boston, al quale il rettore del Santuario di Manoppello, p. Carmine Cucinelli, ha rivolto nei giorni scorsi il proprio ringraziamento per la condivisione dei contenuti della mostra, invitandono a recarsi a Manoppello, in occasione di un prossimo viaggio in Italia. O’Malley è l’unico cardinale espressione dell’Ordine dei Cappuccini, lo stesso ordine dei frati di Manoppello.
Negli ultimi cinque anni è crescente l’interesse per il Volto Santo anche negli USA. Si segnala il documentato blog curato da Raynold Frost di San Francisco http://holyfaceofmanoppello.
G.Górny e J. Rosikon, Witnesses to Mystery: Investigations Into Christ’s Relics, Ignatius Press, 2013.
Di taglio diverso il libro della giornalista Linda Stasi del New York Post, che imposta la sua storia con Ie caratteristiche di un giallo tipo Don Brown, alludendo alla sesta stazione della via crucis, che riproduce l’immagine della Veronica: cfr. L. Stasi, The sixth station, Forge Books, 2013. (Antonio Bini – Inform)