direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Comitato per le questioni degli italiani all’estero l’audizione del direttore di Rai World, Piero Corsini

SENATO DELLA REPUBBLICA

L’intervento nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla diffusione di lingua e cultura italiana nel mondo condotta congiuntamente con la VII Commissione. Corsini illustra l’offerta del servizio pubblico radiotelevisivo all’estero, tra sfide, complessità e carenza di risorse. Tra gli interventi quello del presidente del Comitato, Claudio Micheloni e del senatore eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, Francesco Giacobbe

 

ROMA – È proseguita questa mattina con l’audizione del direttore di Rai World, Piero Corsini, l’indagine conoscitiva sulla diffusione di lingua e cultura italiana nel mondo condotta dal Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato congiuntamente alla Commissione Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport.

Introducendo la seduta il presidente del Comitato, Claudio Micheloni, ha segnalato come in questo modo si corrisponda all’intenzione di “allargare l’indagine, considerando non solo i soggetti più tradizionali preposti alla diffusione di lingua e cultura italiana all’estero, ma tutti coloro che hanno interesse alla promozione dell’Italia nel mondo, che non è solo cultura, ma anche economia e informazione”.

Corsini ha ricordato le due aree in cui viene trasmesso il segnale del servizio pubblico radiotelevisivo fuori dai confini nazionali: l’Europa, “in cui vengono proposti contemporaneamente a ciò che vediamo in Italia Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rai Scuola, Rai Storia, Rai News e sostanzialmente tutti canali del digitale terrestre della Rai”; e il resto del mondo, che include il pacchetto dei canali per l’estero costituito da Rai Italia, Rai News – trasmissione in simultanea di ciò che viene trasmesso in Italia – e Rai World Premium – canale di fiction italiane. Per quanto riguarda nello specifico Rai Italia, il direttore ricorda come esso sia un “canale generalista, costruito secondo le indicazioni presenti nella convenzione stipulata con la presidenza del Consiglio dei Ministri”, attualmente in fase di rinnovo. Spazia pertanto da programmi di informazione a fiction, da approfondimenti a trasmissioni di cultura, religione, sport (con la trasmissione in diretta delle partite di serie A), etc. “Il canale, pluralista, è primariamente rivolto a italofoni e ha tre palinsesti diversificati, uno per il continente americano, uno per quello africano e il terzo per l’Asia e Oceania. A partire dal settembre 2013, da quando ho assunto la direzione del canale – spiega Corsini, – la Rai ha disposto un budget per la realizzazione di trasmissioni specificatamente rivolte alle collettività residenti all’estero, programmi quotidiani di 1 ora ciascuno per un totale di 15 ore a settimana – aggiunge il direttore, citando “Community”, “Un giorno nella storia”, “Camera con vista”, “Campus Italia”, “Cara Francesca”, “La giostra dei gol” e “Cristianità”. Sono programmi dedicati al racconto delle collettività emigrate all’estero, alla storia nazionale, alle eccellenze italiane in tutti i settori – paesaggistiche, culturali, economiche o di alta formazione. “Nei noti limiti di budget cerchiamo di offrire un servizio preciso e puntuale – afferma Corsini, consapevole del fatto che vi sia “ancora molto da fare” e definendo questi 3 anni di esperienza una sorta di “start up” del canale, che potrà maturare anche attraverso la fase di riflessione in corso “anche da parte dei nuovi vertici aziendali che – assicura – hanno molto a cuore il tema della proiezione internazionale anche per quella componente di racconto dell’Italia non specificatamente rivolto alle nostre collettività e ai discendenti di italiani all’estero”.

Per vincere la sfida molto conteranno “le risorse in campo”, senza sottovalutare però la “realtà dei mercati”: Corsini ricorda come Paesi come la Cina o l’India mantengano in questo settore molte restrizioni, oppure la difficoltà dei fusi orari, che determina il cambiamento dei palinsesti e che è “parte della complessità del nostro lavoro”. Tra le questioni essenziali anche gli “indicatori di gradimento”, la “percezione complessiva” del canale, sondata dal direttore attraverso il monitoraggio effettuato dal Maeci e con incontri presso le comunità – già effettuati in Canada, Stati Uniti e Canada, presto a Buenos Aires – e che è mutata – sostiene – con il rinnovo del palinsesto: “dopo tanti anni – afferma Corsini – si sente che la Rai ha a cuore il pubblico che risiede all’estero, che ha un’idea editoriale in testa e le comunità si sentono finalmente rispettate”.

Egli segnala in particolare di essere intervenuto per contrastare “l’atteggiamento paternalistico” che spesso viziava il modo di intendere la programmazione per l’estero e per orientare il racconto ad “un’emigrazione trasversale, che include sia la vecchia emigrazione che le nuove mobilità, bandendo però l’idea della fuga dei cervelli, perché il servizio pubblico – rileva – non deve vendere l’idea che l’Italia sia un Paese da cui si deve scappare e perché le nuove generazioni hanno un’idea diversa della globalizzazione”.

Richiama le due aree attorno a cui ruota questa “narrazione dell’Italia”: “prima di tutto la lingua – e ricorda in particolare lo spazio che “Community” riserva proprio alla lingua italiana con gli esperti della Società Dante Alighieri, le produzioni delle Dante sulle cantiche dell’Inferno e del Purgatorio, trasmesse con l’introduzione di uno studioso del sommo poeta e le rubriche culturali della Rai; e le eccellenze italiane, illustrate per esempio nelle 20 ore dedicate alle tratte ferroviarie “secondarie” del nostro Paese, come la Firenze-Ravenna, la Circumvesuviana o la Circumetnea, “pretesti” per segnalare luoghi spesso dimenticati dai circuiti turistici internazionali ma che possono offrire invece un’importante opportunità per il turismo di ritorno. Ancora, la serie dedicata ai centri di eccellenza scientifica, che mostra come l’Italia sia anche “polo di attrazione” da questo punto di vista.

Nel corso del dibattito è intervenuto Francesco Giacobbe (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) che ha rilevato come i punti nodali dell’interesse dedicato a Rai World siano da un lato come essa contribuisca alla diffusione della lingua italiana all’estero – oggetto dell’indagine conoscitiva, – ma anche quello dei contenuti. Su questo secondo aspetto egli segnala di non ritenere attendibili né il monitoraggio del Maeci né gli incontri richiamati dal direttore Corsini, e ribadisce come sia fondamentale “avviare una seria riflessione” che tenga conto della diversificazione dell’utenza (emigrati di vecchia generazione, nuove mobilità, discendenti di italiani emigrati) e del contributo che i connazionali al’estero possono apportare al Paese (sottolinea per esempio come l’esperienza di integrazione delle collettività potrebbe essere di aiuto per meglio comprendere e affrontare l’emergenza migratoria in atto). Una nuova visione della presenza italiana all’estero potrebbe in questo modo rivitalizzare anche la programmazione di Rai World. Giacobbe segnala poi la persistenza di problemi tecnici legati all’orario di programmazione – non sempre fedele a quello annunciato – e ritiene che un rinnovato ruolo sul fronte della promozione di lingua e cultura italiana potrebbe essere svolto stipulando convenzioni con università o scuole di italiano e proponendo così il moltissimo materiale culturale di cui la Rai è in possesso.

Sulle diverse esigenze di un pubblico via via più differenziato si sofferma anche Maria Mussini (Misto) che segnala apprezzamento per la consapevolezza ribadita su questo argomento da Corsini. In particolare Mussini chiede al direttore se sia stata avviata una riflessione per comprendere il profilo delle nuove mobilità e dei prodotti che potrebbero contribuire alla creazione di una comunità virtuale, se vi siano contatti con altri soggetti oltre che la Società Dante Alighieri che lavorano per la didattica dell’italiano, per fornire l’accesso a contenuti più complessi, quali rapporti vi siano con gli Istituti Italiani di Cultura e le istituzioni scolastiche presenti sul territorio e se esista una riflessione su prodotti che potrebbero stimolare la diffusione dell’italiano anche tra i non italofoni. Vito Petrocelli (M5S) chiede informazioni sull’utilizzo di strumenti come i sottotitoli in lingua, mentre Elena Ferrara (Pd) si sofferma sull’importanza di promuovere contenuti come l’opera e la prosa italiana; Mario Dalla Tor (Ap) chiede invece se vi siano trasmissioni realizzate nella lingua dei Paese di diffusione, mentre Pietro Liuzzi (Cor) ribadisce come la Rai debba essere “parte attiva di un sistema che all’unisono miri a far diventare l’Italia una potenza egemonica nel mondo dal punto di vista culturale”, un obiettivo che dovrebbe essere alla nostra portata, vista “la capillare presenza di connazionali all’estero” e che si traduce poi in effetti economici di assoluto rilievo.

Dato il contingentamento dei tempi, Micheloni chiede a Corsini di inviare una risposta scritta alle domande emerse nel corso del dibattito, mentre segnala che con la Rai sia necessario “affrontare problemi più vasti”, che riguardano il ruolo del nostro servizio pubblico radiotelevisivo nel mondo, una visione che si riflette immediatamente nel budget che viene messo a disposizione di Rai World e che è ritenuto ad oggi insufficiente. Per Micheloni, infatti, tutti i problemi emersi nel corso dell’audizione sono reali, ma “se poi guardiamo al budget, a Corsini – rileva – stiamo chiedendo miracoli”.

Proprio per affrontare, anche con i vertici Rai, questi aspetti, il presidente del Comitato annuncia la realizzazione di un evento associato alla proiezione del documentario “Il viaggio dell’altra Italia” prodotto da Rai World, cui potrebbe essere invitata anche la Commissione Lavori pubblici e comunicazione e che potrebbe prevedere una riflessione di merito sul tema. A Corsini Micheloni chiede anche di trasmettere i numeri degli abbonati Rai residenti all’estero, per i diversi continenti e un approfondimento sui rapporti con gli IIC, con l’Agenzia Ice e il Maeci, “al di là del monitoraggio”.

Rispondendo ad alcune delle sollecitazioni emerse, il direttore di Rai World segnala come non sia possibile, per motivi tecnici, fare rilevazioni auditel all’estero, ma ribadisce l’importanza di riscontri e indicazioni avute nelle sue missioni all’estero, cui affianca anche la lettura delle mail dei telespettatori. In fase di esame, infine, la soluzione di problemi tecnici legati allo slittamento di orario – slittamento dovuto, precisa Corsini, al distributore locale, – e per la predisposizione dei sottotitoli. (V. P. – Inform)

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