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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Al Comitato per le questioni degli italiani all’estero l’audizione dei rappresentanti dell’INPS

SENATO DELLA REPUBBLICA

Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riforma dei patronati

A tutt’oggi sono 793.432 le pensioni pagate ai connazionali all’estero residenti in oltre centocinquanta Paesi.

Conte (INPS) :  “La sinergia con i patronati è fondamentale per l’espletamento delle pratiche burocratiche e per l’erogazione della prestazione previdenziale”

Micheloni (Pd) : “Necessario un processo di innovazione volto ad avvicinare i cittadini italiani residenti all’estero alle istituzioni del Paese di origine”

 

ROMA – Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riforma dei Patronati italiani che operano fuori dal territorio nazionale per le comunità italiane residenti all’estero, si è svolta, presso il Comitato del Senato per le questioni degli italiani all’estero, l’audizione dei rappresentanti dell’INPS. Sono stati ascoltati Giuseppe Conte, direttore centrale convenzioni internazionali e comunitarie dell’INPS e Salvatore Ponticelli, direttore centrale vicario convenzioni internazionali e comunitarie del medesimo Istituto. I due funzionari erano accompagnati dalla responsabile ufficio budget  Susanna Thomas.

La seduta è stata aperta dal presidente del Comitato Claudio Micheloni che ha ricordato come pur non essendo previsto alcun collegamento tra l’oggetto dell’indagine conoscitiva e le proposte di tagli al fondo dei patronati previste nel progetto di legge di stabilità, le valutazioni che emergeranno dal dibattito potranno dare utili indicazioni per la seconda lettura al Senato di questo provvedimento economico. Da Micheloni è stata inoltre sottolineata l’importanza dei servizi erogati dai patronati all’estero, in particolar modo per l’espletamento delle pratiche di certificazione di esistenza in vita e di dichiarazione reddituale che i nostri connazionali sono obbligati a presentare per poter riscuotere le loro pensioni. Il presidente ha inoltre chiesto ai dirigenti dell’INPS quale sia il ruolo di controllo dall’Istituto previdenziale nei confronti del lavoro svolto dai patronati all’estero e se l’INPS abbia convenzioni con le associazioni che operano all’estero per conto dei patronati.

Ha quindi preso la parola il dirigente dell’INPS Giuseppe Conte che ha segnalato come a tutt’oggi per i cittadini residenti all’estero vengano pagate 793.432 pensioni in oltre centocinquanta Paesi, in regime di totalizzazione o sulla base di accordi bilaterali siglati dall’Italia. Pensioni che sono erogate mensilmente attraverso un appaltatore internazionale (istituto bancario) con il quale l’INPS ha stipulato un accordo. Conte ha poi ricordato come l’INPS collabori con gli istituti di previdenza sociale di moltissimi altri Stati, soprattutto in Europa, dove avviene quasi la totalità dei pagamenti erogati all’estero e i servizi previdenziali sono ripartiti tra diverse istituzioni. Per quanto riguarda invece i Paesi extra europei Conte ha precisato come il maggior numero di pensioni vengano erogate in Canada, Australia, Stati Uniti e Argentina. Dopo aver ricordato che il progetto EESSI dell’Unione europea volto allo scambio elettronico di informazioni sulla sicurezza sociale attraverso documenti elettronici strutturati non è obbligatorio e non viene pienamente utilizzato dagli Stati membri, Conte ha ricordato che per  accedere all’erogazione della pensione il cittadino residente italiano all’estero, alla stregua di quelli presenti  in Italia,  deve comunicare la sua presente situazione reddituale e dimostrare di essere ancora in vita. Una procedura, quest’ultima , che non si rende necessaria sul territorio nazionale dove è lo Stato rileva i decessi e li comunica a tutto l’apparato burocratico. Un servizio che manca all’estero e costringe pensionati nel mondo  a provare periodicamente la loro esistenza in vita attraverso una certificazione che in ogni Paese viene comprovata da istituzioni appositamente previste. “In questo processo – ha spiegato Conte – si inserisce l’attività dei patronati del lavoro, che in molti Stati svolgono una attività formale di certificazione, mentre in altri si limitano ad istradare gli utenti nell’iter burocratico per la certificazione. Per quanto poi riguarda il modello reddituale denominato RED/EST – ha continuato il dirigente dell’INPS –  questo è stato previsto appositamente dalla legge n. 289/2002 al fine di accertare il reddito degli utenti residenti all’estero. Si tratta di un modello redatto dall’INPS che il titolare deve completare con le informazioni reddituali richiestegli e quindi inoltrare all’ente previdenziale. L’utente può delegare il patronato per espletamento di questa pratica burocratica. Il patronato la trasmette direttamente all’Istituto. Attualmente, – ha aggiunto Conte – visto che l’INPS non dispone di sedi all’estero, la sinergia con i patronati è fondamentale sia  per l’espletamento delle pratiche burocratiche sia per l’erogazione della prestazione previdenziale”. Conte ha concluso il suo intervento segnalando come  con molti paesi extra europei siano in via di definizione accordi volti allo scambio elettronico dei dati relativi ai decessi, intese che, una volta concluse, semplificheranno notevolmente le pratiche relative ai certificati di esistenza in vita.

Ha poi preso la parola il senatore Aldo Di Biagio (PI), eletto nella ripartizione Europa,  che, pur auspicando una situazione in cui l’ente nazionale di previdenza possa agire senza il bisogno di mediazioni e interlocutori tra sé e il cittadino, ha rilevato la necessità di mantenere enti e soggetti che svolgano funzioni di intermediario nei casi in cui  non si riesca a raggiungere i connazionali con servizi adeguati. Dopo la domanda di Carlo Pegorer (Pd), sull’opportunità di prevedere la presenza dei patronati nonostante l’obiettivo dell’INPS sia quello di raggiungere direttamente tutti i pensionati, la senatrice Maria Mussini (Misto – Movx) ha chiesto se alcune delle pratiche in materia previdenziale e di non diretta competenza dell’INPS vengano conteggiate nelle tabelle del Ministero del Lavoro.

In sede di replica Conte ha evidenziato che l’ambizione dell’INPS è quella di ridurre al minimo possibile gli oneri a carico del cittadino ed ha ricordato come al di fuori dell’Unione europea, e in particolar modo in Sud America, la mediazione dei patronati del lavoro, sebbene non  obbligatoria, sia preziosa e quasi indispensabile, visto il livello di diffusione della rete consolare . “Può, quindi, capitare – ha precisato Conte – che i connazionali residenti all’estero debbano rivolgersi ai patronati perché si tratta dell’unico ufficio italiano presente sul territorio”. E’ poi intervenuto il dirigente dell’INPS Salvatore Ponticelli che ha ribadito sia l’esigenza amministrativa e giuridica dell’Istituto previdenziale di determinare il reddito e l’esistenza in vita di un utente, al fine dell’erogazione di una prestazione previdenziale adeguata, sia la difficoltà burocratica nella quale incorrono molti connazionali per produrre tali certificazioni. “I patronati – ha spiegato Ponticelli – si inseriscono in questa distanza tra cittadini e istituzioni svolgendo un lavoro di supervisione e consulenza. Proprio per questo in alcuni Paesi il loro operato viene riconosciuto ufficialmente dalle amministrazioni dello Stato”. Da Ponticelli è stato inoltre segnalato come dal 2014 l’INPS abbia provveduto ad unificare le procedure di certificazione dell’esistenza in vita e dell’accertamento del reddito dei residenti all’estero. Per quanto riguarda infine i controlli  Ponticelli ha ricordato la realizzazione di statistiche periodiche sulle sole pratiche svolte da patronati per l’INPS.

Ha infine ripreso la parola il presidente Micheloni che, dopo aver ricordato l’interesse di altri paesi europei per la peculiarità italiana rappresentata dai patronati, ha auspicato la realizzazione di un processo di innovazione volto ad avvicinare i cittadini italiani residenti all’estero alle istituzioni del Paese di origine. “Per fare ciò – ha precisato Micheloni – è necessario che l’INPS ingrandisca la sua rete informativa, stringendo accordi con le principali istituzioni previdenziali degli altri Paesi”.(Inform)

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