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Afghanistan: il Generale Portolano a colloquio con il Generale US Miller, Comandante della Missione RS e i militari del Contingente

DIFESA

Il Comandante del COI incontra i militari italiani e stranieri impegnati nella Missione Resolute Support

HERAT (Afghanistan) – Si è svolta dal 4 al 7 maggio la visita del Comandante del Comando Operativo di vertice Interforze (COI), Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, ai militari impegnati a Kabul e a Herat nella missione NATO Resolute Support (RS). I trasferimenti verso i teatri operativi sono stati effettuati con assetti dell’Aeronautica Militare, nell’ambito di attività pre-pianificate, un aereo KC 767 e C130 .

Prima tappa della missione è stata la Foward Logistic Air Base di Al Minhad, dove la sera del 4 maggio il Comandante Portolano è stato ricevuto dal Comandante della Base, il Col. (AM) Giampaolo Marchetto. Con lui e il suo staff il COM COI ha visitato la base, che rappresenta un hub fondamentale per la logistica operativa e la movimentazione dei militari da e per i teatri operativi.

Al suo arrivo a Kabul il 5 maggio, è stato accolto dal Generale di Corpo d’Armata Nicola Zanelli, Senior National Representative (IT-SNR), Vicecomandante della Missione RS in Afghanistan e l’Ambasciatore italiano in Afghanistan Vittorio Sandalli. Un pomeriggio intenso e serrato, nel quale il Comandante del COI ha potuto discutere dettagliatamente della situazione attualmente in corso in Afghanistan, confrontandosi con il Generale dell’Esercito US Scott Miller, Comandante della Missione Resolute Support, il Generale Zanelli e l’Ambasciatore Sandalli. Il colloquio ha offerto l’opportunità di chiarire, con estremo realismo, la situazione politica e militare che stanno attualmente affrontando la compagine governativa e le Forze di Sicurezza Governative. È un momento di grande fluidità, in cui l’instabilità sta aumentando, anche per mano del Movimento Talebano (MT).

Dopo la decisione della presidenza americana, di metà aprile, di far rientrare le truppe NATO impegnate in Afghanistan nella missione Resolute Support, la missione della NATO in Afghanistan avviata il 1 gennaio 2015 e che è stata l’evoluzione della International Security Assistance (ISAF), anche il COI , d’intesa con TAAC-W ha rimodulato il proprio piano, s ncronizzandolo con il JFC Brunsum e con quello del Comando di RS a Kabul: il primo maggio 2021 questo rientro è iniziato.

I militari dell’Alleanza stanno iniziando a lasciare l’Afghanistan attraverso un processo ordinato, coordinato e deliberato. Questa è una fase molto delicata per la sicurezza delle nostre truppe e l’attenzione è alta fra tutti i militari impegnati. La sicurezza è una priorità assoluta in ogni fase del rientro e si stanno prendendo tutte le misure necessarie per mitigare possibili rischi al nostro personale.

Dopo Kabul, il Generale Portolano, ha visitato il 6 maggio il Training Advice Assist Command – West (TAAC – W) a Herat, il Comando di RS  nella regione ovest di cui l’Italia è framework nation e nel quale sono schierati, oltre ai militari del contingente italiano, anche militari stranieri di 7 altri Paesi (Albania, Lituania, Romania, Slovenia, Ucraina, Ungheria e Stati Uniti d’America), dislocati all’interno della base Camp Arena.

Il Comandante del COI, accolto al suo arrivo dal Comandante di TAAC – W, il Generale di Brigata Beniamino Vergori, ha incontrato i militari del contingente italiano e a quelli stranieri di TAAC – W. A loro ha voluto esprimere il suo apprezzamento per il lavoro svolto, che li ha impegnati in molteplici attività di formazione, consulenza e assistenza a favore delle Forze Armate e di Polizia  afgane, oltre alle attività di supporto nazionale alle forze e agli assetti schierati.

Il Generale Portolano ha espresso loro la sua gratitudine e quella del Comandante in Capo, il Generale Enzo Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Nel suo discorso ha ricordato le ragioni della presenza dei militari italiani in Afghanistan. In accordo all’art.5 del trattato NATO, nel 2001, dopo l’attacco alle Torri Gemelle negli Stati Uniti d’America, l’Italia come paese dell’Alleanza ha risposto all’appello della NATO e fornito il suo contributo. Ha evidenziato come gli italiani abbiano contribuito a cambiare l’Afghanistan, dapprima con una postura combattente nella International Security Assistance Force (ISAF), poi dal 2015 nella sua naturale evoluzione, funzione delle condizioni operative conseguite, con la missione di Training Advice and Assist, sempre al fianco del popolo Afgano per incrementare ulteriormente le capacità delle Forze di Sicurezza afgane, per l’affermazione di una società più libera e democratica.

Una particolare sottolineatura sui risultati conseguiti dai militari italiani, nell’ambito dell’Alleanza, in Afghanistan in favore del 207° Corpo d’Armata Afghano, ma anche, per quanto fatto dai militari dei Contingenti impegnati nella cooperazione militare e civile (CIMIC),nell’ambito del Provincial Recostruction Team di Herat, a favore del popolo afghano. Loro hanno realizzato progetti a elevato e immediato impatto sulla popolazione afghana  e in favore di una rinnovata condizione femminile e un loro ruolo riconosciuto nella vita civile e istituzionale dell’Afghanistan.

Questi sono stati i temi poi, che il Generale Portolano ha trattato, in un toccante incontro di saluto con tre figure chiave della provincia di Herat e dell’Afghanistan: il Governatore di Herat Sayed Abdul Wahid Qattali, il Comandante del 207° Corpo d’Armata Afgano Generale Abdul Rauf Arghandiwal e la dottoressa Maria Bashir, già Procuratore Generale della Provincia di Herat, figura contestata dai talebani per essere donna e per aver promosso con determinazione il diritti di genere . Queste tre Autorità, ognuna a loro modo hanno voluto condividere le loro preoccupazioni in merito al futuro dell’Afghanistan.

“Siamo impegnati in Afghanistan da 20 anni con i nostri alleati e paesi partner della Nato. Abbiamo svolto un’attività fondamentale nella provincia occidentale di Herat, dove siamo presenti con un nostro contingente da anni. A questa terra e al suo popolo sono affezionato”, ha espresso Portolano ai suoi interlocutori afgani, “Oggi le condizioni richiedono il termine di questa missione militare e il rientro di tutti noi. Lo stiamo facendo emozionati ma consapevoli che l’Afghanistan, come ha già più volte ribadito il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, sarà al centro della nostra attenzione e del nostro lavoro in termini di cooperazione, di collaborazione con le autorità e a livello bilaterale, per rafforzare le istituzioni afgane nel loro complesso”, ha concluso Portolano. (Inform)

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