PIEMONTESI NEL MONDO
TORINO – Mercoledì 11 dicembre a Torino, dove era nato nel 1934, è mancato Gipo Farassino, la Voce del Piemonte per eccellenza. Cantautore, chansonnier dal particolare timbro e capacità narrativa, attore di teatro e di cinema : cantava e raccontava in piemontese e in italiano, spesso con ironia e sottile malinconia, Torino e il Piemonte, l’anima delle periferie, le barriere, la vita e le difficoltà della gente comune, dei lavoratori più umili; nelle armonie e nei versi trasformava la semplicità e l’ordinarietà in poesia.
Attivo fin dagli anni ’60, ebbe risonanza nazionale nel 1968 con la canzone “Avere un amico”; tra i suoi brani più noti e amati “Montagne del me Piemont”, ove si esprimono con forza echi di fraternità, di solidarietà, di impegno civile, valori in cui Farassino ha creduto per tutta la vita.
E che il sindaco di Torino, on. Piero Fassino, ha ben sintetizzato nel messaggio di cordoglio, definendolo “un uomo di cuore e di intelligenza, che ha saputo celebrare la sua terra e dare voce agli accenti più intimi della sua storia”. Dal 2004 al 2005 fu anche Assessore Regionale all’Identità del Piemonte.
Montagne del mè Piemont / che base ‘n front sta mia sità. / Montagne del mè Pais ch’i sghice l’euj al Paradis, / porté lassù ‘nt el cel ij seugn d’en bugia nen, / portè lassù ‘nt el cel ij seugn d’en bugia nen.
Un altro lutto ha colpito, il 23 dicembre, il mondo della tradizione musicale piemontese : ci ha lasciati Mario Piovano, classe 1927, il “re” della fisarmonica popolare piemontese e compositore di indimenticabili brani. Lo ricordiamo con le parole scritte dal prof. Fabio Banchio nel libro “I Grandi Maestri Piemontesi della fisarmonica”, dove dieci pagine raccontano e mostrano in varie fotografie la vita di questo artista, grande amico dell’Associazione Piemontesi nel Mondo : “Mario Piovano incarna l’immagine dell’artista popolare, nel vero senso della parola. E’ un uomo semplice, di media statura, con una passione per la fisarmonica e il canto che traspare immediatamente dal suo viso non appena incomincia a suonare o a parlare dei suoi trascorsi artistici, un moderno menestrello che scrive con pari immediatezza canzoni ispirate alle varie realtà geografiche piemontesi (Campane di Monte Nevoso, Val Varaita, Val Chisone, … solo per citarne alcune) e brani strumentali. Ha una bella voce baritonale, ricorda a memoria i grandi successi della musica internazionale e le canzoni italiane e francesi del Novecento; quando si trova in compagnia di amanti dell’arte e della fisarmonica ricorda con comprensibile orgoglio i suoi trascorsi parigini o le circostanze nelle quali sono nati i suoi successi”.
E il Presidente Colombino, nell’orazione funebre, lo ha ricordato come “Un grande della musica popolare, un fisarmonicista dallo stile personalissimo e ineguagliabile, il più sentimentale poeta della fisarmonica della nostra terra piemontese, un protagonista nel trasmettere agli altri i valori di una civiltà contadina e montanara fondata su princìpi, costumi e tradizioni quasi immutati nel corso dei secoli.
Mario Piovano ha percorso in gioventù le strade del mondo con il suo fascino musicale, testimoniando ovunque con orgoglio le radici della nostra identità culturale e il marchio della sua terra d’origine”.
Val Chisone, io penso a te, o sacra terra dove la / mia mamma dorme in mezzo ai fior. Val Chisone, / terra dei sogni miei, Val Chisone ritornerò da te. (Piemontesi nel Mondo /Inform)