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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Ad Adelfia (Bari) un seminario su comunicazione e violenza verbale organizzato dall’Azione Cattolica

ASSOCIAZIONI

Tra gli interventi previsti anche quello di Francesco De Palo, direttore di “Prima di tutto Italiani”

 

BARI – Francesco De Palo, direttore di “Prima di tutto Italiani”, magazine a cura del Comitato Tricolore Italiani nel Mondo, interverrà domani all’incontro/dibattito promosso ad Adelfia (Ba) dalla locale Azione Cattolica nell’ambito delle Celebrazioni per la 50ma Giornata Mondiale della Pace. Il seminario, organizzato dal presidente dell’Azione Cattolica della parrocchia San Nicola di Bari, Enzo Barile e da Giuseppe Panzarini, presidente di Azione Cattolica della parrocchia Immacolata, con la moderazione affidata al giornalista della Tgr Puglia Enzo Quarto, sarà una riflessione sull’uso della comunicazione e in particolare sui pericoli connessi alla violenza verbale, sempre più diffusa. L’iniziativa prende le mosse anche dal messaggio di Papa Francesco sulla “nonviolenza, stile di una politica per la pace”, con cui il Pontefice ha invitato tutti gli uomini di buona volontà “a prendersi cura gli uni degli altri, in modo disinteressato” e a superare “gli attriti o addirittura i conflitti, non con la forza, ma con il dialogo”. La traccia dell’intervento di De Palo sarà incentrata sulla netta distinzione tra comunicazione e violenza. “L’Azione Cattolica Italiana propone, in questo anno associativo, di confrontarci e riflettere sulle beatitudini evangeliche e la comunicazione, nelle varie espressioni, – osserva De Palo – in una contingenza caratterizzata dalla violenza verbale, mediatica e social in tutti i campi: dalla politica all’immigrazione”. Per il direttore di Prima di tutto Italiani si tratta di “un panorama deleterio e diseducativo, reso ancora più grave dal fatto che moltissime sono le responsabilità dei media che titolano ormai in maniera scurrile e pretestuosa, e di adulti che, sotto falsa identità, fomentano questa violenza verbale sui social network e finanche nelle chat di wats’up”. “L’occasione – conclude – sarà utile per mettere alcuni punti fissi, partendo da quella grande Bibbia sociale che è stata La Repubblica di Platone, interrogandoci su come il cittadino può essere soggetto pensante attivo e non urlatore di professione, e arrivando a maturare una consapevolezza culturale che sia tale. E non mera voglia di parlare e insultare per il macabro gusto di farlo”. (Inform)

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