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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Accordo al vertice a Malta. Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: primo passo concreto per un approccio di vera azione comune europea

MIGRANTI

 

ROMA – Italia, Malta, Francia e Germania, con la presidenza finlandese di turno dell’Ue e la commissione Ue, ieri a Malta hanno trovato sui migranti l’accordo che dovrà ora essere sottoposto agli altri paesi Ue. Tra i punti approvati, quello che prevede la redistribuzione di tutti i richiedenti asilo e non solo di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato.  Sarà previsto un meccanismo di rotazione volontaria dei porti di sbarco. Tuttavia  i porti principali rimarranno i più vicini: quelli italiani e di Malta. I paesi europei potranno aderire all’intesa su base volontaria, ma per quelli che non aderiranno potrebbero essere previste delle sanzioni. I migranti saranno redistribuiti nei diversi paesi europei nel giro di quattro settimane dall’approdo, superando il principio di paese di primo ingresso previsto dal regolamento di Dublino. Per ora non sono stabilite quote di ricollocamento, che dipenderanno da quanti paesi aderiranno all’intesa. L’accordo riguarda i migranti che sono soccorsi in mare dalle organizzazioni non governative e dai mezzi militari, ma non riguarda i migranti che arrivano autonomamente sulle coste italiane o a Malta.

Per l’Italia ha partecipato al vertice di Malta il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Da oggi –  ha detto il Ministro – Italia e Malta non sono più sole, c’è la consapevolezza che i due paesi rappresentano la porta d’Europa. Il testo predisposto va nella giusta direzione, ci sono contenuti concreti e abbiamo sciolto dei nodi politici complicati.

Quello che è avvenuto a Malta è molto importante, un primo passo concreto per un approccio di vera azione comune europea. Ho trovato un clima davvero positivo  – ha precisato il Ministro – perché la politica migratoria va fatta insieme agli altri Stati. Noi abbiamo sempre detto che chi arriva a Malta e in Italia arriva in Europa. E oggi questo concetto fa parte del comune sentite europeo. (Inform)

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