ITALIANI ALL’ESTERO
“Disappunto” dei due deputati del Pd per le mancate ratifiche
ROMA – Agli inizi del mese di febbraio scorso avevamo esultato perché il Consiglio dei Ministri del Governo Letta aveva approvato, su iniziativa dell’allora Ministro degli Esteri Emma Bonino, i Disegni di legge di ratifica e di esecuzione del nuovo Accordo di sicurezza sociale fra l’Italia e il Canada, firmato a Roma il 22 maggio 1995 (con protocollo aggiuntivo del 2003); dell’Accordo di sicurezza sociale fra l’Italia e la Nuova Zelanda, con Intesa amministrativa, del mese di giugno 1998; dell’Accordo fra Italia ed Israele sulla previdenza sociale, fatto a Gerusalemme il 2 febbraio 2010, che regola i rapporti tra i due Paesi per quanto riguarda l’individuazione della legislazione applicabile e le pensioni ed infine dell’ Accordo fra l’Italia ed il Giappone sulla sicurezza sociale, fatto a Roma il 6 febbraio 2009, che disciplina soprattutto taluni aspetti previdenziali relativi alla legislazione applicabile.
I Disegni di legge per essere definitivamente ratificati dovrebbero essere approvati – teoricamente una mera formalità – dai due rami del Parlamento italiano, prima dalle Commissioni competenti e poi dalle aule. Tuttavia a cinque mesi dall’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, dei Disegni di legge succitati si è persa traccia e nonostante i nostri ripetuti solleciti ci è stato riferito che essi sono stati bloccati dalla Presidenza della Repubblica – ogni disegno di legge prima di passare al Parlamento deve essere autorizzato dal Presidente della Repubblica –sembrerebbe per mancanza di copertura.
Il disappunto è grande e sono molti i dubbi che emergono: l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri degli accordi si presume sia stata preventivamente garantita da parte degli Enti istituzionali (Ministeri competenti e Ragioneria generale di Stato) preposti alla verifica della copertura. Allora, ci chiediamo, i fondi già trovati per la copertura finanziaria sono stati dirottati in altri capitoli di spesa dal Governo Renzi? E gli impegni presi con gli altri Paesi contraenti e le collettività italiane interessate vengono ora disattesi solo perché c’è stato un cambio di Governo e di programmi politici? Ma come è possibile da parte di un Governo e di uno Stato seri, dare false speranze con atti ufficiali e poi cambiare improvvisamente idea? Non ci sembra effettivamente che le spese che comporta la ratifica dei quattro accordi siano così elevate da giustificare questo improvviso e certamente non edificante cambio di direzione. Possiamo ora solo garantire il nostro impegno ed esercitare le nostre pressioni affinché sia ripreso l’iter parlamentare per la ratifica degli accordi con Canada, Israele, Nuova Zelanda e Giappone affinché l’Italia onori i suoi impegni internazionali. (Francesca La Marca e Marco Fedi, deputati del Pd eletti nella circoscrizione Estero)