SENATO DELLLA REPUBBLICA
In sede di esame del ddl di ratifica del protocollo che modifica la Convenzione tra Italia e Svizzera per evitare le doppie imposizioni fiscali
ROMA – Nella seduta di ieri si è concluso, presso la Commissione Esteri del Senato, l’esame in sede referente del disegno di legge di ratifica ed esecuzione del Protocollo che modifica la Convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, già approvato dalla Camera dei deputati
Il relatore Claudio Micheloni (Pd) ha illustrato un ordine del giorno, che, riaffermando l’importanza della collaborazione internazionale nella lotta all’evasione e all’elusione fiscale, intende tutelare la posizione dei cittadini italiani che hanno svolto attività lavorative all’estero, come residenti iscritti all’ Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), ovvero come lavoratori frontalieri, e con i proventi di tale attività, già assoggettata a tassazione e contribuzione obbligatorie nello Stato estero, abbiano ivi costituito attività finanziarie o abbiano acquisito immobili. Sottolineato dal relatore che tale esigenza di tutela, avanzata fin dalle fase delle trattative che hanno portato alla stipula del protocollo in esame, non è stata finora fatta propria dal Governo.
Il presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, ha informato di aver già sottoposto la questione in via informale al ministro dell’Economia, ricevendo rassicurazioni sulla sua possibile positiva soluzione.
Il viceministro dell’Economia Luigi Casero ha espresso a sua volta una valutazione positiva del testo presentato dal relatore, apprezzando in particolare l’espressa previsione che l’impegno del Governo è richiesto per le somme derivanti da prestazioni lavorative, di carattere sia dipendente che autonomo, svolte all’estero, già assoggettate a tassazione e contribuzione nel Paese estero.
Casero ha dichiarato quindi di accogliere, a nome del Governo, l’ordine del giorno Micheloni, di cui pubblichiamo qui di seguito il testo.
Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge n. 2125, recante “Ratifica ed esecuzione del Protocollo che modifica la Convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio”,
riaffermata l’importanza della collaborazione internazionale nella lotta all’evasione e all’elusione fiscale,
considerata tuttavia l’esigenza di tutelare la posizione dei cittadini italiani che hanno svolto attività lavorative all’estero, come residenti iscritti all’AIRE ovvero come lavoratori frontalieri, e con i proventi di tale attività, già assoggettata a tassazione e contribuzione obbligatoria nello Stato estero, abbiano ivi costituito attività finanziarie o abbiano acquisito immobili
impegna il Governo a valutare la possibilità di promuovere un’iniziativa legislativa affinché
– a decorrere dal 1° gennaio 2016, le somme detenute da tali cittadini italiani presso conti correnti bancari esteri, nonché le somme derivanti dalla vendita di beni immobili detenuti all’estero (acquistati o realizzati durante il periodo di iscrizione all’AIRE) siano assoggettate ad aliquota non superiore al 3 per cento e a tali somme non si applichino le disposizioni di cui alla legge 15 dicembre 2014, n. 186, e al decreto-legge 30 settembre 2015, n. 153, convertito con modificazioni nella legge 20 novembre 2015, n. 187;
– le donazioni e le eredità a cittadini italiani residenti in Italia, derivanti da attività lavorative svolte all’estero, non siano assoggettate alla tassazione in Italia qualora già assoggettate a tassazione nel Paese estero, e ad esse non si applichino comunque le disposizioni di cui alla legge 15 dicembre 2014, n. 186, e al decreto-legge 30 settembre 2015, n. 153, convertito con modificazioni nella legge 20 novembre 2015, n. 187. (Inform)