FARNESINA
ROMA – Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha presento a Villa Madama la riforma della Farnesina che entrerà in vigore dal 1° gennaio del prossimo anno. La riforma è ispirata a semplificazione e innovazione, con una rinnovata attenzione ai servizi ai cittadini e alle imprese, affinché la crescita del Paese sia sempre di più al centro della politica estera. Con la riforma, ottenuta a costo zero, la nuova Farnesina avrà due anime, una politica ed una economica, cui corrisponderanno due Vicesegretari Generali. Accanto alla Direzione per gli Affari politici e la Sicurezza internazionale verrà istituita la nuova Direzione per la Crescita e la promozione delle esportazioni. A esse si affiancheranno anche una nuova Direzione per la Cybersicurezza, che risponde all’esigenza di far fronte alle crescenti minacce informatiche, e un potenziamento della Direzione per le Politiche migratorie. Sarà inoltre istituita, presso la Segreteria Generale, un’Unità per la Semplificazione, che avrà il compito di raccogliere suggerimenti e presentare nuove proposte per snellire e semplificare i servizi per cittadini e imprese. La riforma interverrà anche sul concorso diplomatico e sulla formazione di tutto il personale della Farnesina. Grazie all’apertura a tutti i corsi di laurea magistrale, la Farnesina punta ad ampliare la base di reclutamento e ad attrarre i talenti migliori, attraverso un potenziamento delle assunzioni che è già iniziato in questi ultimi anni.
Nel suo intervento il Ministro Tajani ha segnalato che il nuovo Ministero sarà strutturato per avere un ramo politico e un ramo economico. “L’obiettivo è quello che le due teste del Ministero si concentrino in modo coordinato sulla politica e l’economia: questo perché il mondo è cambiato e abbiamo anche la responsabilità del commercio estero”, ha spiegato il Ministro ricordando che l’export rappresenta circa il 40% del Pil mentre permane l’idea di arrivare a 700 miliardi di export entro fine legislatura. Tajani ha anche ricordato che l’Italia è la seconda manifattura europea e la quinta potenza commerciale mondiale. “Non possiamo quindi non avere un’organizzazione efficiente che accompagni le nostre imprese nel mondo”, ha precisato il Ministro evidenziando che le 130 Ambasciate italiane sparse per il mondo dovranno essere un trampolino di lancio per le imprese italiane sulla base di una politica volta alla diplomazia della crescita. Tajani ha inoltre rimarcato che nessun imprenditore dovrà sentirsi solo nel momento in cui opera fuori dai confini nazionali e questo sarà possibile mobilitando tutte le forze in campo appartenenti alla rete diplomatica e consolare, lavorando insieme anche al sistema camerale all’estero. Il Ministro ha poi parlato delle priorità presenti nel campo della sicurezza informatica, soprattutto in funzione preventiva, ossia per proteggere la rete della Farnesina da possibili attacchi hacker. Sui servizi a cittadini e imprese, Tajani ha sottolineato come il tutto ruoti attorno alla necessità di snellire le procedure per l’assistenza ai connazionali e a chi vuole fare impresa all’estero; naturalmente va considerato anche il potenziamento dei servizi consolari. L’obiettivo è, per il Ministro, quello di “semplificare il rapporto tra imprenditore e Ambasciate”, menzionando a tal proposito anche l’appuntamento degli Stati Generali dell’Export che si terrà a Milano a metà dicembre con numerosi incontri business to business: “un modalità diretta per fare in modo che ogni imprenditore possa sentirsi tutelato”, ha precisato Tajani annunciando che saranno presenti entità quali CDP, Sace, Simest, ICE e Camere di Commercio. Il Ministro ha inoltre ricordato l’importanza in campo economico dei Business Forum o delle missioni all’estero, come quella recente in Arabia Saudita che ha visto anche l’inaugurazione di una nuova sede Simest all’interno dell’Ambasciata; prossimamente ci sarà anche un importante business forum con India. Tajani si è poi soffermato sulla parte della riforma che riguarda la possibilità di accesso alla carriera diplomatica e che prevede l’ampliamento della platea dei possibili candidati a tutti i laureati che abbiano un titolo magistrale. In proposito il Ministro ha sottolineato come questo cambiamento possa attrarre tanti giovani che finora erano stati esclusi dalla possibilità di partecipare a concorsi per la carriera diplomatica perché non avevano nel curriculum le lauree tradizionali di tipo giuridico o economico. Tajani, dopo aver sottolineato l’importanza di incrementare la presenza di personale di altre amministrazioni presso le nostre sedi diplomatiche, come gli addetti scientifici o culturali, ha evidenziato che si lavorerà sia per aumentare la formazione del personale e della futura classe dirigente, sia per rendere sempre più efficace il lavoro dell’ispettorato . “Le nostre Ambasciate – ha concluso Tajani – funzioneranno al meglio , anche perché abbiamo milioni di italiani all’estero a cui dobbiamo offrire servizi sempre migliori . In proposito vi è una Direzione Generale che si occuperà in modo particolare degli italiani all’estero con una mentalità moderna, perché quello dei nostri connazionali nel mondo è un tema di grande importanza”.
Ha poi preso la parola il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, che ha parlato di una riforma strutturale portata avanti con convinzione anche alla luce dell’epoca che si sta vivendo, fatta di cambiamenti talmente importanti, al punto che non si potrebbe gestire il tutto restando ancorati a strutture del passato. “Abbiamo bisogno di istituzioni capaci non solo di gestire le crisi ma di anticiparle; abbiamo bisogno di leader, non sono sufficienti i dirigenti”, ha spiegato Zangrillo richiamando la necessità di rinsaldare l’alleanza tra le persone e le istituzioni. “Questa riforma va realizzata tenendo conto delle nuove generazioni: essa si innesta in modo coerente con il disegno riformatore della pubblica amministrazione che stiamo portando avanti”, ha aggiunto Zangrillo esprimendo soddisfazione per quella parte della riforma che riguarda l’apertura a nuovi indirizzi di laurea. Allo stesso tempo il Ministro ha puntato l’attenzione sulla questione della formazione del personale, che non deve essere più un qualcosa cui dedicare uno spazio temporale residuale. “Il sapere deve tradursi in saper fare e in saper essere. Il leader è colui che è capace di fare squadra e misurare il valore delle persone”, ha precisato Zangrillo descrivendo così la figura di un dirigente-leader capace di valorizzare il merito del suo personale. La Presidente della Commissione Esteri-Difesa del Senato, Stefania Craxi, ha in primo luogo evidenziato che la riforma della Farnesina è stata realizzata a costo zero. “Viviamo in un contesto globale segnato da scenari di crisi che si intrecciano con conflitti regionali, instabilità energetiche e commerciali, competizioni tecnologiche, pressioni migratorie e sfide climatiche”, ha rilevato Craxi richiamando come tutto questo necessiti un nuovo modo di interfacciarsi a questi scenari. “La diplomazia oggi non parla solo il linguaggio della negoziazione politica”, ha aggiunto Craxi ricordando che serve un’interconnessione tra capacità politiche, economiche e culturali. “Serve una visione comune e coordinata”, ha sottolineato la Presidente della III Commissione, definendo politica, economia e cultura come “tre pilastri imprescindibili” nella diplomazia del futuro: la diplomazia economica, nello specifico, è quella che secondo Craxi appare assumere una valenza decisiva. Il Vicesegretario Generale della Farnesina, Carlo Lo Cascio, ha spiegato che la riforma, che entrerà in funzione il primo gennaio, conferma sostanzialmente i compiti già spettanti alla Segreteria Generale per quanto riguarda il controllo del buon funzionamento della macchina amministrativa del Ministero. Lo Cascio ha inoltre spiegato come, in qualità di Vice Segretario Generale, si occuperà del coordinamento degli uffici impiegati nella promozione della economia nazionale e del sistema Italia, lavorando a stretto contatto con la nuova Direzione per la Crescita che si vede attribuire funzioni strategiche, soprattutto sul fronte dell’internazionalizzazione delle imprese. “Le nostre imprese devono poter competere nel mondo con strumenti moderni e un sostegno costante. Vogliamo valorizzare il Made in Italy”, ha aggiunto Lo Cascio richiamando il concetto di modernizzazione del Ministero che andrà a vantaggio della proiezione internazionale dell’Italia. Ha poi preso la parola Il Vicesegretario Generale della Farnesina e Direttore Generale per gli Affari Politici, Cecilia Piccioni, che ha parlato di tre “bussole” che orientano il “veliero” della Direzione Generale che è chiamata a dirigere : la diplomazia, la visione e la semplificazione. “La semplificazione non può limitarsi all’ambito amministrativo e gestionale, ma è anche dedicarsi al coordinamento politico in modo efficace e globale, cercando di proporre soluzioni alle crisi che sempre più caratterizzano il mondo delle relazioni internazionali in modo efficace in uno spazio geografico di grandi dimensioni”, ha spiegato Piccioni ricordando che certamente la prima delle tre bussole, ossia la diplomazia, sia necessariamente insita nella missione della Farnesina. Per Piccioni, inoltre, in un modo che non ha più pazienza ed è sempre più veloce, diplomazia e semplificazione si dovranno intersecare “Siamo pronti ad affrontare queste nuove sfide”, ha aggiunto Piccioni spiegando che pragmatismo, velocità e buon senso dovranno essere strumenti indispensabili per la task force che si sta mettendo in piedi nella Direzione Generale. “Come una squadra di calcio noi vogliamo giocare in modo collettivo, non abbiamo bisogno di fuoriclasse solitari, vogliamo passarci la palla e fare goal” ha concluso Piccioni. (Inform)