FARNESINA
ROMA – Lo scorso 28 marzo un terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito la parte centrale del Myanmar, provocando una delle catastrofi naturali più devastanti della storia del Sud Est Asiatico. L’Ambasciata d’Italia a Yangon è stata operativa sin da subito, fornendo supporto e assistenza ai nostri connazionali, ma anche alle ONG locali e alle organizzazioni che operano per soccorrere la popolazione. L’Italia ha stanziato complessivamente 3,3 milioni di Euro per supportare il Paese in questa fase delicata. Di questo e altro ha parlato, a “Viaggiare in sicurezza”, rubrica realizzata della Farnesina in collaborazione con Isoradio, il Capo Missione a Yangon Nicolò Tassoni Estense di Castelvecchio. “È stata una catastrofe naturale di proporzioni molto importanti – ha ricordato l’Ambasciatore – e ci sono numeri che fanno impressione, purtroppo il conteggio delle vittime è molto per difetto, le stime parlano di almeno il doppio di vittime reali e anche le operazioni di soccorso sono complicate”. L’ambasciatore ha poi spiegato come la situazione sia al momento “moderatamente positiva, sia sul piano della risposta internazionale, sia su quello della risposta interna, nel senso che non era scontato che la Giunta birmana chiedesse aiuto alla comunità internazionale e invece lo ha fatto, e questa è anche una dimostrazione della gravità della situazione”. “Come Italia – ha rilevato il Capo Missione – abbiamo stanziato oltre 3 milioni di Euro, siamo intervenuti attraverso la Croce Rossa e le nostre Ong. Quindi direi che c’è una risposta ad ampio raggio e dimostrazione di solidarietà verso il popolo birmano, e anche consapevolezza di come questo ulteriore disastro aggravi ad una situazione già molto difficile in partenza. Pensiamo alle enormi comunità già sfollate per causa del conflitto che quindi vivevano già in condizioni precarie”. “E’ molto importante per me – ha aggiunto – rivolgere un appello in Italia sul fatto che veramente il popolo birmano necessita di aiuto, ed molto difficile perché questa polarizzazione estrema che deriva dal conflitto, dal fatto che c’è stato un colpo di stato militare, spesso crea una sorta di timore a interagire con il Myanmar. C’è comunque modo di aiutare la popolazione al di là di questo”. “L’Ambasciata d’Italia – ha poi spiegato l’Ambasciatore – è stata operativa da subito e abbiamo avuto anche la fortuna di non aver subito danni strutturali pesanti dal terremoto. La prima fase è stata ricontattare tutti gli italiani in loco e devo dire che fortunatamente nel giro di tre o quattro ore, nonostante le comunicazioni fossero molto precarie, siamo riusciti ad avere assicurazioni che stavano tutti bene. Abbiamo poi seguito e un po’ coordinato tutte le squadre delle Ong e degli operatori sanitari e abbiamo anche cercato di rafforzare la riposta italiana e quindi di dare immediata operatività agli aiuti”. (Inform)